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Spaccio di lieve entità: limiti alle attenuanti

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di lieve entità a carico di due soggetti sorpresi in attività di cessione di stupefacenti. I giudici hanno dichiarato inammissibili i ricorsi, sottolineando che la reiterazione delle condotte esclude l’applicazione dell’attenuante della speciale tenuità del danno (Art. 62 n. 4 c.p.), poiché il pericolo per la salute pubblica prevale sul modesto lucro conseguito. Inoltre, è stata ribadita la discrezionalità del giudice nel dosaggio della pena e nella concessione delle attenuanti generiche, purché la motivazione sia logica e coerente con la gravità del fatto.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Spaccio di lieve entità: quando le attenuanti non bastano

Il tema dello spaccio di lieve entità è spesso al centro del dibattito giuridico, specialmente per quanto riguarda il calcolo della pena e il riconoscimento delle circostanze attenuanti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito importanti chiarimenti su come la reiterazione del reato influisca sulla determinazione della sanzione finale.

Il caso: cessioni reiterate e ricorso in Cassazione

La vicenda riguarda due soggetti condannati in primo e secondo grado per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, inquadrati nella fattispecie di lieve entità prevista dall’art. 73, comma 5, del d.P.R. 309/1990. Gli imputati erano stati sorpresi mentre effettuavano diverse cessioni utilizzando un’auto e una moto, con il successivo rinvenimento di droga già confezionata e bilancini di precisione.

Nonostante la condanna a un anno di reclusione (pena sospesa), i difensori hanno proposto ricorso per Cassazione lamentando, tra le altre cose, il mancato riconoscimento della massima estensione delle attenuanti generiche e dell’attenuante della speciale tenuità del danno patrimoniale.

La decisione sulla lieve entità e le attenuanti

La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Un punto centrale della decisione riguarda il concetto di “doppia conforme”: quando la sentenza di appello conferma quella di primo grado con motivazioni coerenti, il ricorso che si limita a riproporre le stesse lamentele senza criticare puntualmente la decisione è destinato al rigetto.

Spaccio di lieve entità e speciale tenuità del danno

Uno dei motivi di ricorso riguardava l’art. 62 n. 4 c.p., ovvero l’attenuante per chi agisce per un lucro di speciale tenuità provocando un danno altrettanto lieve. La Corte ha chiarito che, sebbene tale attenuante sia teoricamente applicabile ai reati di droga, essa richiede una valutazione complessiva. Nel caso di specie, le reiterate cessioni hanno dimostrato un pericolo concreto per la salute pubblica, rendendo il fatto non compatibile con il concetto di “speciale tenuità”.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla corretta applicazione del potere discrezionale del giudice di merito. Per quanto riguarda le attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), i giudici hanno osservato che il tribunale non è obbligato a concedere la massima riduzione di pena se non sussistono elementi positivi prevalenti. Nel caso analizzato, la pena era già stata fissata vicino al minimo edittale e la recidiva era stata disapplicata, configurando un trattamento sanzionatorio già benevolo. Inoltre, la Corte ha ribadito che una motivazione dettagliata sulla quantità di pena è necessaria solo quando questa si discosta sensibilmente dalla media edittale, circostanza non avvenuta in questo procedimento.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma che lo spaccio di lieve entità non garantisce automaticamente l’accesso a ogni beneficio di legge. La condotta reiterata e l’organizzazione (seppur minima, come l’uso di bilancini e frazionamento) pesano negativamente sulla valutazione della gravità del reato. Per i ricorrenti, oltre alla conferma della condanna, è scattato l’obbligo di versare una somma alla Cassa delle Ammende, a causa della manifesta infondatezza dei motivi proposti in sede di legittimità.

Quando lo spaccio viene considerato di lieve entità?
Si configura quando, per mezzi, modalità o qualità e quantità delle sostanze, il fatto presenta una ridotta offensività per la salute pubblica.

Si può ottenere lo sconto di pena per danno tenue nei reati di droga?
Sì, ma la Cassazione lo esclude se le cessioni sono reiterate, poiché il pericolo per la collettività prevale sul modesto valore economico.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Oltre alla conferma della condanna, il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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