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Sequestro preventivo nullo senza periculum in mora

La Corte di Cassazione ha annullato un’ordinanza di sequestro preventivo confermata dal Tribunale del riesame. La motivazione risiede nell’assoluta mancanza, nel provvedimento originario del GIP, di una motivazione sul ‘periculum in mora’, ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione totalmente assente, ma solo confermare o integrare una già esistente. Di conseguenza, il sequestro è stato annullato con restituzione dei beni.

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Pubblicato il 20 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Sequestro Preventivo: Nullo Senza la Motivazione sul Periculum in Mora

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 28486 del 2024, ribadisce un principio fondamentale in materia di misure cautelari reali: il sequestro preventivo è nullo se il provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) è privo di una specifica motivazione sul periculum in mora. Ancora più importante, la Corte chiarisce che il Tribunale del riesame non può ‘sanare’ questa omissione, integrando una motivazione del tutto assente.

I Fatti di Causa

Il caso trae origine da un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Vallo della Lucania a carico di una società di trasporti per un presunto reato tributario. La legale rappresentante della società impugnava il provvedimento davanti al Tribunale del riesame di Salerno, che però rigettava l’istanza e confermava il sequestro.

Contro questa decisione, la difesa ricorreva in Cassazione, sollevando due motivi principali. Il secondo, decisivo per l’esito del giudizio, lamentava l’assoluta assenza di motivazione riguardo al periculum in mora, ovvero il pericolo concreto che i beni potessero essere dispersi nelle more del procedimento.

Il Ruolo del Periculum in Mora nel Sequestro Preventivo

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, concentrandosi proprio sulla questione del periculum in mora. Gli Ermellini hanno evidenziato come il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP si fosse limitato a illustrare il fumus commissi delicti (la probabilità che il reato fosse stato commesso), senza spendere una sola parola sulle ragioni concrete che rendevano necessaria l’anticipazione dell’effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio.

Il Tribunale del riesame, nel confermare il sequestro, aveva tentato di colmare questa lacuna, integrando la motivazione mancante. Questo modo di operare, tuttavia, è stato censurato dalla Suprema Corte.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte ha affermato con chiarezza un principio sancito anche dalle Sezioni Unite (sent. Ellade, n. 36959/2021): il provvedimento del GIP che dispone una misura cautelare reale deve contenere, già in origine, una concisa ma effettiva motivazione non solo sul fumus, ma anche sul periculum.

Il potere del Tribunale del riesame non è sostitutivo, ma integrativo-confermativo. Ciò significa che può arricchire o specificare una motivazione già esistente, per quanto sintetica, ma non può crearla dal nulla quando essa è totalmente assente. L’assenza assoluta di motivazione sul periculum costituisce un vizio genetico del provvedimento che non può essere sanato in una fase successiva.

Esercitando un potere sostitutivo, il Tribunale del riesame ha violato le norme procedurali (artt. 309 e 324 cod. proc. pen.), che non gli consentono di rimediare a una carenza motivazionale così radicale.

Conclusioni

La decisione della Suprema Corte è di notevole importanza pratica. Stabilisce che un decreto di sequestro preventivo è invalido se il giudice non spiega, in modo specifico e concreto, perché esista il rischio che i beni vengano dispersi prima della fine del processo. Questa motivazione è un requisito essenziale di legittimità del provvedimento. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio sia l’ordinanza del riesame sia il decreto di sequestro originario, ordinando l’immediata restituzione di quanto sequestrato all’avente diritto. Questo rafforza le garanzie difensive, imponendo ai giudici un onere motivazionale stringente prima di poter incidere sul patrimonio dei cittadini e delle imprese.

Un Tribunale del riesame può integrare la motivazione di un sequestro preventivo se manca del tutto il ‘periculum in mora’?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che il Tribunale del riesame ha un potere integrativo-confermativo, ma non sostitutivo. Non può, quindi, creare una motivazione sul ‘periculum in mora’ quando questa è completamente assente nel provvedimento originario del GIP.

Qual è la conseguenza di un decreto di sequestro preventivo emesso senza motivazione sul ‘periculum in mora’?
La conseguenza è l’annullamento del decreto di sequestro. L’assenza di motivazione su questo punto costituisce un vizio fondamentale del provvedimento, che ne determina l’illegittimità e comporta l’obbligo di restituire i beni all’avente diritto.

Cosa si intende per ‘periculum in mora’ in un sequestro preventivo finalizzato alla confisca?
Si intende il pericolo concreto e attuale che le cose suscettibili di confisca possano essere dissipate, nascoste o altrimenti sottratte prima della conclusione del processo, vanificando così l’efficacia della sanzione finale. Il giudice deve spiegare le ragioni specifiche per cui ritiene che tale pericolo esista nel caso concreto.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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