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Truffa online: remissione querela e nuove norme

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una Truffa online legata alla vendita fittizia di una console su piattaforme social. Nonostante la condanna nei gradi di merito, l’intervento del ‘Correttivo Cartabia’ ha modificato il regime di procedibilità per le frodi telematiche, rendendole perseguibili solo a querela di parte. Poiché la vittima aveva manifestato la volontà di rimettere la querela durante il primo grado, la Suprema Corte ha applicato il principio del favor rei, annullando la sentenza senza rinvio e dichiarando l’estinzione del reato.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Truffa online: come la Riforma Cartabia cambia le regole del gioco

La Truffa online rappresenta oggi una delle fattispecie più frequenti nelle aule di giustizia. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito l’impatto delle novità legislative introdotte dal cosiddetto ‘Correttivo Cartabia’ (D.Lgs. n. 150/2022 e successive integrazioni) su questi procedimenti, evidenziando un mutamento radicale nel regime di procedibilità che può portare all’estinzione del reato.

I fatti di causa

La vicenda trae origine dalla condanna di un soggetto che aveva messo in vendita una console per videogiochi su una nota piattaforma social. Attraverso trattative condotte su sistemi di messaggistica istantanea, l’imputato aveva indotto la vittima a versare la somma di 150 euro, senza però mai consegnare il bene promesso. Nei primi due gradi di giudizio, il fatto era stato qualificato come truffa aggravata dalla minorata difesa, in quanto la distanza tra le parti e l’uso dello strumento telematico avrebbero agevolato la condotta illecita.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso della difesa, focalizzandosi sull’evoluzione normativa. Con l’entrata in vigore della Legge n. 90/2024, il legislatore ha introdotto una specifica aggravante per la Truffa online (art. 640, comma 2, n. 2-ter c.p.), scorporandola dalla generica minorata difesa. La novità fondamentale risiede nel fatto che, per questa nuova ipotesi, il reato è diventato perseguibile esclusivamente a querela di parte, e non più d’ufficio.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sul principio del favor rei sancito dall’art. 2 del Codice Penale. Poiché la nuova disciplina prevede una condizione di procedibilità più favorevole (la necessità della querela), essa deve applicarsi anche ai processi in corso. Nel caso di specie, è emerso dai verbali del primo grado che la persona offesa aveva espressamente manifestato la volontà di rimettere la querela. Sebbene all’epoca tale atto non avesse effetti perché il reato era procedibile d’ufficio, la sopravvenuta modifica normativa ha conferito a quella remissione piena efficacia estintiva. La Corte ha inoltre precisato che la causa estintiva deve essere rilevata d’ufficio in ogni stato e grado del processo, ai sensi dell’art. 129 c.p.p.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio. Il reato è stato dichiarato estinto per intervenuta remissione di querela, con conseguente condanna del querelato al solo pagamento delle spese processuali. Questa pronuncia conferma che la Truffa online, pur restando un comportamento penalmente rilevante, richiede oggi una partecipazione attiva e costante della vittima nel voler perseguire il colpevole, rendendo la remissione della querela uno strumento decisivo per la chiusura anticipata dei processi.

Cosa cambia per la truffa online con la riforma Cartabia?
La riforma ha introdotto una specifica aggravante per le frodi telematiche, rendendole però perseguibili solo su querela della vittima e non più d’ufficio.

Cosa succede se la vittima ritira la denuncia durante il processo?
Se la querela viene rimessa, il reato si estingue e il giudice deve dichiarare il non doversi procedere, anche se il fatto è avvenuto prima della riforma.

Perché si applica la nuova legge anche a fatti passati?
In virtù del principio del favor rei, se una legge successiva è più favorevole all’imputato, essa deve essere applicata ai processi ancora in corso.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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