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Sequestro preventivo: validità e termini impugnazione

La Corte di Cassazione ha confermato l’inammissibilità di un’istanza di riesame contro un sequestro preventivo bancario, poiché presentata oltre i termini di legge. Il ricorrente, cittadino straniero e legale rappresentante di una società, contestava la mancata traduzione del decreto di sequestro nella propria lingua madre. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che l’art. 143 c.p.p. non prevede l’obbligo di traduzione per il decreto di sequestro preventivo e che la conoscenza effettiva dell’atto era già stata dimostrata dalla partecipazione del soggetto a un precedente grado di giudizio.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Sequestro preventivo: validità e termini per l’impugnazione

Il sequestro preventivo rappresenta uno degli strumenti più incisivi a disposizione dell’autorità giudiziaria per congelare beni e risorse durante le indagini. Tuttavia, la sua contestazione deve seguire regole procedurali e temporali rigidissime, la cui violazione comporta la perdita definitiva del diritto di difesa nel merito.

Il caso in esame

La vicenda trae origine dal sequestro di un conto corrente intestato a una società a responsabilità limitata. Il legale rappresentante dell’ente ha presentato un’istanza di riesame che è stata dichiarata inammissibile dal Tribunale di Milano per tardività. Secondo i giudici di merito, il ricorrente aveva già piena conoscenza del provvedimento, avendo partecipato a una precedente fase processuale. La difesa ha impugnato tale decisione in Cassazione, sostenendo che il termine per ricorrere non fosse mai decorso a causa della mancata traduzione del decreto di sequestro in lingua cinese o inglese, violando così il diritto all’assistenza linguistica per l’indagato straniero.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che il sindacato di legittimità sulle ordinanze di riesame è limitato alla sola violazione di legge. Nel caso specifico, è stato accertato che il ricorrente aveva avuto una conoscenza effettiva e integrale del provvedimento ben prima della presentazione dell’istanza tardiva. La Corte ha inoltre precisato che il diritto alla traduzione degli atti non è assoluto e automatico per ogni documento del fascicolo processuale.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano su una rigorosa interpretazione dell’art. 143 c.p.p. La Corte ha ribadito che l’elenco degli atti per i quali è obbligatoria la traduzione scritta è tassativo e non include il decreto di sequestro preventivo. Inoltre, l’assistenza linguistica presuppone l’accertata ignoranza della lingua italiana, circostanza che nel caso di specie non era stata né provata né allegata. Al contrario, la partecipazione attiva del ricorrente a precedenti udienze e la nomina di difensori hanno fornito la prova di una piena consapevolezza della natura e della portata della misura cautelare, rendendo irrilevante la mancata traduzione ai fini della decorrenza dei termini di impugnazione.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza stabilisce che la conoscenza di fatto di un provvedimento di sequestro preventivo è sufficiente a far decorrere i termini per il riesame, indipendentemente dalla notifica formale di una traduzione dell’atto. Per i soggetti stranieri, l’onere di dimostrare l’ignoranza della lingua italiana ricade sulla difesa, specialmente se vi sono elementi che suggeriscono una familiarità con l’idioma locale. Questa decisione sottolinea l’importanza di agire con estrema tempestività non appena si ha notizia di un vincolo giudiziario sui propri beni, poiché i vizi formali legati alla lingua non costituiscono una sanatoria automatica per i ritardi processuali.

Entro quanto tempo si può impugnare un sequestro preventivo?
L’istanza di riesame deve essere presentata entro dieci giorni dalla data di esecuzione del sequestro o dalla diversa data in cui l’interessato ne ha avuto conoscenza certa.

Il decreto di sequestro deve essere sempre tradotto per un indagato straniero?
No, l’articolo 143 del codice di procedura penale non inserisce il decreto di sequestro preventivo tra gli atti per i quali è obbligatoria la traduzione scritta.

Cosa accade se il riesame viene presentato in ritardo?
L’impugnazione viene dichiarata inammissibile per tardività e il provvedimento di sequestro rimane efficace senza che il giudice possa valutarne il merito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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