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Testimonianza de relato e riconoscimenti fotografici

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato, rigettando il ricorso dell’imputato. Il fulcro della decisione riguarda la validità della testimonianza de relato resa dalla polizia giudiziaria in merito ai risultati di un’individuazione fotografica. Secondo la Corte, tale prova è pienamente utilizzabile poiché riferisce una percezione visiva del testimone. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche a causa della mancata correlazione specifica tra le doglianze difensive e le motivazioni della sentenza d’appello, oltre al tentativo non consentito di richiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Testimonianza de relato: la validità dei riconoscimenti fotografici

La testimonianza de relato rappresenta un elemento probatorio spesso al centro di accese dispute processuali. In una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha chiarito i confini di utilizzabilità delle dichiarazioni rese dalla polizia giudiziaria riguardo ai riconoscimenti effettuati da testimoni non più reperibili. Il caso riguarda una condanna per furto aggravato in cui l’identificazione del colpevole è avvenuta tramite album fotografici e filmati.

Il caso e lo svolgimento del processo

L’imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di furto in abitazione. La difesa ha impugnato la sentenza sostenendo che la prova della responsabilità fosse viziata. In particolare, si contestava l’utilizzo delle dichiarazioni degli agenti di polizia che avevano riferito l’esito positivo dell’individuazione fotografica compiuta da un testimone oculare. Secondo la difesa, tale modalità violava i principi del giusto processo, specialmente in assenza del testimone diretto durante il dibattimento.

La decisione della Suprema Corte

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che i risultati di un’individuazione fotografica possono legittimamente formare oggetto di testimonianza indiretta da parte del personale di polizia. Questo perché l’atto di riconoscimento è considerato una dichiarazione ricognitiva di una percezione visiva già avvenuta. La prova è stata inoltre ritenuta solida grazie ai riscontri forniti dalla persona offesa, che aveva notato il soggetto aggirarsi nei pressi del luogo del delitto.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura stessa della testimonianza de relato applicata agli atti di polizia giudiziaria. La giurisprudenza di legittimità è costante nel ritenere che l’esito di un’individuazione fotografica entri nel patrimonio probatorio quando riferito dagli agenti che hanno condotto l’operazione. Un altro punto cruciale riguarda l’aspecificità del ricorso: la difesa non ha saputo contrastare puntualmente le ragioni già espresse dalla Corte d’Appello, limitandosi a una critica generica. Inoltre, è stato ribadito che in Cassazione non è possibile richiedere una rivalutazione del merito dei fatti o delle prove, ma solo un controllo sulla legittimità e sulla logicità della motivazione.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma che la testimonianza de relato della polizia giudiziaria è uno strumento probatorio valido per confermare l’identificazione di un autore di reato. Per evitare l’inammissibilità del ricorso, è tuttavia indispensabile che i motivi di impugnazione siano strettamente correlati alle motivazioni della sentenza impugnata. La decisione sottolinea l’importanza di una difesa tecnica che non si limiti a contestazioni fattuali, ma che sappia individuare vizi logici o violazioni di legge precise, rispettando i rigidi criteri di ammissibilità previsti dal codice di procedura penale.

La polizia può testimoniare su un riconoscimento fatto da altri?
Sì, la polizia giudiziaria può riferire i risultati di un’individuazione fotografica poiché tale atto consiste nella narrazione di una percezione visiva del testimone.

Cosa rende un ricorso in Cassazione inammissibile?
Il ricorso è inammissibile se i motivi sono generici, non correlati alla sentenza impugnata o se richiedono una nuova valutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.

Quale valore ha il riconoscimento fotografico nel processo?
Ha valore di prova ricognitiva e, se confermato da altri elementi o riferito correttamente dalla polizia, può fondare una dichiarazione di responsabilità penale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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