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Sanzioni sostitutive: richiesta tardiva in appello

Un imputato, condannato per reati di droga, ha visto respinta la sua richiesta di sanzioni sostitutive in appello. La Cassazione ha chiarito che, se il processo di primo grado era pendente dopo l’entrata in vigore della Riforma Cartabia, la richiesta doveva essere presentata in quella sede e non può essere formulata per la prima volta in appello. La tardività della richiesta ha reso il ricorso infondato.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Sanzioni Sostitutive e Riforma Cartabia: Quando Chiederle in Appello?

La recente Riforma Cartabia ha introdotto importanti novità nel sistema penale, incluse nuove sanzioni sostitutive alle pene detentive brevi. Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce un aspetto procedurale fondamentale: la tempistica per la loro richiesta. La decisione sottolinea che un’istanza presentata per la prima volta in appello può essere dichiarata inammissibile se il processo di primo grado si è svolto dopo l’entrata in vigore della riforma.

I Fatti di Causa

Il caso riguarda un giovane condannato in primo grado dal GIP del Tribunale di Tivoli, con rito abbreviato, a una pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione per reati legati agli stupefacenti. La Corte di Appello di Roma, in parziale riforma, ha ridotto la pena a 3 anni e 2 mesi, applicando le attenuanti generiche nella loro massima estensione.

Nel corso dell’udienza d’appello, la difesa dell’imputato ha presentato per la prima volta un’istanza per l’applicazione di una sanzione sostitutiva, come la detenzione domiciliare. Tuttavia, la Corte territoriale ha dichiarato tale richiesta inammissibile.

La questione delle sanzioni sostitutive e le norme transitorie

Il fulcro della questione legale risiede nell’interpretazione delle disposizioni transitorie della Riforma Cartabia (D.Lgs. n. 150/2022), entrata in vigore il 30 dicembre 2022. La difesa sosteneva che le nuove e più favorevoli sanzioni sostitutive potessero essere richieste in qualsiasi fase dei giudizi pendenti a quella data, inclusa quella d’appello.

La Corte di Appello, invece, ha adottato un’interpretazione più restrittiva. Poiché la sentenza di primo grado era stata emessa il 19 gennaio 2023, ovvero dopo l’entrata in vigore della riforma, l’imputato avrebbe dovuto presentare la richiesta già davanti al primo giudice. Secondo i giudici d’appello, la possibilità di formulare l’istanza per la prima volta in secondo grado era riservata solo a quei procedimenti che, al 30 dicembre 2022, si trovavano già in fase di appello.

Le Motivazioni della Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello, rigettando il ricorso. I giudici supremi hanno fornito una lettura chiara dell’art. 95 del D.Lgs. n. 150/2022, la norma transitoria di riferimento.

La disposizione, secondo la Corte, deve essere intesa nel senso che le nuove norme si applicano alternativamente ai giudizi di primo grado o a quelli di appello pendenti al momento dell’entrata in vigore della riforma. Nel caso specifico, il procedimento era ancora pendente in primo grado al 30 dicembre 2022.

Di conseguenza, era onere dell’imputato formulare l’istanza per le sanzioni sostitutive in quella sede. Non avendolo fatto, non poteva ‘recuperare’ tale facoltà nel successivo grado di appello. L’eventuale richiesta in appello avrebbe potuto avere ad oggetto solo la contestazione di un diniego ricevuto in primo grado, e non una richiesta ex novo. La decisione della Corte d’Appello di dichiarare inammissibile la richiesta è stata quindi ritenuta corretta e priva di vizi.

Le Conclusioni

Questa sentenza stabilisce un principio procedurale di notevole importanza pratica per avvocati e imputati. La possibilità di accedere alle sanzioni sostitutive è strettamente legata al rispetto delle tempistiche processuali dettate dalle norme transitorie della Riforma Cartabia. Per i procedimenti che erano ancora in primo grado al momento dell’entrata in vigore della riforma, la richiesta doveva essere avanzata in quella fase. L’omissione preclude la possibilità di sollevare la questione per la prima volta in appello, rendendo la richiesta tardiva e, quindi, inammissibile. Si tratta di un monito sulla necessità di agire tempestivamente per non perdere importanti opportunità difensive.

Quando devono essere richieste le sanzioni sostitutive per i processi pendenti in primo grado al 30 dicembre 2022?
La richiesta deve essere presentata durante il giudizio di primo grado. Secondo la Cassazione, era onere dell’imputato formulare l’istanza in quella sede, poiché il procedimento era pendente in primo grado al momento dell’entrata in vigore della Riforma Cartabia.

È possibile chiedere le sanzioni sostitutive per la prima volta in appello se il processo di primo grado si è concluso dopo l’entrata in vigore della Riforma Cartabia?
No. La sentenza chiarisce che tale facoltà non può essere ‘recuperata’ nel grado di appello. Una richiesta in appello sarebbe ammissibile solo come motivo di impugnazione contro un diniego ricevuto dal giudice di primo grado, non come istanza presentata per la prima volta.

Qual è la conseguenza di una richiesta tardiva di sanzioni sostitutive?
Una richiesta presentata per la prima volta in appello, nei casi in cui doveva essere formulata in primo grado, viene dichiarata inammissibile. L’imputato perde così la possibilità di beneficiare delle pene alternative alla detenzione previste dalla riforma.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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