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Squadra investigativa comune: la prova è utilizzabile

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato in custodia cautelare per reati fiscali e autoriciclaggio. L’indagato sosteneva l’inutilizzabilità delle prove raccolte da una squadra investigativa comune italo-svizzera perché non era stata attivata una rogatoria internazionale. La Corte ha stabilito che gli accordi bilaterali specifici consentono l’uso di tali prove nella fase delle indagini senza le formalità della rogatoria, rafforzando così l’efficacia della cooperazione giudiziaria internazionale.

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Pubblicato il 7 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Squadra Investigativa Comune: Quando le Prove Internazionali Sono Valide

La lotta alla criminalità transnazionale si avvale di strumenti sempre più agili ed efficaci. Tra questi, la squadra investigativa comune rappresenta un modello di cooperazione giudiziaria diretta tra Stati. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 15436/2024) ha affrontato un tema cruciale: l’utilizzabilità delle prove raccolte da questi team senza una formale rogatoria internazionale. La decisione consolida l’efficacia di questo strumento, chiarendo i confini tra le procedure tradizionali e le nuove forme di assistenza giudiziaria.

I Fatti del Caso: Misure Cautelari e Accuse Transfrontaliere

Il caso trae origine dal ricorso di un soggetto sottoposto a custodia cautelare in carcere per gravi reati di natura fiscale e autoriciclaggio. La difesa contestava la validità dell’ordinanza cautelare su più fronti. Tra le varie censure, spiccava quella relativa all’inutilizzabilità degli atti di indagine acquisiti tramite una squadra investigativa comune costituita tra l’autorità giudiziaria italiana e quella svizzera. Secondo il ricorrente, l’assenza di una formale domanda di assistenza giudiziaria internazionale (rogatoria) rendeva le prove raccolte in Svizzera proceduralmente viziate e, quindi, non utilizzabili a suo carico.

La Questione Giuridica: Squadra Investigativa Comune e Rogatoria

Il nodo centrale della controversia era stabilire se la collaborazione diretta tramite una squadra investigativa comune potesse sostituire le procedure formali di rogatoria internazionale. La difesa sosteneva che le norme della Convenzione Europea di assistenza giudiziaria imponessero comunque il ricorso alla rogatoria per l’acquisizione di documentazione all’estero, pena l’inutilizzabilità dei risultati. L’argomento mirava a invalidare una parte sostanziale del quadro indiziario su cui si fondava la misura cautelare, sostenendo che il Tribunale del Riesame avesse erroneamente ritenuto valide tali acquisizioni.

Le Motivazioni della Cassazione: Piena Utilizzabilità delle Prove

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato. I giudici hanno chiarito che i rapporti di cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera sono regolati da accordi specifici, come quello ratificato con la Legge n. 367/2001, che mirano a completare e agevolare l’applicazione della Convenzione Europea.

La Corte ha sottolineato i seguenti punti chiave:
1. Scopo degli Accordi Bilaterali: Questi trattati sono stati concepiti per promuovere una “pronta trasmissione delle informazioni” e un “continuo e diretto scambio degli elementi di prova”. L’istituzione di una squadra investigativa comune è uno degli strumenti previsti proprio per raggiungere tale obiettivo di efficienza e rapidità.
2. Utilizzabilità nella Fase delle Indagini: L’accordo italo-svizzero prevede espressamente che le informazioni e i mezzi di prova raccolti nell’ambito della squadra comune possano essere utilizzati a fini investigativi. Di conseguenza, nella fase delle indagini preliminari, non è richiesta alcuna formalizzazione tramite attività rogatoriale.
3. Principio di Specialità: La sanzione dell’inutilizzabilità, prevista dall’art. 729 c.p.p. per gli atti di rogatoria, è una norma speciale. Come tale, non può essere applicata in via estensiva o analogica a contesti diversi e specificamente regolati da altre norme, come quelle sulla cooperazione tramite squadre investigative comuni. Pertanto, l’eccezione della difesa è stata giudicata manifestamente infondata.

Le Conclusioni: L’Efficienza della Cooperazione Giudiziaria Europea

La sentenza rappresenta un importante consolidamento della prassi della cooperazione giudiziaria diretta in Europa. Stabilisce in modo chiaro che, quando accordi internazionali specifici lo prevedono, strumenti agili come la squadra investigativa comune sono pienamente legittimi e le prove da essi ottenute sono utilizzabili nella fase investigativa, senza necessità di ricorrere alle più complesse e lunghe procedure di rogatoria.

Questa pronuncia rafforza l’efficacia delle indagini sui reati transnazionali, come il riciclaggio e le frodi fiscali internazionali, garantendo che la collaborazione tra le autorità giudiziarie di diversi Paesi possa avvenire in modo rapido e diretto, nel pieno rispetto delle norme procedurali.

Le prove raccolte da una squadra investigativa comune sono sempre utilizzabili?
Sì, secondo questa sentenza, le risultanze ottenute da una squadra investigativa comune durante la fase delle indagini preliminari sono pienamente utilizzabili a fini investigativi, in conformità con gli specifici accordi di cooperazione internazionale, come quello tra Italia e Svizzera.

È necessaria una rogatoria internazionale per le attività di una squadra investigativa comune tra Italia e Svizzera?
No. La Corte di Cassazione ha chiarito che lo scopo degli accordi bilaterali è proprio quello di agevolare la cooperazione diretta. Pertanto, l’utilizzo di una squadra investigativa comune non richiede le formalità di una rogatoria internazionale per l’acquisizione di prove nella fase delle indagini.

Cosa significa che la sanzione di inutilizzabilità dell’art. 729 c.p.p. è di natura ‘speciale’?
Significa che la sanzione si applica solo ed esclusivamente ai casi specificamente previsti da quella norma (atti di rogatoria). Non può essere estesa per analogia ad altre situazioni procedurali, come l’acquisizione di prove tramite una squadra investigativa comune, che sono disciplinate da fonti normative diverse, come gli accordi internazionali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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