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Specificità motivi appello: la Cassazione conferma

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi di appello, che si limitavano a reiterare richieste già respinte in primo grado senza confutare analiticamente le motivazioni del giudice. La sentenza ribadisce l’onere dell’appellante di formulare critiche precise e argomentate contro la decisione impugnata.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Specificità Motivi Appello: Guida in Stato di Ebbrezza e l’Importanza di un Ricorso Dettagliato

Nel complesso mondo del diritto processuale penale, l’esito di un procedimento può dipendere non solo dalla fondatezza delle proprie ragioni, ma anche dal modo in cui queste vengono presentate al giudice. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ci ricorda un principio fondamentale: la specificità motivi appello. Senza un’adeguata critica argomentata alla sentenza di primo grado, il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile, chiudendo di fatto le porte a una revisione del giudizio. Analizziamo un caso concreto di guida in stato di ebbrezza per capire meglio questo concetto.

I Fatti del Caso: Dalla Condanna all’Appello Generico

Un automobilista veniva condannato dal Tribunale per il reato di guida in stato di ebbrezza, previsto dall’articolo 186 del Codice della Strada. Non accettando la decisione, l’imputato proponeva appello, basando le sue doglianze su diversi punti: contestava l’affidabilità dell’etilometro utilizzato, chiedeva il riconoscimento delle attenuanti generiche e la conversione della pena detentiva in una sanzione pecuniaria.

Tuttavia, la Corte d’Appello respingeva il ricorso, dichiarandolo inammissibile per la genericità dei motivi presentati. Secondo i giudici di secondo grado, l’appellante non aveva mosso critiche specifiche e puntuali alla sentenza del Tribunale, ma si era limitato a riproporre le stesse richieste già esaminate e rigettate.

La Specificità Motivi Appello: L’Analisi della Cassazione

L’automobilista, non dandosi per vinto, ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte, però, ha confermato la decisione della Corte d’Appello, ribadendo l’inammissibilità del ricorso. Il punto centrale della decisione ruota attorno al principio, consolidato anche a Sezioni Unite, secondo cui l’appello deve contenere una critica argomentata alla decisione impugnata. Non è sufficiente manifestare un generico dissenso, ma è necessario spiegare perché e in quali punti il ragionamento del primo giudice sarebbe errato.

La Critica all’Etilometro e la Risposta del Giudice

Nel caso specifico, l’appellante aveva contestato l’affidabilità dell’etilometro, citando un’altra sentenza relativa a un modello simile e sottolineando che lo strumento aveva riportato la dicitura “volume insufficiente”. La Cassazione ha evidenziato come il Tribunale avesse già affrontato e respinto queste obiezioni. Il primo giudice aveva infatti chiarito che non esiste un onere generalizzato per l’accusa di provare l’omologazione dell’apparecchio in assenza di contestazioni specifiche sul suo malfunzionamento. Inoltre, la dicitura “volume insufficiente” era stata interpretata non come un errore, ma come un’indicazione della scarsa quantità di aria espirata dall’imputato. L’appello si era limitato a riproporre la questione senza confutare questo specifico ragionamento.

Le Attenuanti Generiche e la Precedente Condotta

Anche la richiesta di concessione delle attenuanti generiche è stata ritenuta generica. Il Tribunale aveva negato tale beneficio a causa dei numerosi precedenti penali, anche specifici, a carico dell’imputato. L’appellante, nel suo ricorso, si era limitato a reiterare la richiesta senza argomentare perché la valutazione del primo giudice sulla sua personalità e pericolosità fosse sbagliata.

Le Motivazioni della Sentenza

La Corte di Cassazione ha concluso che i motivi di appello erano del tutto privi di un “nesso critico” con le conclusioni del giudice di primo grado. L’appellante si era limitato a ripresentare le sue richieste (assoluzione, attenuanti, conversione della pena) omettendo di specificare per quali motivi le argomentazioni della sentenza di condanna fossero errate. L’onere di specificità a carico dell’impugnante è direttamente proporzionale alla specificità con cui il primo giudice ha motivato la sua decisione. Se il giudice spiega dettagliatamente perché respinge una tesi difensiva, la difesa, in appello, deve contrastare punto per punto quel ragionamento, non solo riproporre la tesi iniziale.

Le Conclusioni

Questa sentenza è un monito importante: nel processo penale, l’impugnazione non è una mera riproposizione delle proprie istanze. È un dialogo critico con la decisione precedente. Per avere successo, un appello deve essere costruito come una confutazione puntuale e argomentata delle motivazioni del giudice che ha emesso la sentenza. In mancanza di questa specificità motivi appello, il ricorso è destinato all’inammissibilità, con la conseguenza non solo della conferma della condanna, ma anche dell’addebito delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Perché un appello può essere dichiarato inammissibile per genericità?
Un appello può essere dichiarato inammissibile quando non contiene critiche esplicite e argomentate alle ragioni di fatto o di diritto della decisione impugnata. Non basta reiterare le richieste, ma è necessario confutare specificamente il ragionamento del giudice di primo grado.

La semplice contestazione sull’affidabilità dell’etilometro è sufficiente per un appello specifico?
No. Se il giudice di primo grado ha già motivato la sua decisione sull’affidabilità dello strumento, l’appello deve contenere una critica puntuale a quella motivazione, spiegando perché sarebbe errata, e non limitarsi a riproporre un generico dubbio sul funzionamento dell’apparecchio.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, come nel caso di specie, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che nella sentenza in esame è stata fissata in tremila euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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