Ricorso tardivo: le conseguenze dell’inammissibilità in Cassazione
Il ricorso tardivo rappresenta uno degli ostacoli più insidiosi nel processo penale, portando inevitabilmente alla dichiarazione di inammissibilità da parte della Suprema Corte. In questa recente ordinanza, i giudici di legittimità hanno ribadito l’importanza del rispetto dei termini perentori per l’impugnazione delle sentenze, evidenziando come la precisione temporale sia un pilastro della procedura.
Analisi dei fatti di causa
Un cittadino ha proposto ricorso contro una sentenza emessa dalla Corte di Appello. Il provvedimento impugnato era stato depositato con motivazione contestuale, stabilendo un termine preciso per l’impugnazione. Tuttavia, l’atto è stato depositato con un ritardo significativo rispetto alla scadenza prevista dalla legge, rendendo l’azione processuale priva di efficacia.
La decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha rilevato immediatamente la tardività dell’azione. Poiché il termine scadeva nei primi giorni di febbraio e il ricorso è stato presentato solo nel mese di marzo, non vi è stato spazio per una valutazione nel merito delle doglianze. La procedura si è conclusa con una dichiarazione di inammissibilità che ha reso definitiva la condanna precedente.
Le motivazioni
La decisione si fonda sulla natura perentoria dei termini di impugnazione previsti dal codice di procedura penale. Quando una sentenza viene depositata con motivazione contestuale, il termine per proporre il ricorso tardivo inizia a decorrere immediatamente dalla lettura del dispositivo. La Corte ha applicato la procedura de plano, ovvero una decisione semplificata che non richiede la fissazione di un’udienza pubblica, data l’evidenza del vizio procedurale. L’inammissibilità derivante dalla tardività preclude ogni ulteriore esame dei motivi di ricorso, rendendo la decisione di secondo grado irrevocabile. Il rigore dei termini garantisce la certezza del diritto e la stabilità dei giudicati.
Le conclusioni
Il mancato rispetto delle scadenze processuali non solo determina la perdita del diritto di difesa nel merito, ma comporta anche oneri economici gravosi per il ricorrente. Oltre alle spese del procedimento, la parte è stata condannata al versamento di una somma consistente alla Cassa delle ammende, determinata equitativamente dai giudici. Questo provvedimento sottolinea come la tempestività sia un requisito essenziale per l’accesso alla giustizia di legittimità e come un ricorso tardivo possa trasformarsi in un danno economico e giuridico definitivo per la parte interessata, chiudendo ogni porta a possibili revisioni della sentenza.
Cosa succede se si presenta un ricorso in Cassazione dopo la scadenza dei termini?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile senza esame del merito e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Come si calcolano i termini per impugnare una sentenza con motivazione contestuale?
I termini decorrono dal momento della lettura del provvedimento in udienza, rendendo necessario il deposito dell’atto entro i limiti perentori stabiliti dal codice.
Qual è l’importo della sanzione in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità?
La Corte determina la somma in via equitativa; in questo caso specifico, la sanzione è stata fissata in tremila euro a carico del ricorrente.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 41394 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 6 Num. 41394 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 20/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da NOME, nato a Livorno il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 20/01/2023 della Corte di appello di Firenze visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal componente NOME COGNOME;
OSSERVA
Rilevato che trattasi di ricorso tardivamente proposto in data 03/03/2023 avverso sentenza di appello del 20 gennaio 2023, depositata con motivazione contestuale ed il cui termine per impugnare scadeva il 05/02/2023;
che, pertanto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con procedu de plano con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma che si stima equo determinare in euro tremila in favor della Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento del spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa del ammende.
Così deciso il 20/09/2023.