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Truffa aggravata: giurisdizione e notifiche all’estero

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa aggravata nei confronti di un soggetto che vendeva fittiziamente multiproprietà a Tenerife. La difesa contestava la giurisdizione italiana e la validità delle notifiche effettuate all’estero. Gli Ermellini hanno stabilito che la giurisdizione italiana sussiste se anche solo una parte della condotta, come il bonifico bancario della vittima, avviene in Italia. Inoltre, è stata ritenuta valida la notifica al difensore poiché le ricerche dell’imputato all’estero non avevano fornito un indirizzo preciso, rendendo legittimo il decreto di irreperibilità.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Truffa aggravata e vendite all’estero: la giurisdizione italiana

Il caso della truffa aggravata legata alla vendita di immobili o multiproprietà all’estero solleva spesso complessi problemi di competenza territoriale e validità degli atti processuali. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini della giurisdizione nazionale e le modalità di notifica per gli imputati che risiedono fuori dai confini italiani.

Il caso delle multiproprietà fittizie

La vicenda riguarda la condanna di un intermediario accusato di aver venduto, tramite una società inesistente, ville in multiproprietà in territorio spagnolo. Le vittime, indotte in errore da artifizi e raggiri, avevano versato ingenti somme di denaro tramite bonifici partiti dall’Italia. La difesa ha impugnato la sentenza di appello sostenendo che il reato si fosse consumato interamente all’estero e che l’imputato non fosse stato regolarmente citato in giudizio, essendo nota la sua presenza a Tenerife.

La decisione della Cassazione sulla truffa aggravata

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la validità della condanna. Il punto centrale riguarda la natura della truffa aggravata come reato a consumazione prolungata o frazionata. Secondo i giudici, è sufficiente che anche uno solo degli elementi costitutivi del reato (artifizi, raggiri, induzione in errore, atto di disposizione patrimoniale o ingiusto profitto) si verifichi in Italia per radicare la giurisdizione del giudice nazionale.

Nel caso di specie, il fatto che le persone offese avessero effettuato i bonifici da banche italiane verso il conto estero dell’imputato è stato considerato un segmento della condotta realizzato nel territorio dello Stato. Questo principio garantisce che le frodi transfrontaliere non restino impunite sfruttando la parziale delocalizzazione delle attività illecite.

Notifiche all’estero e irreperibilità

Un altro tema cruciale affrontato riguarda la regolarità della citazione a giudizio. La difesa lamentava la nullità della notifica, eseguita presso il difensore anziché personalmente all’imputato in Spagna. La Corte ha però precisato che la semplice notizia generica della presenza di un soggetto in una località estera (come un’isola o una città) non equivale alla conoscenza di un indirizzo preciso. Se le autorità italiane, pur attivando l’Interpol, non ottengono coordinate esatte per la consegna dell’atto, il decreto di irreperibilità è legittimo e la notifica al difensore è valida.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sull’applicazione rigorosa dell’art. 6 del codice di procedura penale, che stabilisce la punibilità del reato nel territorio dello Stato quando l’azione o l’omissione è avvenuta in tutto o in parte in Italia. La Corte ha ribadito che il profitto della truffa si considera conseguito nel momento in cui il reo ottiene la disponibilità della somma, ma l’atto di disposizione patrimoniale compiuto dalla vittima in Italia è sufficiente a determinare la competenza del magistrato italiano. Riguardo alla prescrizione, i giudici hanno chiarito che il periodo di sospensione dovuto alla restituzione nel termine non rientra nel computo del termine massimo, poiché costituisce una fase di interruzione specifica del corso della giustizia.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione confermano un orientamento volto a tutelare le vittime di raggiri internazionali, impedendo che la fuga all’estero o la complessità dei flussi finanziari diventino uno scudo contro la giustizia penale. La sentenza sottolinea l’importanza della diligenza nelle ricerche dell’imputato: una volta esperiti i tentativi tramite i canali internazionali, l’impossibilità di reperire un domicilio certo autorizza il proseguimento del processo in Italia. Per chi opera nel settore immobiliare o delle multiproprietà, questo provvedimento ricorda che la legge italiana segue la condotta illecita ovunque essa produca i suoi effetti economici primari.

Quando un reato di truffa commesso all’estero può essere giudicato in Italia?
La giurisdizione italiana sussiste se anche solo una parte della condotta, come il versamento di un bonifico da parte della vittima, avviene nel territorio nazionale.

Cosa succede se l’indirizzo estero dell’imputato non è preciso?
Se le autorità non dispongono di un indirizzo esatto nonostante le ricerche tramite Interpol, la notifica può essere validamente eseguita presso il difensore.

La restituzione nel termine influisce sulla prescrizione del reato?
Sì, il tempo trascorso tra la sentenza contumaciale e il provvedimento di restituzione nel termine è considerato un’interruzione che non si computa ai fini del termine massimo di prescrizione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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