Tenuità del Fatto: Quando Non si Applica alla Tentata Rapina Aggravata
L’istituto della particolare tenuità del fatto, introdotto dall’articolo 131-bis del codice penale, rappresenta uno strumento fondamentale per il principio di proporzionalità nel diritto penale, consentendo di escludere la punibilità per reati di minima offensività. Tuttavia, la sua applicazione non è universale e incontra precisi limiti normativi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l’impossibilità di invocare tale beneficio per il reato di tentata rapina aggravata, specialmente se perpetrata ai danni di soggetti vulnerabili.
I Fatti del Caso in Esame
Il caso trae origine dal ricorso presentato da un soggetto condannato per tentata rapina aggravata ai danni di una persona anziana. La difesa dell’imputato aveva basato l’intero ricorso sulla richiesta di riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L’obiettivo era ottenere l’annullamento della condanna emessa dalla Corte d’Appello, sostenendo che l’azione delittuosa, non portata a compimento, potesse rientrare nei canoni della minima offensività previsti dalla legge.
L’Applicabilità della Tenuità del Fatto: L’Analisi della Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto con fermezza la tesi difensiva, dichiarando il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. L’analisi dei giudici si è concentrata su due profili distinti ma convergenti, entrambi ostativi all’accoglimento della richiesta.
L’Esclusione Normativa per Specifici Reati
Il primo e decisivo argomento riguarda un limite esplicito posto dalla legge. L’articolo 131-bis, al suo terzo comma, elenca una serie di reati per i quali l’applicazione della tenuità del fatto è a priori esclusa. Tra questi, la norma menziona specificamente i delitti previsti dall’articolo 628, terzo comma, del codice penale, categoria in cui rientra la rapina aggravata contestata nel caso di specie.
La Corte ha sottolineato che questa esclusione categorica opera indipendentemente dalle concrete modalità del fatto e non è stata modificata neanche dalla recente Riforma Cartabia (D.lgs. n. 150 del 2022). Pertanto, il solo titolo di reato è sufficiente a precludere l’accesso al beneficio.
La Condizione della Vittima come Ostacolo alla Tenuità del Fatto
Pur essendo il primo motivo già di per sé sufficiente, la Corte ha aggiunto una seconda, importante considerazione. Ha evidenziato come, anche sotto il profilo oggettivo, la tenuità del fatto fosse da escludere. La ricostruzione della vicenda aveva fatto emergere che la vittima era una persona anziana, versando quindi in una condizione di minorata difesa.
Il secondo comma dell’articolo 131-bis stabilisce che l’offesa non può mai essere considerata di particolare tenuità quando il reato è commesso approfittando di condizioni di vulnerabilità della vittima. La scelta di colpire un soggetto fragile aggrava la condotta e la rende incompatibile con il concetto di minima offensività, che è il presupposto fondamentale dell’istituto.
Le Motivazioni della Decisione
Le motivazioni della Corte Suprema sono state chiare e duplici. In primo luogo, esiste un’esclusione legale insuperabile: la tentata rapina aggravata rientra nel catalogo dei reati per i quali il legislatore ha espressamente vietato l’applicazione della causa di non punibilità. In secondo luogo, la condotta è stata ritenuta oggettivamente grave a causa della vulnerabilità della vittima. L’aver agito ai danni di una persona anziana, in condizione di minorata difesa, è un elemento che di per sé impedisce di qualificare il fatto come tenue. La combinazione di questi due elementi ha reso il ricorso privo di qualsiasi fondamento giuridico.
Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia
Questa ordinanza riafferma con forza i confini applicativi dell’istituto della particolare tenuità del fatto. Insegna che, per determinati reati considerati dal legislatore di particolare allarme sociale, come la rapina aggravata, non vi è spazio per valutazioni discrezionali sulla lieve entità del danno o sulla modalità della condotta. Inoltre, ribadisce la centralità della tutela dei soggetti vulnerabili nell’ordinamento penale: colpire chi non può difendersi adeguatamente è una circostanza che aggrava intrinsecamente il reato, rendendolo immeritevole di qualsiasi trattamento di favore e consolidando un principio di rigorosa protezione delle fasce più deboli della popolazione.
È possibile applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto al reato di tentata rapina aggravata?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che questo reato è escluso dall’ambito di applicazione dell’art. 131-bis del codice penale, in base a una previsione specifica della stessa norma (terzo comma, n. 3).
La Riforma Cartabia ha modificato le regole sulla tenuità del fatto per la rapina aggravata?
No, secondo l’ordinanza, la Riforma Cartabia (D.lgs. n. 150 del 2022) non ha modificato la norma che esclude la tentata rapina aggravata dall’applicazione dell’istituto della particolare tenuità del fatto.
La condizione di vulnerabilità della vittima incide sulla valutazione della tenuità del fatto?
Sì, la Corte ha sottolineato che la particolare tenuità del fatto è esclusa anche quando il reato è commesso ai danni di una persona in condizione di minorata difesa, come un’anziana, secondo quanto previsto dal secondo comma dell’art. 131-bis c.p.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40780 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 40780 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 11/07/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 05/10/2022 della CORTE APPELLO SEZ.DIST. di TARANTO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Rilevato che l’unico motivo di ricorso, che invoca il riconoscimento della causa di n punibilità di cui all’art. 131-bis cod. pen., è manifestamente infondato, in quanto, contraria all’assunto difensivo, la tentata rapina aggravata ex art. 628, terzo comma n. 3 -quinquies cod. pen. anche a seguito dell’entrata in vigore del D.Igs. n. 150 del 2022 (c.d. Riforma Cartabi esclusa dall’ambito applicativo dell’esimente richiesta, stante la previsione di cui all’art. terzo comma n. 3, cod. pen.;
Considerato altresì che la particolare tenuità del fatto è esclusa sotto il profilo ogg anche dalla condizione di minorata difesa dell’anziana vittima, come emergente dall ricostruzione dei fatti (si veda in particolare pagina 2), secondo il disposto di cui all’art secondo comma, cod. pen.;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna de ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore del Cassa delle ammende;
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processual della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso 1’11 luglio 2023
Il Consigliere estensore
Il Presidente