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Termini a comparire: la Cassazione e la Cartabia

La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello di Roma a causa della violazione dei termini a comparire. La difesa aveva eccepito che la notifica del decreto di citazione era avvenuta con un preavviso inferiore ai quaranta giorni previsti dalla Riforma Cartabia (Art. 601 c.p.p.). La Suprema Corte ha stabilito che il nuovo termine di quaranta giorni, entrato in vigore il 31 dicembre 2022, è tassativo e la sua inosservanza configura una nullità di ordine generale, rendendo nullo il giudizio di secondo grado.

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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Termini a comparire: la Cassazione applica la Riforma Cartabia

Il rispetto dei termini a comparire costituisce una garanzia ineludibile per l’effettività del diritto di difesa nel processo penale. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha ribadito con forza questo principio, annullando una sentenza di appello che aveva ignorato le nuove tempistiche introdotte dal legislatore.

L’importanza dei termini a comparire nel processo

Il caso trae origine da una condanna per rapina aggravata. In sede di appello, la difesa aveva sollevato un’eccezione relativa alla tardività della notifica del decreto di citazione. Secondo i legali, il tempo concesso all’imputato per preparare la difesa era inferiore ai quaranta giorni stabiliti dalla normativa vigente. La Corte territoriale aveva tuttavia rigettato l’eccezione, ritenendo che la vecchia disciplina fosse ancora applicabile in virtù di regimi transitori legati al periodo pandemico.

Termini a comparire e Riforma Cartabia

La questione centrale riguarda l’entrata in vigore del D.Lgs. 150/2022, noto come Riforma Cartabia. Tale riforma ha modificato l’art. 601 c.p.p., elevando il termine per comparire in appello da venti a quaranta giorni. La Suprema Corte ha chiarito che questa disposizione è divenuta pienamente operativa dal 31 dicembre 2022. Non sussiste alcuna incompatibilità tra il nuovo termine e la persistenza di modalità di trattazione scritta, poiché le due norme operano su piani distinti: l’una riguarda il tempo della difesa, l’altra la modalità dell’udienza.

La violazione delle norme processuali

I giudici di legittimità hanno rilevato che la Corte di Appello ha errato nel richiamare normative eccezionali per giustificare la riduzione dei termini. La disciplina del cosiddetto “rito cartolare” non incide sulla durata del preavviso dovuto all’imputato. Di conseguenza, la notifica avvenuta senza il rispetto dei quaranta giorni liberi ha leso il diritto dell’imputato a intervenire nel processo in modo informato e tempestivo.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha fondato la propria decisione sulla natura della nullità derivante dal mancato rispetto dell’art. 601 c.p.p. Si tratta di una nullità di ordine generale a regime intermedio, che riguarda l’assistenza e la rappresentanza dell’imputato. Poiché l’eccezione era stata sollevata tempestivamente dalla difesa prima della deliberazione della sentenza di secondo grado, il vizio non poteva essere sanato. La Corte ha inoltre precisato che il differimento dell’entrata in vigore della Riforma Cartabia al 31 dicembre 2022 rendeva la nuova disciplina l’unico parametro legale valido per le citazioni effettuate dopo tale data.

Le conclusioni

In conclusione, la Suprema Corte ha disposto l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Gli atti sono stati trasmessi nuovamente alla Corte di Appello di Roma affinché proceda a un nuovo giudizio, garantendo questa volta il pieno rispetto dei termini a comparire. Questa sentenza conferma che le riforme processuali volte a potenziare le garanzie difensive devono trovare immediata e rigorosa applicazione, senza che interpretazioni estensive di norme transitorie possano limitare i diritti fondamentali del cittadino nel processo.

Qual è il nuovo termine a comparire per l’appello penale?
A seguito della Riforma Cartabia, il termine minimo che deve intercorrere tra la notifica del decreto di citazione e l’udienza è di quaranta giorni.

Cosa accade se la notifica avviene meno di 40 giorni prima dell’udienza?
Si verifica una nullità di ordine generale che, se eccepita tempestivamente dalla difesa, comporta l’annullamento del giudizio e della sentenza.

Le regole del rito pandemico influenzano i termini a comparire?
No, la Corte di Cassazione ha chiarito che le norme sulla trattazione scritta non modificano i termini minimi di citazione previsti dal codice di procedura penale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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