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Tentata estorsione: inammissibilità del ricorso

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di tentata estorsione ai danni di un farmacista. Il ricorrente aveva impugnato la sentenza della Corte di Appello di Bari, ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati erano meramente riproduttivi di questioni già ampiamente vagliate e respinte dai giudici di merito. La condotta dell’imputato, finalizzata a ottenere un ingiusto profitto attraverso minacce, è stata ritenuta correttamente qualificata dal punto di vista giuridico.

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Pubblicato il 16 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 3597 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 3597/2023)

Tentata estorsione: quando il ricorso è inammissibile

La Suprema Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul delitto di tentata estorsione, ribadendo i confini della responsabilità penale e i limiti di ammissibilità del ricorso di legittimità. Il caso riguarda un imputato condannato per aver tentato di estorcere denaro a un farmacista attraverso condotte minatorie.

I fatti di causa

La vicenda trae origine da una condanna emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia, successivamente confermata dalla Corte di Appello di Bari. L’imputato era accusato di aver posto in essere una condotta minatoria preordinata a ottenere un ingiusto profitto, con conseguente danno per la persona offesa, un farmacista locale.

La difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando violazione di legge e vizi di motivazione. Tuttavia, l’analisi dei giudici di legittimità ha evidenziato come le doglianze fossero prive di specificità e si limitassero a riproporre argomenti già disattesi nei precedenti gradi di giudizio.

La decisione sulla tentata estorsione

Il cuore della decisione risiede nella corretta qualificazione giuridica del fatto. La tentata estorsione si configura quando la condotta minatoria è idonea a incutere timore e mira a un profitto non dovuto. Nel caso di specie, i giudici di merito avevano già logicamente ricostruito l’intento dell’imputato, rendendo il ricorso inammissibile.

La Cassazione ha sottolineato che, quando un ricorso si limita a riprodurre censure già vagliate senza apportare nuovi elementi di diritto, non può che essere dichiarato inammissibile. Questo principio serve a garantire l’efficienza del sistema giudiziario, evitando l’abuso dello strumento dell’impugnazione.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura del ricorso per cassazione, che non può trasformarsi in un terzo grado di merito. I giudici hanno rilevato che la sentenza impugnata era provvista di una motivazione logica e coerente, in linea con i precedenti giurisprudenziali consolidati. La condotta dell’imputato era chiaramente finalizzata a un profitto ingiusto, integrando tutti gli elementi costitutivi della fattispecie tentata.

Le conclusioni

In conclusione, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. La sentenza ribadisce l’importanza di una difesa tecnica che sappia individuare vizi di legittimità reali, evitando la mera riproposizione di tesi fattuali già respinte.

Cosa si intende per tentata estorsione in ambito penale?
Si configura quando un soggetto compie atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere qualcuno, tramite minaccia o violenza, a procurare un ingiusto profitto, senza che l’evento si verifichi.

Perché il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché i motivi presentati erano identici a quelli già esaminati e respinti dai giudici di merito, senza offrire nuove argomentazioni di diritto.

Quali sono i costi legati a un ricorso dichiarato inammissibile?
Oltre alle spese del procedimento, il ricorrente è tenuto al pagamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende, che in questo caso è stata determinata in tremila euro.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito di un ricorso a causa di vizi formali o sostanziali.
Tentata estorsione
Delitto che si compie quando atti idonei e univoci sono diretti a costringere qualcuno, con violenza o minaccia, a procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto.
Ingiusto profitto
Qualunque vantaggio, non necessariamente economico, ottenuto senza che vi sia un diritto legittimo a riceverlo.
Condotta minatoria
Comportamento volto a prospettare un male ingiusto per condizionare la volontà della vittima.
Cassa delle ammende
Ente istituito presso il Ministero della Giustizia che gestisce le somme derivanti da sanzioni pecuniarie e spese processuali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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