Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 9642 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 9642 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 03/03/2026
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a CECCANO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 19/09/2025 della CORTE APPELLO di SALERNO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso presentato nell’interesse di NOME COGNOME, ritenuto che l’unico motivo di ricorso, che deduce il vizio di violazione di legge e il vizio di contraddittorietà e/o manifesta illogicità della motivazione in ordine alla qualificazione del fatto nei termini di cui all’art. 640 cod. pen., e non già nei termini di mero illecito civile, non è consentito perché meramente reiterativo di doglianze già dedotte in appello (Sez. 2, n. 27816 del 22/03/2019, Rovinelli, Rv. 276970-01; Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014, COGNOME, Rv. 260608-01) e ivi puntualmente disattese con ampie e puntuali argomentazioni esenti da vizi logici censurabili in questa sede (si vedano, in particolare, le pagine dall’ottava all’undicesima della sentenza impugnata con riferimento alla sussistenza di artifizi e raggiri, tipici della truffa, e alla conseguente rilevanza penale del fatto, con esclusione di qualsivoglia riqualificazione in termini civilistici), risolvendosi in una proposta di lettura alternativa del merito, non consentita in questa sede (Sez. 3, n. 18521 del 11/01/2018, COGNOME, Rv. 273217-01, Sez. 5, n. 15041 del 24/10/2018, COGNOME, Rv. 275100-01, Sez. 4, 1219 del 14/09/2017, COGNOME, Rv. 271702-01, Sez. 5, n. 48050 del 02/07/2019, COGNOME, Rv. 277758-01) e caratterizzata, altresì, da illogicità, atteso che censura vizi che non compaiono nel testo della sentenza impugnata la quale, anzi, correttamente argomenta su tutte le questioni sollevate;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, il giorno 3 marzo 2026.