Volizione Unitaria e Narcotraffico: Quando i Reati non Fanno Parte dello Stesso Piano
Il concetto di volizione unitaria, noto nel diritto penale come “medesimo disegno criminoso”, è cruciale per determinare la pena in caso di reati multipli. Se più azioni illegali sono viste come parte di un unico piano, il reo può beneficiare di un trattamento sanzionatorio più favorevole. Tuttavia, cosa succede quando i reati sono commessi a grande distanza di tempo e con modalità diverse? Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione chiarisce i criteri per escludere tale unicità, specialmente in contesti complessi come il narcotraffico internazionale.
I Fatti di Causa
Il caso analizzato riguarda un soggetto condannato per traffico di sostanze stupefacenti. L’imputato aveva organizzato due distinte importazioni di droga da due diversi stati del continente americano, uno centrale e uno meridionale. Le due operazioni criminali erano state realizzate a quasi un anno di distanza l’una dall’altra, impiegando modalità organizzative differenti e avvalendosi, in parte, di complici diversi. Un elemento significativo era che una delle operazioni aveva mostrato un carattere estemporaneo e improvvisato, tanto che una parte del carico era andata perduta. Di fronte alla condanna, l’imputato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che tutti i reati dovessero essere considerati come l’attuazione di un’unica volizione unitaria.
La Decisione della Corte di Cassazione sulla Volizione Unitaria
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo gli argomenti dell’imputato “manifestamente infondati”. La decisione si allinea alla consolidata giurisprudenza di legittimità, in particolare a una sentenza delle Sezioni Unite (n. 28659/2017), che ha fissato i paletti per l’individuazione di un disegno criminoso unitario. Secondo gli Ermellini, la decisione del giudice dell’esecuzione, che aveva negato la sussistenza di un unico piano, non era affatto illogica, ma anzi ben motivata sulla base degli elementi concreti emersi.
Le Motivazioni: I Criteri per Escludere la Volizione Unitaria
La Corte ha ribadito che la valutazione sull’esistenza di una volizione unitaria non è automatica, ma deve basarsi su un’analisi attenta di specifici indicatori. Nel caso di specie, i giudici hanno evidenziato tre fattori chiave che contrastavano con l’idea di un piano preordinato:
1. Distanza Temporale: Un intervallo di quasi un anno tra i due episodi è stato considerato un indice rilevante della loro autonomia.
2. Diversità delle Modalità Operative: I reati erano stati commessi con un’organizzazione diversa e con la partecipazione di correi parzialmente differenti. Questo suggerisce che non si trattava della semplice ripetizione di uno schema prestabilito.
3. Componente di Estemporaneità: Il fatto che una delle operazioni fosse stata caratterizzata da improvvisazione, al punto da causare la perdita di parte della droga, è stato visto come prova che i reati successivi non potevano essere stati programmati “almeno nelle loro linee essenziali” fin dal momento del primo. Un piano unitario implica un certo grado di preordinazione e controllo, che qui mancava.
In sintesi, la Corte ha concluso che la decisione del giudice di merito era logica nel ritenere che, al momento del primo reato, i successivi non fossero stati pianificati.
Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza rafforza un principio fondamentale: per ottenere il riconoscimento della volizione unitaria non basta che i reati siano della stessa specie. È necessario dimostrare che essi discendono da una programmazione iniziale e deliberata. La distanza temporale, le differenze operative e l’assenza di un filo conduttore organizzativo sono elementi potenti che possono portare a escludere il “medesimo disegno criminoso”. Di conseguenza, ogni reato viene valutato autonomamente, con un potenziale aggravamento della pena complessiva. La sentenza serve da monito: la configurazione di un piano unitario deve essere provata concretamente e non può essere semplicemente presunta.
Quali sono i criteri per determinare l’esistenza di una ‘volizione unitaria’ tra più reati?
Secondo la Corte, i criteri principali includono la distanza temporale tra i reati, la diversità o somiglianza delle modalità di realizzazione, la parziale diversità dei complici e la presenza di una componente di estemporaneità e improvvisazione negli atti, che può indicare l’assenza di un piano preordinato.
Una grande distanza di tempo tra due reati esclude automaticamente la volizione unitaria?
No, non automaticamente, ma è un indice molto forte contro la sua esistenza. La Corte ha considerato un intervallo di quasi un anno, unitamente ad altri fattori come le diverse modalità operative, un elemento decisivo per escludere che i reati facessero parte di un unico piano iniziale.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati sono stati giudicati ‘manifestamente infondati’. La decisione del giudice precedente di negare la volizione unitaria è stata considerata logica e in linea con la giurisprudenza consolidata della stessa Corte di Cassazione, non presentando quindi vizi di legittimità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39593 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39593 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 20/11/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a MELITO DI PORTO SALVO il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 13/03/2025 della CORTE APPELLO di VENEZIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto
Rilevato che NOME COGNOME ricorre per cassazione contro il provvedimento indicato in intestazione;
Ritenuto che gli argomenti dedotti nell’unico motivo di ricorso sono manifestamente infondati, in quanto in contrasto con la consolidata giurisprudenza della Corte di legittimit punto di individuazione dei criteri da cui si può desumere l’esistenza di una volizione unita (cfr., per tutte, Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074), atteso che distanza temporale, diversità delle modalità di realizzazione dei reati, parziale diversità di correi, indici di valutazione della esistenza o meno di una volizione unitaria in presenza dei quali non manifestamente illogica la decisione del giudice dell’esecuzione che, nel caso in esame, in presenza di reati di traffico di sostanza stupefacente commessi, mediante importazione da due diversi stati del Centro e del Sud del continente americano, a quasi un anno di distanza, con modalità organizzative diverse ed una evidente componente di estemporaneità nei reati del processo celebrato davanti alla Corte di appello di Milano (in cui, infatti, risulta anche ch parte dello stupefacente andò perduto), ha ritenuto che al momento di commissione del primo reato i successivi non potessero essere stati programmati “almeno nelle loro linee essenziali”;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento, nonché al versamento in favore della Cassa delle ammende di una somma determinata, in via equitativa, nella misura indicata in dispositivo;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 20 novembre 2025
Il consigliere estensore
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