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Targa prova contraffatta: i rischi penali

La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di una targa prova contraffatta utilizzata da un privato cittadino. Nonostante la difesa invocasse una delega da parte di una società commerciale, i giudici hanno ribadito che l’autorizzazione è personale e non cedibile, rendendo l’uso di una copia un reato di falso.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Targa prova contraffatta: la Cassazione sul rigore dei controlli

L’utilizzo di una targa prova contraffatta non è solo un’infrazione amministrativa, ma può sfociare in gravi conseguenze di natura penale. Recentemente, la Suprema Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema, analizzando il caso di un privato cittadino che circolava con una riproduzione non originale di una targa prova, sostenendo di essere stato autorizzato da una società del settore automobilistico.

Il caso della targa prova contraffatta e il sequestro

La vicenda trae origine dal sequestro probatorio di una targa applicata su una vettura parcheggiata in un’area di sosta. La targa riportava una dicitura personalizzata ma non era un esemplare originale rilasciato dalla Motorizzazione Civile. L’indagato aveva presentato istanza di riesame, sostenendo che il fatto non costituisse reato poiché la numerazione corrispondeva a una targa originale e che egli agiva su delega dell’amministratore di una società autorizzata.

Il Tribunale del riesame aveva tuttavia rigettato l’istanza, confermando la legittimità del vincolo probatorio. La difesa ha quindi proposto ricorso in Cassazione, lamentando la violazione delle norme penali sul falso e del Codice della Strada.

Disciplina normativa della targa prova contraffatta

La Corte ha ricordato che la disciplina della targa prova è regolata dal D.P.R. n. 474 del 2001. Tale normativa stabilisce requisiti molto stringenti per il rilascio e l’utilizzo di questo speciale titolo autorizzativo. In particolare, la targa prova può essere rilasciata solo a specifiche categorie di operatori professionali, come fabbriche costruttrici, concessionari, commissionari e officine di riparazione.

Incedibilità del titolo e natura personale

Uno dei punti cardine della decisione riguarda l’art. 4 del citato D.P.R., il quale sancisce che la titolarità dell’autorizzazione alla circolazione di prova è strettamente personale e non è cedibile. Di conseguenza, qualsiasi delega conferita a un soggetto privato, estraneo all’organizzazione aziendale professionale, è priva di valore legale e, anzi, costituisce motivo di revoca immediata dell’autorizzazione stessa.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sull’evidente falsità dell’oggetto sequestrato. Essendo una copia non regolare e non autorizzata, la targa prova contraffatta integra l’ipotesi di reato di falso. I giudici hanno chiarito che l’indagato non aveva alcun diritto di detenere né l’originale né, tantomeno, di formare una copia. La tesi difensiva, secondo cui la riproduzione di una targa esistente non costituirebbe falso se la numerazione è identica, è stata respinta poiché il soggetto non era legittimato al possesso del titolo.

Inoltre, la Corte ha confermato la necessità di mantenere il sequestro per finalità istruttorie, ovvero per verificare il metodo di formazione della targa e assicurare il corpo del reato nel processo.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione portano al rigetto del ricorso e alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. La sentenza ribadisce un principio di estrema importanza per la sicurezza stradale e la fede pubblica: la targa prova è uno strumento tecnico-professionale e non può essere banalizzato o duplicato da privati. L’uso di una targa prova contraffatta espone chi la utilizza a procedimenti penali dai quali è difficile difendersi invocando semplici deleghe o autorizzazioni informali.

Un privato può usare legittimamente la targa prova di un’officina tramite delega?
No, l’autorizzazione all’uso della targa prova è strettamente personale e non cedibile a terzi, rendendo nulla qualsiasi delega a soggetti privati non appartenenti alle categorie professionali autorizzate.

Quali sono le conseguenze penali per chi circola con una targa prova duplicata non originale?
L’uso di una copia non conforme all’originale configura il reato di falso e comporta il sequestro probatorio dell’oggetto per accertare le modalità della contraffazione.

È possibile richiedere la restituzione di una targa prova sequestrata se si dichiara di essere delegati?
La restituzione è negata se il soggetto non è legittimato a possedere il titolo originale; in tal caso, il sequestro viene mantenuto per finalità di accertamento istruttorio sulla falsità dell’atto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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