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Sfregio permanente: ricorso inammissibile in Cassazione

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di sfregio permanente. La motivazione della corte d’appello, che ha accertato la presenza di una cicatrice deturpante sul volto della vittima, è stata ritenuta logica e non contraddetta da prove di travisamento.

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Pubblicato il 10 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Sfregio Permanente: La Cassazione Conferma la Condanna e Dichiara il Ricorso Inammissibile

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione affronta un caso di sfregio permanente, un reato di grave allarme sociale disciplinato dall’art. 583-quinquies del codice penale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’imputato, confermando la sua responsabilità penale e fornendo importanti chiarimenti sui limiti del sindacato di legittimità riguardo alla valutazione delle prove.

Il Caso: Dalla Condanna in Appello al Ricorso in Cassazione

La vicenda processuale ha origine dalla condanna di un individuo per i delitti di lesioni personali (art. 582 c.p.) e, appunto, di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies c.p.), aggravati ai sensi dell’art. 585 c.p. A ciò si aggiungeva una contravvenzione legata alle armi.

La Corte d’Appello di Bologna aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado, riducendo la pena ma confermando nel resto la responsabilità dell’imputato. Contro questa decisione, la difesa ha proposto ricorso per cassazione, concentrando le proprie censure esclusivamente sulla configurabilità del reato di sfregio permanente.

L’inammissibilità del Ricorso e la valutazione dello sfregio permanente

Il motivo centrale del ricorso lamentava una presunta mancanza o manifesta illogicità della motivazione della sentenza d’appello. Secondo la difesa, non era stata adeguatamente provata la sussistenza dello sfregio permanente.

La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, dichiarando il ricorso manifestamente infondato e, di conseguenza, inammissibile. I giudici di legittimità hanno sottolineato come la Corte d’Appello avesse fornito una motivazione del tutto logica e coerente, basata anche sulle risultanze di una perizia tecnica. Era stato accertato che la condotta dell’imputato aveva provocato sul volto della persona offesa una cicatrice che ne turbava l’armonia, descritta in dettaglio nella sentenza e localizzata in una zona visibile.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La decisione della Cassazione si fonda su un principio cardine del processo penale: il giudizio di legittimità non è una terza istanza di merito. La Suprema Corte non può riesaminare i fatti o sostituire la propria valutazione delle prove a quella dei giudici dei gradi precedenti. Il suo compito è verificare che la motivazione della sentenza impugnata sia immune da vizi logici o giuridici.

In questo caso, la Corte d’Appello aveva dato conto in maniera non manifestamente illogica del perché la cicatrice costituisse uno sfregio permanente. Aveva descritto la lesione, la sua posizione e il suo effetto sull’estetica del volto. Il ricorso, invece, non ha dimostrato un ‘travisamento della prova’, ovvero non ha provato che i giudici d’appello avessero fondato la loro decisione su una prova inesistente o interpretata in modo palesemente distorto. La critica del ricorrente si risolveva, di fatto, in un mero dissenso rispetto alla valutazione operata dalla corte territoriale, un’obiezione non ammissibile in sede di legittimità.

Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche della Decisione

L’ordinanza si conclude con la declaratoria di inammissibilità del ricorso, che comporta due conseguenze significative per il ricorrente. In primo luogo, la condanna diventa definitiva. In secondo luogo, ai sensi dell’articolo 616 del codice di procedura penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Questa sanzione pecuniaria è giustificata dalla ‘colpa’ del ricorrente nell’aver proposto un’impugnazione palesemente destinata al rigetto. La decisione ribadisce quindi un importante monito: il ricorso per cassazione deve essere fondato su vizi specifici e dimostrabili della sentenza impugnata, e non può essere utilizzato come un tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti già accertati nei precedenti gradi di giudizio.

Quando una cicatrice integra il reato di sfregio permanente?
Secondo la Corte, il reato di sfregio permanente si configura quando la condotta produce sul volto della vittima una cicatrice che ne ‘turba l’armonia’, alterando in modo permanente l’aspetto estetico.

Perché il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché manifestamente infondato. La motivazione della sentenza d’appello è stata giudicata logica e coerente, e il ricorrente non ha dimostrato un ‘travisamento della prova’, ovvero che i giudici avessero frainteso o ignorato elementi di prova decisivi.

Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile?
La legge (art. 616 c.p.p.) prevede che, in caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente sia condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, determinata equamente dal giudice (in questo caso, tremila euro).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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