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IVA all’importazione: lo spedizioniere non paga per il cliente

L’Amministrazione Doganale ha contestato a un Importatore l’errato utilizzo del reverse charge per l’importazione di telefoni cellulari, pretendendo il pagamento dell’imposta e delle sanzioni anche dallo Spedizioniere, in qualità di rappresentante indiretto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Amministrazione, confermando che lo Spedizioniere non è responsabile in solido per l’omesso versamento dell’IVA all’importazione. Uniformandosi alla giurisprudenza europea, la Corte ha chiarito che l’IVA all’importazione non rientra nell’obbligazione doganale in senso stretto. Di conseguenza, in mancanza di una norma nazionale specifica, l’unico soggetto tenuto al pagamento dell’imposta resta l’Importatore, escludendo qualsiasi responsabilità per il professionista che ha curato le sole pratiche doganali.

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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 22432 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 5 n. 22432/2023)

Chi paga l’IVA all’importazione in dogana?

Quando una merce varca i confini europei, l’importazione comporta il pagamento di dazi e imposte. Tra queste, l’IVA all’importazione rappresenta una delle voci più rilevanti. Spesso le aziende si affidano a professionisti esterni, come gli spedizionieri doganali, per gestire le complesse pratiche burocratiche. Ma cosa succede se l’ufficio doganale contesta il mancato pagamento di questa imposta? L’Amministrazione Doganale può chiedere il pagamento direttamente allo spedizioniere? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa chiarezza su questo delicato argomento, stabilendo un confine netto tra le responsabilità dell’importatore e quelle del suo rappresentante doganale.

Il ruolo dello Spedizioniere e l’IVA all’importazione

Nel caso esaminato, un’azienda ha importato una partita di telefoni cellulari da un paese extra-UE. Per effettuare l’operazione, l’importatore ha incaricato uno spedizioniere doganale, che ha agito come rappresentante indiretto. Questo significa che il professionista ha presentato la dichiarazione doganale a proprio nome, ma per conto del cliente. Successivamente, l’Amministrazione Doganale ha contestato l’applicazione del meccanismo di inversione contabile (il cosiddetto reverse charge) utilizzato per l’operazione. Di conseguenza, l’ufficio ha richiesto il pagamento dell’IVA all’importazione non versata e delle relative sanzioni, ritenendo lo spedizioniere responsabile in solido con l’importatore. Lo spedizioniere ha impugnato l’atto, sostenendo di non dover rispondere dei debiti tributari del cliente. Lo spedizioniere doganale svolge un ruolo di intermediario tecnico. Egli verifica la corrispondenza dei documenti presentati dall’importatore, ma non può controllare la reale situazione fiscale o le intenzioni commerciali future del cliente. Per questo motivo, accollare allo spedizioniere il peso economico di un’imposta non versata dall’importatore creerebbe uno squilibrio ingiusto nel mercato dei servizi doganali.

La svolta della Corte di Giustizia Europea

Per molti anni, i giudici italiani hanno ritenuto che lo spedizioniere doganale fosse sempre responsabile insieme all’importatore per qualsiasi somma dovuta in dogana. Questa interpretazione considerava l’imposta sul valore aggiunto alla stregua di un dazio doganale. Tuttavia, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha recentemente ribaltato questa impostazione. I giudici europei hanno chiarito che le norme comunitarie sulla responsabilità del dichiarante si applicano esclusivamente ai dazi doganali veri e propri. L’imposta sul valore aggiunto dovuta all’ingresso delle merci, pur essendo riscossa in dogana, rimane un tributo interno e non un dazio. Pertanto, le regole europee non possono fondare una responsabilità automatica dello spedizioniere per questa specifica imposta.

Le motivazioni della Cassazione sull’IVA all’importazione

La Corte di Cassazione ha deciso di adeguarsi pienamente al principio stabilito dai giudici europei. Nelle motivazioni della decisione, i giudici supremi hanno spiegato che l’IVA all’importazione non fa parte dell’obbligazione doganale in senso stretto. Per poter ritenere lo spedizioniere responsabile del pagamento di un tributo interno, deve esistere una legge nazionale chiara e precisa che lo preveda espressamente. Analizzando l’ordinamento italiano, la Cassazione ha constatato che non esiste alcuna norma che stabilisca la responsabilità solidale del rappresentante indiretto per l’imposta sul valore aggiunto. Le leggi vigenti regolano soltanto le modalità di riscossione del tributo, ma non individuano lo spedizioniere come soggetto debitore. I giudici hanno inoltre precisato che le dichiarazioni d’intento presentate in dogana vincolano esclusivamente chi le sottoscrive, ovvero l’importatore o il cessionario. Lo spedizioniere che si limita a trasmettere la documentazione non assume alcuna obbligazione di garanzia nei confronti dello Stato. La sua attività si esaurisce nel controllo formale e documentale della merce. Di conseguenza, l’estensione della responsabilità non ha alcun fondamento giuridico.

Le conclusioni sul caso e la tutela dello Spedizioniere

La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso dell’Amministrazione Doganale, confermando l’esclusione di ogni responsabilità a carico dello spedizioniere. Questa decisione rappresenta una vittoria fondamentale per gli operatori del settore doganale, che non rischiano più di dover pagare somme enormi per errori o omissioni commessi dai propri clienti importatori. L’unico soggetto obbligato al pagamento dell’imposta e delle sanzioni resta l’importatore effettivo della merce. La Cassazione ha inoltre deciso di compensare le spese di giudizio, considerando che la materia è stata oggetto di un recente e radicale mutamento della giurisprudenza.

Lo spedizioniere doganale risponde del mancato pagamento dell’IVA all’importazione?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che lo spedizioniere, operando come rappresentante indiretto, non è responsabile in solido con l’importatore per l’IVA all’importazione.

Perché l’IVA all’importazione non è considerata un dazio doganale?
La Corte di Giustizia Europea ha chiarito che l’IVA all’importazione è un tributo interno e non un dazio doganale, escludendola quindi dalle regole sull’obbligazione doganale.

Chi deve pagare l’IVA e le sanzioni in caso di contestazione doganale?
L’unico soggetto obbligato al pagamento dell’IVA all’importazione e delle relative sanzioni è l’importatore effettivo della merce.

Termini giuridici

Rappresentante indiretto
Soggetto (come lo spedizioniere) che compie le operazioni doganali in nome proprio ma per conto di un altro soggetto (l'importatore).
Responsabilità solidale
Situazione in cui due o più soggetti sono obbligati a pagare lo stesso debito, e il creditore può chiedere l'intero pagamento a ciascuno di essi.
Obbligazione doganale
L'obbligo di pagare i dazi doganali previsti per l'importazione o l'esportazione di determinate merci.
Reverse charge
Meccanismo di inversione contabile in cui l'obbligo di pagare l'imposta ricade sul destinatario del bene anziché sul venditore.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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