Ricorso Tardivo: le Conseguenze di un Appello Fuori Termine
Nel mondo del diritto, il tempo è un fattore cruciale. I termini processuali non sono semplici indicazioni, ma veri e propri pilastri che garantiscono la certezza e la stabilità dei rapporti giuridici. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di cosa accade quando queste scadenze non vengono rispettate, analizzando un caso di ricorso tardivo e le sue inevitabili conseguenze.
Il Percorso Giudiziario: dal Furto alla Cassazione
La vicenda ha origine da una sentenza di condanna per reati contro il patrimonio, in particolare furto aggravato e ricettazione. La Corte d’Appello, in parziale riforma della prima decisione, aveva riqualificato uno dei capi d’imputazione, dichiarato il non doversi procedere per mancanza di querela per quel reato specifico e rideterminato la pena per i restanti capi, unificati dal vincolo della continuazione.
Non soddisfatto della quantificazione della pena e del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, il difensore dell’imputato ha proposto ricorso per cassazione. Tuttavia, l’esito di questo ultimo grado di giudizio non è entrato nel merito delle doglianze, ma si è arenato su un ostacolo puramente procedurale.
L’Inammissibilità del Ricorso Tardivo
Il cuore della decisione della Suprema Corte risiede in un’unica, incontestabile constatazione: il ricorso è stato depositato fuori tempo massimo. La legge stabilisce termini perentori per presentare le impugnazioni e il loro mancato rispetto comporta una sanzione drastica: l’inammissibilità.
Nel caso specifico, il termine ultimo per impugnare la sentenza della Corte d’Appello era fissato al 20 novembre 2023. Il ricorso, invece, è stato depositato solo il 7 dicembre 2023, ben oltre la scadenza. Questa tardività ha impedito alla Corte di Cassazione di esaminare le ragioni dell’appellante, indipendentemente dalla loro potenziale fondatezza.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte ha applicato rigorosamente il dettato normativo, dichiarando l’inammissibilità con una procedura semplificata, nota come “de plano”, prevista dall’articolo 610, comma 5-bis, del codice di procedura penale. Questa modalità si adotta quando la causa di inammissibilità è evidente e non richiede un’udienza dibattimentale per essere accertata, come nel caso di un deposito tardivo documentato.
La motivazione è netta: il rispetto dei termini è un presupposto essenziale per l’esercizio del diritto di impugnazione. La loro violazione rende l’atto nullo e privo di qualsiasi effetto, precludendo l’accesso al giudizio di merito.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
La declaratoria di inammissibilità non è priva di conseguenze. L’ordinanza della Cassazione ha comportato due effetti principali per il ricorrente:
1. Condanna al pagamento delle spese processuali: L’autore dell’impugnazione inammissibile è tenuto a sostenere i costi del procedimento che ha inutilmente avviato.
2. Versamento alla Cassa delle ammende: Oltre alle spese, il ricorrente è stato condannato al pagamento di una somma, in questo caso determinata in 4.000,00 Euro, a favore di un fondo statale destinato al miglioramento del sistema penitenziario.
Questa decisione ribadisce un principio fondamentale: la giustizia è scandita da regole e tempistiche precise. Un ricorso tardivo non è solo un errore formale, ma un vizio che chiude definitivamente le porte a un ulteriore esame della vicenda, rendendo definitiva la sentenza impugnata e comportando sanzioni economiche per il ricorrente.
Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene depositato dopo la scadenza del termine?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Ciò significa che i giudici non esaminano nel merito i motivi dell’appello, e la sentenza del grado precedente diventa definitiva.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso tardivo e inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende. In questo caso specifico, la somma è stata quantificata in 4.000,00 Euro.
Cosa significa che l’inammissibilità è dichiarata “de plano”?
Significa che la decisione viene presa con una procedura semplificata e accelerata, senza la necessità di un’udienza pubblica, poiché la causa di inammissibilità (in questo caso, il deposito fuori termine) è immediatamente evidente dagli atti del processo.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 27486 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 5 Num. 27486 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 08/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a CORATO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 07/07/2023 della CORTE APPELLO di BARI
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; lette/sentite le conclusioni del PG NOME COGNOME
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RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Con sentenza pronunciata in data 7 luglio 2023, la Corte di appello di Bari, in parzia riforma della sentenza di condanna pronunciata nei confronti di COGNOME NOME per i reati di cui agli artt. 110, 624 e 625 n. 7 cod. pen. (capo A), 110 e 624 cod. pen. (capo B) ( commessi in Terlizzi il 21 marzo 2022) e 648 cod. pen. (capo C) (fatto commesso in Corato il 31 marzo 2022), riqualificato il fatto di cui al capo C) alla stregua del delitto di furto ag dall’esposizione della cosa alla pubblica fede, ha dichiarato non doversi procedere in relazione reato di cui al capo C) per mancanza di querela e, riconosciuto il vincolo della continuazione i reati di cui ai capi A) e B), ha rideterminato la pena inflitta all’imputato.
Avverso la predetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore dell’imputato con un solo motivo, con il quale ha dedotto vizi attinenti alla quantificazione pena e al diniego delle circostanze attenuanti generiche.
Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile perché tardivamente proposto: infatti scaduto il termine per impugnare il 20 novembre 2023, il ricorso è stato depositato soltanto il dicembre 2023.
L’inammissibilità dell’impugnazione per la causa indicata deve essere dichiarata con procedura “de plano” ai sensi dell’art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen. (Sez. 5, n. 30117 del 14/03/2018, Rv. 273488).
Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che si stima equo determinare in Euro 4.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 4.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 08/03/2024