Ricorso Tardivo: la Cassazione conferma l’inammissibilità e le sue gravi conseguenze
Nel diritto, il tempo è un fattore cruciale. I termini procedurali non sono semplici suggerimenti, ma pilastri che garantiscono certezza e ordine nello svolgimento del processo. Un ricorso tardivo può vanificare le ragioni più fondate, come dimostra una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Il caso analizzato riguarda un’impugnazione presentata oltre i termini stabiliti dalla legge, con conseguenze severe per il ricorrente.
I Fatti del Caso
La vicenda ha origine da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) di un tribunale campano. L’indagato era accusato di reati molto gravi, tra cui l’associazione di tipo mafioso. Contro questa misura, la difesa aveva proposto istanza al Tribunale del riesame, che però aveva confermato la decisione del G.I.P.
Successivamente, la difesa ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione per contestare l’ordinanza del riesame. Tuttavia, come vedremo, l’attenzione della Suprema Corte si è concentrata non sul merito delle accuse, ma su un aspetto puramente procedurale: la data di deposito del ricorso.
La Questione del Ricorso Tardivo e i Termini Perentori
Il punto centrale della decisione della Cassazione è la tardività dell’impugnazione. L’articolo 311 del codice di procedura penale stabilisce chiaramente che il ricorso per cassazione contro le ordinanze emesse dal Tribunale del riesame deve essere proposto entro il termine perentorio di dieci giorni dalla notificazione del provvedimento.
Nel caso specifico:
* L’ordinanza del riesame, emessa il 26 agosto 2025, è stata depositata il 3 ottobre 2025.
* La notifica al difensore è avvenuta il 6 ottobre 2025.
* La notifica all’indagato presso la casa circondariale è avvenuta l’8 ottobre 2025.
Il termine di dieci giorni per ricorrere inizia a decorrere dall’ultima notifica, quindi dall’8 ottobre. Di conseguenza, il termine ultimo per presentare il ricorso scadeva il 18 ottobre 2025. Il ricorso è stato invece depositato solo il 24 ottobre 2025, ben sei giorni oltre il limite massimo consentito.
La Decisione della Suprema Corte
Di fronte a questa palese violazione dei termini, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che dichiarare il ricorso inammissibile. Quando un atto è presentato fuori tempo massimo, il giudice non ha la facoltà di esaminarne il contenuto; la questione procedurale assorbe e annulla ogni altra valutazione.
Le Motivazioni
Le motivazioni della Corte sono state lineari e si sono basate sulla semplice applicazione della norma. I giudici hanno sottolineato che il termine di dieci giorni è perentorio, ovvero non ammette deroghe o proroghe. Il suo mancato rispetto comporta automaticamente l’inammissibilità dell’atto. La Corte ha inoltre specificato che non sussistevano elementi per ritenere che il ritardo fosse dovuto a cause non imputabili al ricorrente. La responsabilità della tardività è stata quindi pienamente attribuita alla parte che ha proposto l’impugnazione.
Le Conclusioni
Le conseguenze di un ricorso tardivo sono duplici e severe. In primo luogo, l’inammissibilità impedisce alla Corte di Cassazione di entrare nel merito delle questioni sollevate, lasciando quindi pienamente efficace l’ordinanza impugnata (in questo caso, la custodia cautelare in carcere). In secondo luogo, la legge prevede che la parte che ha proposto un ricorso inammissibile venga condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. In questa vicenda, la condanna è stata quantificata in tremila euro. Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: nel processo penale, la forma è sostanza e il rispetto dei termini è un dovere imprescindibile per la tutela dei diritti.
Qual è il termine per presentare ricorso per cassazione contro un’ordinanza del Tribunale del riesame?
Il termine per presentare ricorso è di dieci giorni, che decorrono dalla notificazione del provvedimento, ai sensi dell’art. 311, comma 1, del codice di procedura penale.
Cosa succede se il ricorso per cassazione viene presentato in ritardo?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che la Corte di Cassazione non esamina il merito della questione e l’atto di impugnazione non produce alcun effetto.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile per tardività?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, a meno che non dimostri di non avere colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 167 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 3 Num. 167 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 27/11/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da COGNOME NOME, nato a Napoli il DATA_NASCITA, avverso l’ordinanza del 26 -08-2025 del Tribunale di Napoli; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME.
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Con ordinanza del 26 agosto 2025, il Tribunale del riesame di Napoli confermava l’ordinanza del 31 luglio 2025, con cui, nell ‘ ambito di un articolato procedimento penale a carico di una pluralità di indagati, il G.I.P. del Tribunale di Napoli aveva applicato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di NOME COGNOME, ritenuto gravemente indiziato del delitto di cui agli art. 416 bis 1 cod. pen. e 74 del d.P.R. n. 309 del 1990 (capo A1), nonché del delitto ex art. 110, 61 n. 2, 416 bis 1 cod. pen., 10, 12 e 14 della legge 497-1974 (capo XX); fatti commessi in Pozzuoli almeno a partire dal dicembre 2021.
Avverso l’ordinanza del Tribunale del riesame partenopeo è stato proposto, nell’interesse dell’indagato, ricorso per cassazione affidato a un unico motivo, ma l’impugnazione risulta inammissibile perché tardiva. Ed invero, l’ordinanza impugnata, emessa il 26 agosto 2025 e depositata il 3 ottobre 2025, nel rispetto del termine di 45 giorni in essa indicato per la redazione dei motivi, è stata notificata al difensore dell’indagato il 6 ottobre 2025 a mezzo p.e.c. e a COGNOME l’8 ottobre 2025 presso la Casa circondariale di Lanciano , per cui il temine ultimo per proporre ricorso per cassazione scadeva il 18 ottobre 2025, computandosi lo stesso in 10 giorni ai sensi dell’art. 311, comma 1, cod. proc. pen. (cfr. in termini Sez. 3, n. 13737 del 15/11/2018, dep. 2019, Rv. 275190).
Nel caso di specie, il ricorso per cassazione è stato presentato dal difensore di COGNOME il 24 ottobre 2025, per cui lo stesso risulta inammissibile perché tardivo. Da ciò consegue l’onere a carico del ricorrente di sostenere le spese del procedimento e di provvedere altresì, non essendovi ragione di ritenere che il ricorso sia stato presentato senza ‘versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilit à’, al versamento della somma, determinata in via equitativa, di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all ‘ art. 94, comma 1ter , disp. att. cod. proc. pen.
Così deciso il 27.11.2025
Il consigliere estensore Il Presidente NOME COGNOME NOME COGNOME