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Rinvio pregiudiziale: quando il giudice non può usarlo

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il rinvio pregiudiziale sulla competenza territoriale sollevato da un GIP. Il caso riguardava un reato associativo con base operativa a Napoli ma reati-fine commessi a Roma. Il GIP, pur ritenendo fondata l’eccezione di incompetenza a favore di Napoli, ha rimesso la questione alla Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che il rinvio pregiudiziale è uno strumento per risolvere seri dubbi, non per ottenere una conferma quando il giudice si è già convinto della propria incompetenza. In tal caso, il giudice deve dichiararla direttamente.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il rinvio pregiudiziale sulla competenza: uno strumento da usare con cautela

Recentemente, la Corte di Cassazione è intervenuta per chiarire i confini applicativi di un importante strumento processuale: il rinvio pregiudiziale sulla competenza territoriale. Con la sentenza n. 25553 del 2024, la Suprema Corte ha stabilito che questo meccanismo non può essere utilizzato dal giudice in modo ‘esplorativo’ o quando ha già maturato un convincimento sulla propria incompetenza. L’istituto, introdotto dalla Riforma Cartabia, è pensato per risolvere seri dubbi sulla competenza, non per chiedere conferme. Analizziamo insieme la decisione per capire la sua portata pratica.

I Fatti del Caso: un’Associazione tra Napoli e Roma

Il caso ha origine da un procedimento penale per il reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.). La difesa dell’imputato aveva sollevato un’eccezione di incompetenza territoriale davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Roma.
Secondo la difesa, il giudice competente non era quello di Roma, ma quello di Napoli. Le argomentazioni erano solide: sebbene i reati-fine dell’associazione fossero stati commessi prevalentemente a Roma, l’intera struttura organizzativa e decisionale del gruppo criminale aveva sede a Napoli. Era lì che risiedevano i membri, si trovava la centrale operativa per i contatti con le vittime e venivano pianificate le azioni criminali.

La Decisione del GIP e il Rinvio Pregiudiziale

Il GIP di Roma, analizzando gli atti, ha di fatto condiviso le argomentazioni della difesa, ritenendo che la competenza fosse effettivamente del Tribunale di Napoli. Tuttavia, anziché dichiarare la propria incompetenza e trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente, ha deciso di utilizzare lo strumento del rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p., rimettendo la questione alla Corte di Cassazione. Il giudice ha giustificato questa scelta sulla base dei ‘profili controversi’ che, a suo dire, suggerivano di sottoporre la questione alla Suprema Corte.

Le Motivazioni della Cassazione sul Rinvio Pregiudiziale

La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta di rinvio pregiudiziale inammissibile, fornendo una lezione fondamentale sull’uso corretto di questo istituto.

### Natura e Scopo dell’Art. 24-bis c.p.p.

La Corte ha innanzitutto ribadito la ratio della norma: il rinvio pregiudiziale è un meccanismo di risoluzione preventivo di una questione di competenza. Il suo scopo è evitare processi inutili davanti a un giudice incompetente, in linea con il principio della ragionevole durata del processo. Tuttavia, il suo utilizzo è subordinato a un presupposto essenziale: il giudice deve avere un serio dubbio sulla propria competenza.

### L’Errore del Giudice di Merito

Nel caso specifico, secondo la Cassazione, il GIP non aveva un dubbio, ma una certezza. Aveva pienamente argomentato le ragioni per cui riteneva competente il Tribunale di Napoli, accogliendo di fatto la tesi difensiva. In una situazione del genere, il giudice non deve rimettere la questione alla Corte superiore, ma deve agire di conseguenza: se si ritiene incompetente, deve emettere una sentenza di incompetenza; se, al contrario, ritiene l’eccezione infondata, deve rigettarla.
Utilizzare il rinvio pregiudiziale in questo contesto, afferma la Corte, trasforma lo strumento in una sorta di ‘delega’ o richiesta di ‘parere preventivo’, snaturandone la funzione. Non è un mezzo per ottenere una conferma, ma per sciogliere un’incertezza reale e motivata.

### La Competenza nei Reati Associativi

La Cassazione ha colto l’occasione per ribadire un principio consolidato in materia di reati associativi. La competenza territoriale si determina non tanto nel luogo del pactum sceleris (l’accordo iniziale), né necessariamente dove vengono commessi i singoli reati-fine, ma nel luogo in cui ha sede la base operativa e direzionale dell’associazione. È lì che si manifesta concretamente l’operatività della struttura criminale, attraverso la programmazione, l’ideazione e la direzione delle attività illecite.

Conclusioni

La sentenza in esame è di fondamentale importanza perché traccia una linea netta sull’utilizzo del rinvio pregiudiziale. Questo strumento non è a disposizione del giudice che, pur avendo le idee chiare, cerca una ‘copertura’ dalla Cassazione. Al contrario, è riservato ai casi in cui sussiste un’oggettiva e seria incertezza sulla competenza territoriale. La decisione riafferma la responsabilità del giudice di merito nel decidere le questioni di sua pertinenza, utilizzando i rimedi preventivi solo quando strettamente necessario. Per il caso specifico, gli atti sono stati restituiti al GIP di Roma, che ora dovrà procedere con la formale declaratoria di incompetenza territoriale.

Cos’è il rinvio pregiudiziale sulla competenza territoriale?
È un meccanismo introdotto dall’art. 24-bis del codice di procedura penale che permette a un giudice, quando ha un serio dubbio sulla propria competenza territoriale, di sospendere il processo e chiedere alla Corte di Cassazione di decidere quale sia il tribunale competente, per evitare di celebrare un processo nullo.

Quando un giudice può utilizzare il rinvio pregiudiziale?
Un giudice può utilizzare questo strumento solo quando dubita seriamente della propria competenza e non è in grado di risolvere la questione con gli strumenti ordinari. Non può usarlo se è già convinto di essere incompetente o se ritiene l’eccezione della parte manifestamente infondata.

Cosa deve fare un giudice se si ritiene territorialmente incompetente?
Se un giudice, anche a seguito di un’eccezione della difesa, si convince di essere territorialmente incompetente, deve emettere una sentenza con cui dichiara la propria incompetenza e ordina la trasmissione degli atti al giudice che ritiene competente. Non deve, in questo caso, rimettere la questione alla Corte di Cassazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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