Tentata rapina: i limiti del ricorso in Cassazione
La configurazione del reato di tentata rapina richiede un’analisi rigorosa della condotta e della corretta qualificazione giuridica dei fatti. Spesso, i ricorsi presentati dinanzi alla Suprema Corte falliscono perché si limitano a riproporre questioni già affrontate nei gradi precedenti, senza offrire una critica puntuale alle motivazioni espresse dai giudici di merito.
Nel caso in esame, un imputato è stato condannato per il delitto di tentata rapina. Avverso la sentenza della Corte d’Appello, è stato proposto ricorso per Cassazione denunciando vizi di motivazione e violazione degli articoli 56, 628 e 624 bis del codice penale. La difesa sosteneva che la ricostruzione dei fatti e la loro sussunzione sotto la fattispecie della rapina tentata fossero errate.
Tentata rapina: i limiti del ricorso
Il giudizio di legittimità non costituisce un terzo grado di merito. La Corte di Cassazione ha il compito di verificare la correttezza del diritto applicato e la logicità della motivazione, non di rivalutare le prove. Quando un ricorso si limita a una “pedissequa reiterazione” dei motivi d’appello, senza confrontarsi con le risposte fornite dalla Corte territoriale, esso viene considerato inammissibile. La specificità del ricorso è un requisito fondamentale: il ricorrente deve indicare con precisione quali passaggi della sentenza impugnata siano viziati e perché.
La decisione sulla tentata rapina
La Settima Sezione Penale ha stabilito che le doglianze presentate erano soltanto apparenti. Il ricorrente ha omesso di assolvere alla tipica funzione di critica argomentata, ignorando le motivazioni già espresse a pagina 4 della sentenza di secondo grado, dove veniva chiarita la corretta qualificazione giuridica del fatto. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura indeducibile dei motivi di ricorso quando questi si risolvono in una critica generica. I giudici hanno evidenziato che la Corte d’Appello aveva già puntualmente disatteso le tesi difensive con un apparato argomentativo logico e coerente. La reiterazione dei medesimi argomenti in sede di legittimità, senza l’apporto di nuovi elementi di diritto o la segnalazione di manifeste illogicità, rende il ricorso privo della necessaria specificità estrinseca, portando inevitabilmente alla sua reiezione.
Le conclusioni
In conclusione, la sentenza ribadisce che per contestare efficacemente una condanna per tentata rapina in Cassazione è necessario strutturare un ricorso che colpisca direttamente le fondamenta logiche della sentenza impugnata. La semplice riproposizione delle tesi difensive già bocciate nei gradi precedenti non solo è inefficace, ma espone il ricorrente a ulteriori sanzioni pecuniarie. La corretta qualificazione del fatto operata dai giudici di merito rimane ferma qualora non venga scalfita da una critica specifica e pertinente.
Quando un ricorso per tentata rapina viene considerato inammissibile?
Il ricorso è inammissibile quando si limita a ripetere gli stessi argomenti già respinti in appello senza contestare specificamente le motivazioni fornite dalla sentenza impugnata.
Quali sono le conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma, solitamente di tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.
Cosa si intende per motivi di ricorso apparenti?
Si definiscono apparenti quei motivi che non contengono una critica argomentata e specifica contro la decisione del giudice, rendendo impossibile un nuovo esame di legittimità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 48606 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 48606 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 12/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: NOME COGNOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 16/12/2022 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Ritenuto che l’unico motivo di ricorso, che contesta il vizio motivazionale e la violazione di legge in relazione agli artt. 56, 628 comma primo e 624 bis cod. pen., è indeducibile poiché fondato su motivi che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito, dovendosi gli stessi considerare non specifici ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso (si veda, in particolare, pag. 4 della sentenza impugnata sulla corretta qualificazione giuridica del fatto come tentata rapina);
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 12/09/2023
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