LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Sequestro preventivo: limiti e impugnazione in Cassazione

Una società edile, accusata di frode per l’ottenimento di bonus fiscali, impugna un sequestro preventivo sostenendo una duplicazione illegittima del vincolo su crediti d’imposta e liquidità. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il suo sindacato è limitato alla violazione di legge e non al merito. La Corte chiarisce che le questioni relative alle modalità esecutive del sequestro preventivo devono essere sollevate tramite incidente di esecuzione e non con il riesame o il ricorso per cassazione.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Sequestro Preventivo: la Cassazione Definisce i Confini tra Legittimità ed Esecuzione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24555 del 2024, è tornata a pronunciarsi su un tema cruciale della procedura penale: i limiti dell’impugnazione di un sequestro preventivo. Il caso, originato da un’ipotesi di frode legata ai bonus fiscali, offre lo spunto per chiarire la netta distinzione tra la legittimità del provvedimento cautelare e le modalità della sua concreta esecuzione, ribadendo i confini del sindacato di legittimità.

I Fatti del Caso: una Presunta Duplicazione del Vincolo

Una società edile, indagata per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.), si vedeva sottoporre a un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, sia in forma diretta che per equivalente. L’ipotesi accusatoria riguardava l’illecito ottenimento di ingenti bonus fiscali per lavori edili in un comune italiano.

Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) aveva disposto il sequestro dei crediti d’imposta per un valore di circa 39 milioni di euro. La società, tuttavia, lamentava che, in fase esecutiva, fossero state bloccate anche somme liquide sui conti correnti per circa 35 milioni di euro, configurando, a suo dire, un’indebita duplicazione del vincolo. La richiesta di dissequestro parziale veniva respinta sia dal GIP che, in sede di appello, dal Tribunale del Riesame.

Il Ricorso in Cassazione sul Sequestro Preventivo

La società proponeva ricorso per cassazione, sostenendo che il Tribunale avesse illegittimamente esteso l’ambito del provvedimento originario, violando il principio di proporzionalità. Secondo la difesa, l’oggetto del sequestro doveva essere limitato ai soli crediti d’imposta, in quanto prodotto diretto del presunto reato, e l’apprensione di ulteriori somme liquide costituiva un eccesso non giustificato.

Le Motivazioni della Corte: la Distinzione tra Legittimità ed Esecuzione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo manifestamente infondato e basato su motivi non consentiti in sede di legittimità. Le motivazioni della decisione sono fondamentali per comprendere i meccanismi di tutela in materia di misure cautelari reali.

Il Limitato Sindacato della Cassazione

In via preliminare, la Corte ribadisce un principio consolidato: il sindacato della Cassazione sulle ordinanze del riesame è circoscritto alla sola violazione di legge, come previsto dall’art. 325 c.p.p. Non è possibile, in questa sede, una nuova valutazione del merito o dei fatti. Una violazione di legge sussiste solo in caso di mancanza assoluta di motivazione o di motivazione meramente apparente. Nel caso di specie, il Tribunale aveva fornito un’argomentazione ampia e logica, con cui la ricorrente non si era confrontata efficacemente.

Sequestro Impeditivo vs. Sequestro per Equivalente

La Corte ha chiarito che il provvedimento del GIP aveva una duplice natura, pienamente legittima:
1. Sequestro impeditivo: Riguardante i crediti d’imposta, in quanto ‘corpo del reato’ o prodotto diretto dell’illecito. Questa misura ha la finalità di impedire la circolazione e la compensazione di crediti ritenuti fittizi o illecitamente generati.
2. Sequestro per equivalente: Riguardante le somme di denaro fino a concorrenza del profitto del reato. Questa misura interviene quando non è possibile aggredire il profitto diretto, consentendo di vincolare altri beni di valore corrispondente nel patrimonio del soggetto.

Il Tribunale, secondo la Cassazione, non ha ampliato il perimetro del sequestro, ma si è limitato a interpretare correttamente la duplice portata del provvedimento genetico, che sin dall’inizio prevedeva entrambe le forme di vincolo.

Le Conclusioni: Inammissibilità e Principio di Diritto

La Cassazione conclude affermando che le doglianze della ricorrente non attenevano alla legittimità del titolo impositivo del vincolo, ma alla sua concreta esecuzione. La presunta discrasia tra l’importo indicato e quello effettivamente sequestrato, o la presunta duplicazione, sono questioni che riguardano le modalità esecutive.

La Corte ribadisce un principio fondamentale: i provvedimenti riguardanti le modalità di esecuzione del sequestro preventivo non sono né appellabili né ricorribili per cassazione. Lo strumento giuridico corretto per sollevare tali questioni è l’incidente di esecuzione. Pertanto, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna della società al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

È possibile contestare in Cassazione la presunta duplicazione di un sequestro preventivo che colpisce sia i crediti d’imposta (prodotto del reato) sia somme di denaro (per equivalente)?
No, secondo la sentenza, la Corte di Cassazione non può entrare nel merito di tali questioni. Il suo sindacato è limitato alla violazione di legge, come la mancanza di motivazione. Le doglianze sulla duplicazione o sull’eccesso del vincolo sono considerate questioni relative alle modalità esecutive del sequestro.

Qual è il limite del sindacato della Corte di Cassazione sulle ordinanze del Tribunale del Riesame in materia di misure cautelari reali?
Il sindacato è circoscritto alla possibilità di rilevare ed apprezzare la sola violazione di legge. Ciò si verifica, secondo la giurisprudenza costante, solo in caso di mancanza assoluta di motivazione o di una motivazione meramente apparente, non potendo la Corte riesaminare i fatti o la valutazione del fumus del reato.

Se si ritiene che le modalità di esecuzione di un sequestro siano errate o eccessive, quale è lo strumento corretto per contestarle?
Lo strumento corretto non è il ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del riesame, ma l’incidente di esecuzione. Le questioni attinenti alla concreta esecuzione del sequestro preventivo, come la quantificazione dei beni bloccati, devono essere proposte in quella sede specifica.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati