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Truffa aggravata: condanna per il finto malocchio

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa aggravata nei confronti di un soggetto che aveva raggirato una vittima promettendo la rimozione del malocchio in cambio di denaro. Nonostante la restituzione della somma sottratta, i giudici hanno negato l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La decisione sottolinea che, sebbene la Riforma Cartabia permetta di valutare la condotta successiva al reato, tale elemento non può rendere tenue un’offesa che non lo era al momento del fatto, specialmente se la condotta illecita risulta non occasionale.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Truffa aggravata e finto malocchio: la Cassazione nega la particolare tenuità

La truffa aggravata commessa sfruttando la credulità popolare e il timore di pericoli immaginari, come il cosiddetto malocchio, resta un reato punito con rigore dalla giurisprudenza italiana. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini dell’applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, anche alla luce delle novità introdotte dalla Riforma Cartabia.

I fatti di causa

Il caso riguarda un soggetto condannato per aver indotto una vittima a consegnare una somma di denaro (novanta euro) con il pretesto di liberarla da un maleficio. La condotta era stata qualificata come truffa aggravata dal timore di un pericolo immaginario. L’imputato aveva fatto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione dell’art. 131-bis c.p., sostenendo che la restituzione del denaro alla vittima dovesse portare all’esclusione della punibilità.

La decisione della Suprema Corte sulla truffa aggravata

I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso, confermando la condanna. La Corte ha analizzato l’impatto del D.Lgs. n. 150/2022 (Riforma Cartabia), che ha esteso la valutazione della tenuità anche alla condotta susseguente al reato. Tuttavia, è stato precisato che il comportamento post-delittuoso, come il risarcimento del danno, non può da solo trasformare un fatto grave in un fatto tenue. La valutazione deve essere complessiva e basata sui parametri di gravità dell’offesa e non abitualità del comportamento.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sulla natura non occasionale della condotta. Il giudice di merito aveva già espresso un giudizio prognostico negativo, ritenendo probabile la commissione di ulteriori reati da parte del ricorrente. Poiché l’art. 131-bis c.p. richiede che il comportamento non sia abituale, la mancanza di occasionalità nega in radice la possibilità di applicare il beneficio. Inoltre, la Corte ha ribadito che la truffa aggravata basata sulla manipolazione psicologica di soggetti vulnerabili presenta un disvalore che difficilmente si concilia con il concetto di offesa minima, indipendentemente dall’entità economica del danno.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma che la restituzione del maltolto non costituisce un automatismo per ottenere l’impunità. La protezione delle vittime da raggiri basati su pericoli immaginari rimane una priorità, e la particolare tenuità del fatto non può essere concessa a chi dimostra una propensione alla reiterazione del reato. La condotta successiva al reato è un elemento di valutazione aggiuntivo, ma non sostitutivo, rispetto alla gravità intrinseca dell’azione e alla personalità del reo.

La restituzione del denaro cancella il reato di truffa?
No, la restituzione della somma sottratta può essere valutata dal giudice come condotta riparatoria, ma non garantisce automaticamente l’esclusione della punibilità se il fatto è considerato non occasionale.

Cosa si intende per truffa aggravata da pericolo immaginario?
Si configura quando il colpevole induce la vittima in errore prospettando un pericolo inesistente, come una maledizione o un maleficio, per ottenere un profitto ingiusto.

Quando non si applica la particolare tenuità del fatto?
Il beneficio è escluso se la condotta non è occasionale, se il soggetto è un delinquente abituale o se il giudice ritiene probabile la commissione di nuovi reati in futuro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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