Sospensione Patente per Omicidio Stradale: La Cassazione sulla Congruità della Sanzione
La determinazione della durata della sospensione patente a seguito di un reato grave come l’omicidio stradale è una questione delicata, che bilancia la necessità di una sanzione proporzionata con le garanzie difensive dell’imputato. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 19464/2024) offre importanti chiarimenti su come i giudici debbano motivare la congruità di tale sanzione, specialmente quando la difesa la ritiene eccessiva.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da una condanna per omicidio colposo, commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale. Al conducente responsabile era stata applicata, oltre alla pena principale, la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo di tre anni. L’imputato, ritenendo la durata della sospensione eccessiva e sproporzionata, ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando un’erronea applicazione della legge penale e una carenza di motivazione da parte della Corte d’Appello nel confermare tale sanzione.
La Valutazione della Corte sulla Sospensione Patente
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, respingendo le censure della difesa. Secondo gli Ermellini, la sentenza della Corte d’Appello non si era limitata a una passiva conferma della decisione di primo grado, ma aveva fornito una motivazione solida e puntuale. In particolare, i giudici di merito avevano posto in evidenza elementi fattuali cruciali per giustificare la durata della sanzione: l’elevata velocità del veicolo guidato dall’imputato e i connotati gravemente colposi della sua condotta di guida. Questi elementi sono stati ritenuti sufficienti a supportare la decisione di ritenere congrua la sanzione di tre anni di sospensione.
I Principi Guida per i Giudici
La Cassazione ha ribadito che la valutazione sulla durata di una sanzione accessoria, come la sospensione patente, rientra nell’ambito del potere discrezionale del giudice di merito. Tale potere, tuttavia, non è arbitrario, ma deve essere esercitato fornendo una motivazione adeguata che dia conto dei criteri seguiti. Nel caso di specie, la Corte territoriale ha correttamente ancorato la propria decisione a elementi concreti (velocità e colpa grave), rendendo la sua valutazione immune da censure di logicità e coerenza. Il richiamo a precedenti orientamenti della stessa Corte ha ulteriormente rafforzato la correttezza del percorso argomentativo seguito.
Le Motivazioni
La decisione della Corte di Cassazione si fonda sul principio che un ricorso non può limitarsi a una generica doglianza sulla sproporzione della sanzione. È necessario, invece, individuare vizi logici o giuridici specifici nel ragionamento del giudice che ha emesso la sentenza. Nel caso esaminato, la Corte d’Appello aveva chiaramente spiegato perché la sanzione di tre anni fosse adeguata: la condotta dell’imputato era stata particolarmente pericolosa e grave. Di fronte a una motivazione così strutturata, la Cassazione non può procedere a una nuova e diversa valutazione dei fatti, ma solo verificare la correttezza logico-giuridica del ragionamento, che in questo caso è stato ritenuto ineccepibile.
Le Conclusioni
L’ordinanza in commento conferma un importante principio: la discrezionalità del giudice nel quantificare la durata della sospensione patente è ampia, ma deve essere sempre supportata da una motivazione basata su elementi concreti e attinenti alla gravità della condotta. Per gli automobilisti, ciò significa che contestare la durata di una sanzione accessoria richiede di dimostrare un difetto specifico nella motivazione della sentenza, e non semplicemente di affermare che la pena è ‘troppo severa’. La gravità della condotta di guida, come l’eccesso di velocità, rimane un fattore determinante per la severità della sanzione.
Quando una sanzione accessoria come la sospensione della patente viene considerata congrua e non eccessiva?
Secondo la Corte, la sanzione non è eccessiva se il giudice fornisce una motivazione logica e concreta basata sulle specifiche circostanze del fatto, come l’elevata velocità e la natura gravemente colposa della condotta di guida.
È sufficiente lamentare che la sospensione della patente sia sproporzionata per ottenerne una riduzione in Cassazione?
No, non è sufficiente. La Corte di Cassazione ha chiarito che una semplice affermazione di sproporzione non basta per annullare la decisione. Il ricorso deve evidenziare vizi logici o giuridici specifici nel ragionamento del giudice di merito, il cui apprezzamento è insindacabile se ben motivato.
Quali sono le conseguenze se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Come stabilito nell’ordinanza, quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in euro tremila.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19464 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 19464 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 17/04/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a SANTA MARIA CAPUA VETERE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 10/01/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Motivi della decisione
Visti gli atti e la sentenza impugnata;
esaminato il ricorso proposto da NOME, ritenuto responsabile di omicidio colposo commesso con violazione delle norme in materia di circolazione stradale.
Rilevato che la difesa deduce erronea applicazione della legge penale in relazione alla previsione di cui all’art. 222 cod. strada, ritenendo eccessivo e sproporzionato il periodo di sospensione della patente di guida inflitto, pari ad anni 3, e carente la motivazione a sostegno della decisione.
Considerato che la sentenza impugnata è sorretta da conferente apparato argomentativo sul punto: contrariamente a quanto rilevato nel ricorso, la Corte di merito non si è limitata a ritenere congrua la sanzione irrogata dal primo giudice, ma ha posto in evidenza, nel corpo motivazionale, l’elevata velocità del mezzo guidato dall’imputato ed i connotati gravemente colposi della sua condotta di guida.
Considerato che si tratta di motivazione rispondente ai criteri ermeneutici stabiliti da questa Corte (cfr. Sez. 4, n. 4740 del 18/11/2020, dep. 2021, Rv. 280393), non censurabile sul piano logico.
Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 17 aprile 2024
Il Consigliere estensore
COGNOME Il Pr COGNOME nte ,