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Termine a comparire: nullità e sanatoria in appello

La Cassazione chiarisce la natura della nullità per violazione del termine a comparire in appello. Se l’eccezione non viene sollevata prima della sentenza di secondo grado, il vizio si considera sanato. Il ricorso dell’imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, è stato dichiarato inammissibile perché il suo difensore non ha eccepito la tardività della notifica durante il giudizio d’appello.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Termine a Comparire: Quando un Vizio di Notifica Diventa Insanabile?

Il rispetto delle regole procedurali è il fondamento di un giusto processo. Tra queste, il termine a comparire riveste un ruolo cruciale, garantendo all’imputato il tempo necessario per organizzare la propria difesa. Ma cosa accade se questo termine non viene rispettato? Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 24724/2024, offre un’importante lezione sulla natura della nullità che ne deriva e, soprattutto, sulla necessità per i difensori di essere vigili e tempestivi nel sollevare le relative eccezioni.

I Fatti del Caso

Un uomo veniva condannato in primo e secondo grado per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, con l’aggravante della recidiva. L’imputato decideva di presentare ricorso per cassazione, non contestando il merito della condanna, ma sollevando una questione puramente procedurale. Sosteneva che la notifica della citazione per il giudizio d’appello gli era stata comunicata in ritardo, violando il termine a comparire previsto dalla legge. Tale ritardo, a suo dire, aveva compromesso il suo diritto di difesa, in particolare la facoltà di richiedere di presenziare personalmente all’udienza.

Il Nodo Giuridico: La Natura della Nullità del Termine a Comparire

Il cuore della questione sottoposta alla Suprema Corte riguardava la qualificazione del vizio derivante dalla violazione del termine a comparire. Si trattava di una nullità assoluta, e quindi insanabile e rilevabile in ogni stato e grado del procedimento? O di una nullità di tipo intermedio o relativo, sanabile se non eccepita nei tempi corretti?

La stessa giurisprudenza della Cassazione presenta due orientamenti distinti:
1. Nullità a regime intermedio: Secondo una prima tesi, la violazione integra una nullità generale che deve essere eccepita prima della deliberazione della sentenza di secondo grado.
2. Nullità relativa: Un’altra tesi, più rigorosa, la qualifica come nullità relativa, che deve essere sollevata subito dopo l’accertamento della costituzione delle parti.

La difesa del ricorrente puntava a sostenere, implicitamente, la natura assoluta del vizio, che avrebbe travolto la sentenza d’appello nonostante la mancata obiezione in quella sede.

La Decisione della Cassazione: L’Importanza della Tempestività dell’Eccezione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo un chiarimento decisivo. Pur senza scegliere esplicitamente tra i due orientamenti esistenti, ha evidenziato un dato fattuale inoppugnabile: durante il giudizio di appello, svoltosi con rito cartolare, il difensore dell’imputato aveva depositato le proprie conclusioni scritte limitandosi a chiedere l’accoglimento dei motivi di merito, senza mai menzionare la notifica tardiva.

Le Motivazioni della Corte

La Corte ha stabilito che, a prescindere dalla qualificazione della nullità come intermedia o relativa, nessuna interpretazione la considera ‘assoluta’ e quindi insanabile. La mancata eccezione del vizio da parte del difensore prima della pronuncia della sentenza d’appello ha avuto un effetto sanante, ai sensi dell’art. 180 del codice di procedura penale. In altre parole, il silenzio del difensore nel momento processuale corretto ha ‘guarito’ il difetto di notifica, precludendo la possibilità di farlo valere successivamente in Cassazione. La passività della difesa ha di fatto convalidato un atto altrimenti viziato.

Le Conclusioni

Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale per la pratica legale: la vigilanza e la tempestività sono essenziali. Un errore procedurale della controparte o dell’ufficio giudiziario, anche se potenzialmente grave come la violazione del termine a comparire, perde ogni valore se non viene denunciato nei tempi e nei modi previsti dalla legge. La decisione serve da monito per i professionisti del diritto, sottolineando che il diritto di difesa deve essere esercitato attivamente in ogni fase del processo. Un’eccezione non sollevata è un’opportunità persa, con conseguenze definitive per l’esito del giudizio, come dimostra la dichiarazione di inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese in questo caso.

Cosa succede se la notifica della citazione in appello avviene in ritardo, violando il termine a comparire?
Si verifica una nullità. Tuttavia, secondo la sentenza, questa nullità non è ‘assoluta’, ma di natura intermedia o relativa. Pertanto, deve essere eccepita dalla difesa nei termini previsti dalla legge.

La violazione del termine a comparire costituisce una nullità assoluta?
No. La Corte di Cassazione chiarisce che nessuna interpretazione giurisprudenziale considera tale violazione come una nullità assoluta e insanabile.

È possibile sanare il vizio di una notifica tardiva in appello?
Sì, il vizio viene sanato se il difensore non solleva la specifica eccezione prima della deliberazione della sentenza di appello. La mancata obiezione tempestiva ‘guarisce’ il difetto procedurale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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