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Speciale tenuità del danno: no all’attenuante

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava l’attenuante della speciale tenuità del danno, poiché il pregiudizio non era lievissimo e coinvolgeva anche la potenziale violazione della privacy della vittima.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Speciale tenuità del danno: quando il valore economico non è tutto

L’ordinanza in commento offre un importante chiarimento sui criteri di applicazione dell’attenuante della speciale tenuità del danno, prevista dall’articolo 62, numero 4, del codice penale. La Suprema Corte di Cassazione, nel dichiarare inammissibile un ricorso, ha ribadito che la valutazione del pregiudizio non può limitarsi al solo aspetto economico, ma deve considerare la lesione complessiva subita dalla persona offesa, inclusi i diritti fondamentali come la riservatezza.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine dalla condanna di un individuo per il reato di furto aggravato, ai sensi degli articoli 624 e 625, numero 2, del codice penale. La condanna, emessa dal Tribunale e parzialmente riformata dalla Corte d’Appello, veniva impugnata dinanzi alla Corte di Cassazione. L’unico motivo di ricorso si concentrava sulla presunta violazione di legge e sul vizio di motivazione riguardo alla mancata concessione dell’attenuante del danno di speciale tenuità.

L’imputato sosteneva che il danno patrimoniale causato fosse di entità minima, tale da giustificare una riduzione della pena. Tuttavia, i giudici di merito avevano già respinto questa tesi, ritenendo che le circostanze del fatto non integrassero i requisiti della speciale tenuità.

La decisione sulla speciale tenuità del danno

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, considerandolo una mera riproposizione delle censure già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello. Gli Ermellini hanno sottolineato come la motivazione della sentenza impugnata fosse del tutto esente da vizi logici e giuridici.

Le motivazioni della decisione

Il fulcro della decisione risiede nella corretta interpretazione del concetto di ‘pregiudizio’. La Corte d’Appello aveva evidenziato che l’attenuante in questione presuppone un danno ‘lievissimo’ e di valore economico ‘pressocché inesistente’. Nel caso specifico, i giudici di merito avevano ravvisato una non tenuità del danno, andando oltre la mera quantificazione economica del bene sottratto.

Elemento decisivo è stata la considerazione della possibile violazione del diritto alla riservatezza della persona offesa. La natura dell’oggetto sottratto e le conseguenze del delitto sulla sfera personale della vittima sono stati ritenuti fattori rilevanti che aggravavano il pregiudizio complessivo, escludendo così la possibilità di qualificarlo come ‘specialmente tenue’. In sostanza, anche un furto di un bene di scarso valore può causare un danno significativo se lede altri diritti della persona, come quello alla privacy.

Le conclusioni

Con questa pronuncia, la Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale: la valutazione della speciale tenuità del danno non è un mero calcolo matematico. Il giudice deve adottare una prospettiva più ampia, analizzando tutte le conseguenze negative che il reato ha prodotto sulla vittima. La lesione di beni giuridici non patrimoniali, come la riservatezza, può e deve essere considerata per determinare la reale entità del pregiudizio. L’inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, confermando la solidità dell’impianto motivazionale della corte territoriale.

Quando si può applicare l’attenuante della speciale tenuità del danno?
L’attenuante si può applicare solo quando il pregiudizio causato alla vittima è lievissimo e di valore economico pressoché inesistente. La valutazione deve considerare il danno nella sua interezza, non solo sotto il profilo patrimoniale.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate in appello e puntualmente respinte dalla Corte territoriale con una motivazione considerata logica e corretta.

Quali altri elementi, oltre al valore economico, possono escludere la speciale tenuità del danno?
Oltre al valore economico del bene sottratto, elementi come la possibile violazione del diritto alla riservatezza e i danni complessivi subiti dalla persona offesa in conseguenza del delitto possono essere considerati per escludere la speciale tenuità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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