Vizio di mente: quando il ricorso in Cassazione è inammissibile
Il tema del vizio di mente rappresenta uno dei pilastri della difesa penale, ma la sua applicazione richiede un rigore argomentativo che non ammette approssimazioni. La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 42794 del 2023 chiarisce i confini entro cui tale esimente può essere invocata nel giudizio di legittimità, sottolineando l’importanza del confronto con le risultanze peritali.
I fatti di causa
La vicenda trae origine dalla condanna di un imputato per i reati di furto aggravato, previsti dagli articoli 624 e 625 del codice penale. Dopo la conferma della sentenza in grado di appello, la difesa ha proposto ricorso per Cassazione puntando tutto su un unico motivo: il mancato riconoscimento del vizio di mente. Secondo la tesi difensiva, le condizioni psichiche del soggetto avrebbero dovuto condurre a un proscioglimento o a una riduzione della pena, nonostante le valutazioni espresse nei precedenti gradi di giudizio.
La decisione della Suprema Corte
I giudici della settima sezione penale hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha evidenziato come l’impugnazione fosse affetta da una genericità intrinseca, non riuscendo a scardinare le motivazioni della Corte d’Appello. Quest’ultima, infatti, aveva già disposto una rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale proprio per accertare lo stato mentale dell’imputato. L’esito della perizia psichiatrica era stato chiaro e coerente, escludendo la sussistenza di patologie tali da annullare la capacità di intendere e di volere al momento della commissione dei furti.
Analisi del vizio di mente e specificità dei motivi
Perché un ricorso basato sul vizio di mente possa essere accolto in Cassazione, non è sufficiente invocare genericamente una sofferenza psichica. È necessario che la difesa indichi con precisione quali passaggi della perizia o della sentenza siano illogici o contraddittori. Nel caso di specie, il provvedimento impugnato è stato ritenuto esauriente e logico nella lettura dei dati cognitivi offerti dagli esperti. La Cassazione non può procedere a una nuova valutazione dei fatti, ma solo verificare la tenuta logica della motivazione espressa dai giudici di merito.
Le motivazioni
Le motivazioni del rigetto risiedono nel difetto di specificità del ricorso. La Suprema Corte ha osservato che il ricorrente non si è confrontato con le statuizioni del provvedimento impugnato, limitandosi a riproporre doglianze già ampiamente superate dall’istruttoria tecnica. La perizia disposta in appello aveva fornito un quadro probatorio solido che la difesa non ha saputo contestare con argomenti di diritto puntuali. La coerenza del percorso argomentativo seguito dai giudici di Bari ha reso superfluo ogni ulteriore approfondimento in sede di legittimità.
Le conclusioni
Le conclusioni della Corte sanciscono l’inammissibilità del ricorso con conseguenze onerose per il ricorrente. Oltre al pagamento delle spese processuali, è stata inflitta una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale: la prova del vizio di mente deve essere ancorata a dati scientifici certi e la sua contestazione in sede di legittimità deve essere estremamente analitica, pena l’irricevibilità dell’istanza e l’aggravio dei costi processuali.
Cosa accade se il ricorso per vizio di mente non contesta la perizia?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile per genericità, poiché la Cassazione non può rivalutare i fatti ma solo la logicità della motivazione basata sugli accertamenti tecnici già svolti.
È possibile richiedere una nuova perizia psichiatrica in appello?
Sì, il giudice d’appello può disporre la rinnovazione istruttoria per accertare la capacità di intendere e di volere se ritiene che gli elementi acquisiti in primo grado siano insufficienti.
Quali sono le sanzioni per un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese del procedimento e, solitamente, di una somma tra i mille e i seimila euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 42794 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 42794 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 13/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a BARI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 26/10/2022 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
OSSERVA
Rilevato che NOME COGNOME ricorre avverso la sentenza della Corte di appello di Bari che confermato la condanna riportata dal predetto in primo grado in ordine ai reati di cui agl 624, 625 n. 2 e 7 cod. pen.;
Ritenuto che l’unico motivo di ricorso, con cui si lamenta il mancato proscioglime dell’imputato per vizio di mente, è formulato genericamente e non si confronta con le statuiz del provvedimento impugnato, che invece è coerente ed esauriente nella lettura dei dati cognit offerti dalla perizia disposta all’esito dell’accoglimento dell’istanza di rinnovazione i formulata dalla difesa (cfr. pag. 4 del provvedimento impugnato);
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conda del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore de Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processual della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 13 settembre 2023
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Il Consigliere estensore
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