Travisamento delle prove e limiti del ricorso in Cassazione
Il concetto di travisamento delle prove rappresenta uno dei motivi più frequentemente invocati nei ricorsi per Cassazione, ma è anche uno dei più complessi da sostenere correttamente. Una recente ordinanza della Suprema Corte chiarisce i confini invalicabili tra il giudizio di merito e quello di legittimità, confermando che la Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio dove ridiscutere i fatti.
Il caso oggetto della decisione
La vicenda riguarda due individui condannati in appello per la cessione di sostanze stupefacenti. La difesa ha impugnato la sentenza sostenendo che i giudici di merito avessero interpretato erroneamente alcuni elementi probatori fondamentali. In particolare, il ricorso si basava sulla contestazione del tracciamento delle autovetture utilizzate per il trasporto della droga e sul contenuto di alcune captazioni ambientali che avrebbero collocato i soggetti all’interno di un veicolo specifico durante le fasi della cessione.
La distinzione tra fatto e diritto
La Corte di Cassazione ha rilevato che le censure mosse dai ricorrenti, pur essendo etichettate come vizio di motivazione o travisamento, erano in realtà finalizzate a una rivalutazione complessiva del materiale probatorio. In ambito penale, il ricorso per Cassazione deve limitarsi a evidenziare errori nell’applicazione della legge o vizi logici macroscopici della motivazione, senza poter entrare nel merito della ricostruzione storica degli eventi già cristallizzata nei gradi precedenti.
Le motivazioni
Le motivazioni del rigetto risiedono nella genericità dei motivi dedotti. La Corte ha osservato che i ricorrenti non hanno indicato specifici atti processuali che smentissero in modo inequivocabile la ricostruzione dei giudici di merito, ma si sono limitati a proporre una lettura alternativa delle risultanze investigative. Il compendio probatorio, che includeva il monitoraggio dei movimenti e le intercettazioni, è stato ritenuto coerente e privo di fratture logiche. Quando il ricorso tende esclusivamente a sollecitare un nuovo esame delle prove riguardanti la responsabilità penale, esso deve essere dichiarato inammissibile.
Le conclusioni
Le conclusioni della Suprema Corte ribadiscono l’inammissibilità di ricorsi che non rispettano la natura del giudizio di legittimità. Oltre al rigetto delle istanze, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende, quantificata in tremila euro per ciascuno. Questa decisione sottolinea l’importanza di una redazione tecnica dei motivi di ricorso, che devono essere specifici e strettamente ancorati ai vizi di legge, evitando di riproporre questioni di fatto già ampiamente discusse e risolte nei gradi di merito.
Quando si configura il travisamento delle prove in Cassazione?
Si configura quando il giudice di merito fonda la decisione su una prova inesistente o ignora un elemento probatorio decisivo che smentisce direttamente la sua ricostruzione.
È possibile contestare le intercettazioni in Cassazione?
Sì, ma solo se si dimostra un vizio logico nella loro interpretazione o una violazione di legge, non per richiedere una diversa lettura del loro significato.
Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile?
Oltre al pagamento delle spese processuali, il ricorrente può essere condannato a versare una somma tra i mille e i seimila euro alla Cassa delle Ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44100 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44100 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 29/09/2023
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME il DATA_NASCITA
COGNOME NOME NOME il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 12/01/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
OSSERVA
Ritenuto che i due comuni motivi dedotti con í ricorsi, che possono essere congiunt considerati, sono inammissibili perché aventi ad oggetto generiche censure di travisame prove riguardanti la responsabilità dei ricorrenti volte, in realtà, alla incensurabil in fatto delle stesse risultanze, segnatamente riguardanti il tracciamento delle au contenuto delle captazioni e la presenza dei ricorrenti nella autovettura Clio, complessivo compendio considerato riguardante la fase antecedente, concomitante e succ alla cessione del panetto di stupefacente;
Rilevato, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con la cond ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in fa Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese pr della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 29/9/2023