Travisamento della Prova: La Cassazione Chiarisce i Limiti del Ricorso
Il concetto di travisamento della prova è uno degli strumenti più delicati a disposizione della difesa nel processo penale, invocato quando si ritiene che un giudice abbia commesso un errore materiale nella lettura o percezione di un elemento probatorio. Tuttavia, non ogni presunta incongruenza è sufficiente a far vacillare una sentenza di condanna. Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ribadisce i rigorosi paletti che delimitano l’ammissibilità di tale censura, sottolineando la necessità di un errore decisivo e non di mere discrepanze valutative.
I Fatti del Caso: Furto Aggravato e la Condanna in Appello
Il caso trae origine da una condanna per furto aggravato dall’abuso di prestazione d’opera. L’imputato, dopo la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale, vedeva la sua posizione parzialmente riformata dalla Corte d’Appello, che riqualificava il fatto e rideterminava la pena in due anni di reclusione e 800 euro di multa. Non soddisfatto della decisione, l’imputato proponeva ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo: il vizio di travisamento della prova.
La Censura della Difesa: il Travisamento della Prova
La difesa sosteneva che i giudici di secondo grado avessero male interpretato gli elementi probatori a disposizione, giungendo a una conclusione errata. Secondo il ricorrente, questo errore percettivo era stato determinante per la sua condanna. L’obiettivo era quello di dimostrare che, se la prova fosse stata correttamente intesa, il ragionamento dei giudici sarebbe crollato, portando a un esito diverso del processo.
La Decisione della Cassazione e il Travisamento della Prova
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il vizio di travisamento della prova, per essere efficace e portare all’annullamento della sentenza, deve avere caratteristiche ben precise. Non è sufficiente, come nel caso di specie, limitarsi a enucleare “minime incongruenze o, comunque, di passaggi valutativi delle fonti di prova che non incidono sulla completezza e linearità della sentenza”.
Le Motivazioni
La Corte ha spiegato che il travisamento della prova è ravvisabile solo quando l’errore del giudice è così evidente e decisivo da “disarticolare l’intero ragionamento probatorio”. Deve trattarsi di un errore di percezione – ad esempio, leggere una parola per un’altra in un documento – e non di un errore di valutazione. Nel caso in esame, il ricorrente non solo non ha dimostrato un errore di tale portata, ma non ha neppure specificamente indicato quali atti processuali sarebbero stati travisati nel loro significato oggettivo. Le censure proposte si sono risolte in una generica critica alla valutazione delle prove, un’operazione che non è permessa in sede di legittimità. La Cassazione ha inoltre richiamato la sua consolidata giurisprudenza, ribadendo che l’intangibilità della valutazione nel merito del risultato probatorio è un principio cardine, specialmente in presenza di una “doppia conforme” (decisioni concordanti di primo e secondo grado).
Le Conclusioni
Questa ordinanza offre un’importante lezione pratica: un ricorso per Cassazione basato sul travisamento della prova deve essere preparato con estremo rigore. È indispensabile non solo individuare un errore percettivo manifesto e non valutativo, ma anche dimostrare come tale errore sia stato l’unico e decisivo fondamento della motivazione della sentenza impugnata. Limitarsi a criticare l’interpretazione delle prove data dai giudici di merito equivale a chiedere alla Cassazione un terzo grado di giudizio, operazione preclusa dalla legge. La decisione si traduce, per il ricorrente, in una condanna definitiva, con l’aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Che cos’è il travisamento della prova secondo la Cassazione?
È un errore di percezione da parte del giudice, che legge in un atto processuale un’informazione inesistente o ne ignora una esistente. Per essere rilevante ai fini dell’annullamento della sentenza, questo errore deve essere decisivo e tale da rendere l’intera motivazione illogica.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile in questo caso?
Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché le censure sollevate si limitavano a evidenziare piccole incongruenze o a criticare la valutazione delle prove fatta dal giudice, senza dimostrare un vero e proprio errore percettivo. Inoltre, il ricorrente non ha indicato in modo specifico quali atti sarebbero stati travisati.
Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, la sentenza impugnata diventa definitiva. Il ricorrente viene inoltre condannato al pagamento delle spese del procedimento e di una somma in favore della Cassa delle ammende, che in questo specifico caso è stata fissata in 3.000 euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15344 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 15344 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 27/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a ALGHERO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 15/06/2023 della CORTE APPELLO SEZ.DIST. di SASSARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
NUMERO_DOCUMENTO
Rilevato che l’imputato NOME COGNOME ricorre avverso la sentenza con cui la Corte di Appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari, in parziale riforma della sentenza d Tribunale di Sassari, ha riqualificato il fatto in furto aggravato dall’abuso di prestazione d’ ed ha rideterminato la pena in anni due di reclusione ed euro 800,00 di multa;
Rilevato che, con motivo unico di ricorso, il ricorrente denunzia vizio di travisamen della prova; che il vizio di travisamento della prova, desumibile dal testo del provvedimen impugnato o da altri atti del processo specificamente indicati dal ricorrente, è ravvisabile efficace in senso demolitivo solo se l’errore accertato sia idoneo a disarticolare l’i ragionamento probatorio, rendendo illogica la motivazione per la essenziale forza dimostrativa dell’elemento frainteso o ignorato, fermi restando il limite del “devolutum” in caso di cosidd “doppia conforme” e l’intangibilità della valutazione nel merito del risultato probatorio; ch ricorso non emergono i descritti connotati di decisività e rilevanza, risolvendosi le cens proposte nella enucleazione di minime incongruenze o, comunque, di passaggi valutativi delle fonti di prova che non incidono sulla completezza e linearità della sentenza impugnata complessivamente valutata; a questo si aggiunga che non sono stati specificamente individuati gli atti utilizzati per la decisione e, in tesi, malamente percepiti nel loro significato (sul travisamento della prova, cfr. Sez. 2, n. 20677 del 11/04/2017, COGNOME, Rv. 270071; Sez. 4, n. 46979 del 10/11/2015, RAGIONE_SOCIALE, Rv. 265053; Sez. 2, n. 26725 del 01/03/2013, COGNOME e altri, Rv. 256723; Sez. 5, n. 11910 del 22/01/2010, COGNOME, Rv. 246552).
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 27 marzo 2024.