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Tentato furto aggravato: ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato. La sentenza chiarisce che la sopravvenuta procedibilità a querela, introdotta dalla Riforma Cartabia, non si applica ai ricorsi inammissibili pendenti in Cassazione, non potendo superare il cosiddetto giudicato sostanziale. Confermato il diniego della riqualificazione del reato e dell’applicazione della particolare tenuità del fatto.

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Pubblicato il 28 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Tentato Furto Aggravato: Quando il Ricorso in Cassazione è Inammissibile

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un tentato furto aggravato, fornendo importanti chiarimenti sull’inammissibilità del ricorso e sull’applicazione delle nuove norme in materia di procedibilità a querela introdotte dalla Riforma Cartabia. La decisione sottolinea il rigore con cui la Suprema Corte valuta i motivi di impugnazione, ribadendo principi consolidati in tema di valutazione della prova e determinazione della pena.

I Fatti di Causa

Il caso riguarda un individuo ritenuto responsabile del reato di tentato furto aggravato dalla violenza sulle cose. L’imputato era stato sorpreso mentre rovistava nei cassetti dell’ufficio cassa di un’azienda sanitaria locale (ASL) con l’evidente intento di sottrarre l’incasso. Non avendo trovato denaro, si era allontanato dal luogo. La Corte d’Appello di Bari aveva confermato la sua responsabilità con sentenza del 24 ottobre 2022. Contro questa decisione, la difesa ha proposto ricorso per cassazione.

I Motivi del Ricorso

L’imputato ha basato il suo ricorso su quattro motivi principali:
1. Mancanza di motivazione sulla valutazione delle prove.
2. Errata qualificazione giuridica del fatto, chiedendo di derubricare il tentato furto aggravato in semplice danneggiamento e di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
3. Contraddittorietà della motivazione sulla quantificazione della pena.
4. La necessità di verificare la procedibilità del reato, divenuto perseguibile a querela di parte a seguito della Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022), entrata in vigore dopo la sentenza d’appello.

La Decisione della Cassazione sul tentato furto aggravato

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile, respingendo ogni doglianza della difesa con argomentazioni precise.

Inammissibilità per Genericità e Merito

I primi tre motivi sono stati giudicati inammissibili perché ritenuti generici e volti a ottenere una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa nel giudizio di legittimità. La Cassazione ha ritenuto che la sentenza d’appello fosse sostenuta da una motivazione logica e coerente, sia nella ricostruzione dei fatti sia nella valutazione giuridica. In particolare:
– La qualificazione come tentato furto aggravato è stata confermata, dato che l’azione di rovistare nei cassetti di un ufficio cassa dimostra inequivocabilmente l’intenzione di rubare.
– L’esclusione dell’art. 131-bis c.p. è stata considerata corretta alla luce del disvalore oggettivo della condotta.
– La determinazione della pena e il diniego delle attenuanti generiche sono stati giustificati dalla personalità negativa dell’imputato, gravato da precedenti specifici.

La Questione Cruciale della Procedibilità a Querela

Il punto più rilevante della decisione riguarda il quarto motivo. La Corte ha ribadito un principio consolidato: la sopravvenienza della procedibilità a querela non può ‘sanare’ un ricorso inammissibile. L’inammissibilità del ricorso, infatti, determina una sorta di ‘cristallizzazione’ della sentenza impugnata (il cosiddetto ‘giudicato sostanziale’), che preclude l’applicazione di norme procedurali più favorevoli sopravvenute. Questa modifica non è considerata un’ipotesi di abolitio criminis (abolizione del reato), l’unica in grado di prevalere sull’inammissibilità.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione ha fondato la sua decisione su un orientamento giurisprudenziale ormai stabile. L’inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza o genericità dei motivi impedisce al giudice di legittimità di esaminare questioni che non rientrino nelle ipotesi eccezionali, come l’abolizione del reato o la declaratoria di incostituzionalità della norma incriminatrice. La modifica del regime di procedibilità da d’ufficio a querela non rientra in queste categorie. Pertanto, un ricorso viziato all’origine non può beneficiare di modifiche legislative successive favorevoli di natura processuale. La motivazione della Corte rafforza il principio secondo cui l’accesso al giudizio di cassazione richiede il rispetto di rigorosi requisiti formali e sostanziali, la cui assenza preclude ogni ulteriore disamina.

Le Conclusioni

L’ordinanza in commento offre due importanti lezioni pratiche. In primo luogo, ribadisce che i ricorsi per cassazione devono essere formulati con estrema specificità, evitando di presentare censure generiche o di merito. In secondo luogo, chiarisce che le modifiche legislative in materia di procedibilità, come quelle introdotte dalla Riforma Cartabia, non possono essere invocate per superare un’inammissibilità del ricorso già conclamata. Questa decisione consolida un’interpretazione rigorosa delle norme processuali, sottolineando l’importanza di presentare impugnazioni fondate sin dal principio per poter beneficiare di eventuali mutamenti normativi favorevoli.

Una nuova legge che rende un reato procedibile a querela si applica a un processo già in Cassazione?
No, se il ricorso è inammissibile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sopravvenuta procedibilità a querela non può superare l’inammissibilità del ricorso, in quanto non costituisce un’ipotesi di abolitio criminis e non incide sul cosiddetto giudicato sostanziale che si forma sulla sentenza impugnata.

Perché il reato non è stato riqualificato in danneggiamento?
La Corte ha ritenuto corretta la qualificazione di tentato furto aggravato perché l’intenzione dell’imputato, desunta dal suo comportamento (rovistare nei cassetti dell’ufficio cassa), era chiaramente diretta a sottrarre denaro o altri beni, e non semplicemente a danneggiare gli arredi.

Quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso è dichiarato inammissibile, tra le altre cause, quando i motivi sono generici, non si confrontano specificamente con le argomentazioni della sentenza impugnata, o propongono una nuova valutazione dei fatti, che è un’attività riservata ai giudici di merito e preclusa in sede di legittimità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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