Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41261 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 41261 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 13/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME NOME ( CODICE_FISCALE) nato a TORINO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 15/12/2022 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RG NUMERO_DOCUMENTO/2023
Rilevato che l’imputato NOME ricorre avverso la sentenza con cui la Corte di appello di Torino ha parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Tori ed ha ridotto la pena (a mesi uno e giorni dieci di reclusione ed euro ventisette di mul inflitta per il delitto di tentato furto aggravato;
Rilevato che il primo motivo di ricorso – con cui il ricorrente deduce l’eccessività trattamento sanzionatorio alla luce del mancato richiamo espresso alla riduzione di cui all’a 56 cod. pen.- è manifestamente infondato perché, secondo l’indirizzo consolidato della giurisprudenza, la graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti ed alle diminuzioni previsti per le circostanze aggravanti ed attenuanti e per fissare la pena base rientra ne discrezionalità del giudice di merito, che la esercita in aderenza ai principi enunciati negli 132 e 133 cod. pen.; che nella specie l’onere argomentativo del giudice è adeguatamente assolto attraverso un congruo riferimento agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti;
Rilevato che il secondo motivo di ricorso- con cui il ricorrente deduce la sopravvenuta procedibilità a querela del delitto di cui agli art. 624 e 625 n. 2 cod. pen.- è manifestame infondato poiché la querela è presente agli atti;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 13 settembre 2023.