Ricorso Tardivo: La Cassazione Sancisce l’Inammissibilità e le Relative Conseguenze
Nel mondo della giustizia, il rispetto dei termini procedurali non è una mera formalità, ma un pilastro fondamentale che garantisce certezza e ordine. Un ricorso tardivo può vanificare ogni sforzo difensivo, indipendentemente dalla fondatezza delle proprie ragioni. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ce lo ricorda, evidenziando le severe conseguenze derivanti dalla presentazione di un’impugnazione oltre i termini stabiliti dalla legge.
I Fatti del Caso: Dalla Condanna al Ricorso
La vicenda trae origine da una sentenza del Tribunale di Piacenza, che condannava un imputato alla pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione, oltre a una multa di 20.000 euro, per un reato contestato. L’imputato, ritenendo errata la qualificazione giuridica del fatto, decideva di presentare ricorso per cassazione. La sua tesi difensiva si basava sulla richiesta di applicare una fattispecie di reato meno grave, prevista dall’articolo 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990.
Tuttavia, l’esito del ricorso non è stato quello sperato, non per una valutazione nel merito delle argomentazioni, ma per una questione puramente procedurale.
La Decisione della Corte: l’Irreversibilità del Ricorso Tardivo
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, focalizzando la sua attenzione esclusivamente sulla tempistica della sua presentazione. Il provvedimento impugnato era stato emesso il 19 settembre 2023 in camera di consiglio. Questo dettaglio è cruciale per comprendere la decisione dei giudici.
Il Calcolo dei Termini
La legge stabilisce che, per i provvedimenti decisi in camera di consiglio, il termine per proporre impugnazione è di soli 15 giorni. Facendo un rapido calcolo, la scadenza ultima per il deposito del ricorso era fissata per il 4 ottobre 2023. Il ricorso dell’imputato, invece, è stato depositato solo l’11 ottobre 2023, una settimana dopo il termine perentorio. Questo ritardo ha reso il ricorso irrimediabilmente tardivo.
Le Conseguenze dell’Inammissibilità
A seguito della declaratoria di inammissibilità, la Corte ha applicato l’articolo 616 del codice di procedura penale. Questa norma prevede che la parte che ha proposto un ricorso inammissibile venga condannata non solo al pagamento delle spese del procedimento, ma anche di una somma in favore della Cassa delle ammende. In questo caso specifico, la somma è stata equitativamente fissata in 3.000,00 euro.
Le Motivazioni della Suprema Corte
Le motivazioni dei giudici di legittimità sono lineari e ineccepibili. Il Collegio ha semplicemente osservato il dato oggettivo: il deposito del ricorso è avvenuto oltre il termine di 15 giorni previsto. La natura perentoria dei termini processuali non ammette deroghe, se non in casi eccezionali e provati di ‘mancanza di colpa’, che in questa fattispecie non sono stati ravvisati. La Corte ha richiamato anche un principio consolidato, espresso dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 186 del 2000, secondo cui le conseguenze negative di un ricorso inammissibile sono legittime quando non vi sono elementi per ritenere che l’errore sia avvenuto senza colpa del ricorrente.
Conclusioni: Lezioni Pratiche dalla Sentenza sul Ricorso Tardivo
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale per chiunque operi nel diritto: la massima attenzione ai termini procedurali è un dovere imprescindibile. Un errore di calcolo o una semplice disattenzione possono precludere l’accesso a un grado di giudizio, rendendo definitiva una sentenza altrimenti contestabile. La decisione sottolinea che la tardività è un vizio procedurale che impedisce al giudice di entrare nel merito della questione, trasformando un potenziale diritto in un’occasione persa, con l’ulteriore aggravio di costi significativi. Per avvocati e assistiti, la lezione è chiara: la gestione del calendario processuale è tanto importante quanto la preparazione della migliore strategia difensiva.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché è stato presentato tardivamente, ovvero oltre il termine perentorio di 15 giorni previsto dalla legge per impugnare le sentenze emesse in camera di consiglio.
Qual era il termine esatto per presentare il ricorso in questo caso?
Essendo la sentenza stata emessa il 19 settembre 2023, il termine di 15 giorni per l’impugnazione scadeva il 4 ottobre 2023. Il ricorso è stato invece depositato solo l’11 ottobre 2023.
Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile?
In base alla decisione della Corte e all’art. 616 del codice di procedura penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 30999 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 30999 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 26/01/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: RAGIONE_SOCIALE NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 19/09/2023 del GIP TRIBUNALE di PIACENZA
F ato avviso alle parti
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Ritenuto che con sentenza depositata 11 19 settembre 2023 il Tribunale di Piacenza aveva condannato NOME alla pena di anni 4 e mesi 8 di reclusione ed C 20.000 di multa avendolo ritenuto colpevole del reato contestato;
che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione il prevenuto articolando un unico motivo di impugnazione con cui eccepiva l’erronea applicazione della legge censurando la sentenza impugnata nella parte in cui non era stato riqualificato il fatto nell’ambito della fattispecie di cui all’art. 73, comma 5, del D.P.R. 309 del 1990.
Considerato che il ricorso è inammissibile in quanto tardivo;
osserva il Collegio che il provvedimento de quo è stato emesso il giorno 19 settembre 2023 e che, essendo stato reso in camera di consiglio, doveva essere impugnato nel termine di giorni 15 che scadevano quindi il successivo 4 ottobre 2023 di tal ché, risultando il deposito del ricorso perfezionato solo il giorno 11 ottobre 2023, questo deve essere dichiarato inammissibile;
che il ricorso deve perciò essere dichiarato inammissibile e, tenuto conto della sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituzionale nonché rilevato che nella fattispecie non sussistono elementi per ritenere che «la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità», alla declaratoria dell’inammissibilità del ricorso consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché della somma equitativamente fissata in C 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
PER QUESTI MOTIVI
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di C 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 26 gennaio 2024 Il Consigliere estensore
GLYPHil Presidente