I contribuenti che affrontano un contenzioso tributario prolungato possono accedere a misure speciali di chiusura anticipata della lite. La definizione agevolata introdotta dalla riforma della giustizia tributaria consente di estinguere le controversie pendenti in Cassazione a condizioni particolarmente favorevoli. La norma tutela chi ha già ottenuto sentenze favorevoli nei precedenti gradi di giudizio, riducendo l’importo dovuto a una minima percentuale.
Nel caso analizzato, il Fisco ha contestato a un socio di una società a ristretta base azionaria un maggior reddito ai fini delle imposte dirette. L’atto impositivo derivava da una rettifica del reddito societario per operazioni ritenute inesistenti. Il contribuente ha contestato la pretesa tributaria davanti ai giudici territoriali, ottenendo l’annullamento dell’atto sia in Commissione Tributaria Provinciale sia in Commissione Tributaria Regionale. Entrambi i collegi hanno accertato l’illegittimità della pretesa originaria.
L’Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione favorevole al cittadino dinanzi alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, il contribuente ha presentato formale istanza per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge numero 130 del 2022.
I presupposti normativi per la definizione agevolata
La legge stabilisce criteri precisi per accedere alla chiusura agevolata delle liti pendenti innanzi alla Suprema Corte. L’ente creditore deve risultare integralmente soccombente in tutti i precedenti gradi di merito. Inoltre, il valore economico della causa non deve superare la soglia di centomila euro.
In presenza di questi requisiti, il contribuente può estinguere il giudizio pagando un importo pari al cinque per cento del valore della lite. La norma prevede anche la sospensione del procedimento giudiziario su richiesta esplicita della parte privata, consentendo il completamento delle procedure di versamento entro i termini di legge.
La presentazione dell’istanza di sospensione blocca l’attività decisoria della Corte e impedisce la pronuncia sul ricorso dell’ente pubblico fino alla definitiva estinzione della causa.
Le motivazioni dei giudici sulla definizione agevolata
I giudici di legittimità hanno esaminato l’istanza presentata dal contribuente e ne hanno verificato la regolarità formale. Il collegio ha riscontrato la presenza della dichiarazione di voler accedere alla definizione agevolata e la contestuale richiesta di sospensione del procedimento.
La Suprema Corte ha ricordato che la disciplina speciale impone l’arresto del processo tributario in presenza della domanda del contribuente. Il processo deve rimanere sospeso per consentire la scadenza dei termini per il pagamento e la successiva dichiarazione presidenziale di estinzione.
La Corte ha pertanto valutato come doverosa l’attesa del decorso dei termini di legge, evitando qualsiasi pronuncia di merito sul ricorso originario del Fisco in ossequio alla volontà transattiva espressa dalle parti.
Le conclusioni pratiche sulla definizione agevolata
La Suprema Corte di Cassazione ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, accogliendo l’istanza difensiva del contribuente. Il giudizio rimane congelato fino al completamento degli adempimenti amministrativi ed economici.
Se il contribuente completerà il versamento del cinque per cento entro i termini fissati, il Presidente della Corte dichiarerà l’estinzione definitiva del processo. Questa pronuncia conferma il pieno diritto del cittadino vittorioso nei gradi di merito di chiudere le liti fiscali pendenti a costi minimi, bloccando le ulteriori pretese dell’amministrazione finanziaria.
Quali requisiti servono per chiudere la lite in Cassazione con il pagamento del 5 per cento?
Occorre che il contribuente abbia vinto sia in primo che in secondo grado di giudizio e che il valore della controversia non superi i centomila euro.
Cosa accade alla causa in corso se il contribuente chiede la definizione agevolata?
Il processo viene sospeso dalla Corte in attesa che il contribuente completi il pagamento agevolato e decorrano i termini di legge.
Come si conclude definitivamente il procedimento dopo il pagamento?
In assenza di contestazioni sul versamento, il Presidente della Corte dichiara l’estinzione definitiva del giudizio con apposito decreto.