LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso per saltum: quando viene convertito in appello

Un imputato, dichiarato non punibile per il reato di evasione per la particolare tenuità del fatto, ha presentato un ricorso per saltum alla Corte di Cassazione. Il ricorso, tuttavia, includeva non solo violazioni di legge ma anche censure sulla motivazione della sentenza. La Suprema Corte ha stabilito che un ricorso per saltum non può contenere vizi di motivazione e, di conseguenza, ha convertito l’impugnazione in un appello, trasmettendo gli atti alla Corte d’Appello competente.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso per Saltum: Guida alla Conversione in Appello

Il ricorso per saltum rappresenta uno strumento processuale peculiare che consente di impugnare una sentenza direttamente in Cassazione, ‘saltando’ l’appello. Tuttavia, il suo utilizzo è strettamente vincolato a specifici motivi di legittimità. Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce cosa accade quando, tra i motivi del ricorso, vengono inserite anche censure relative alla motivazione della decisione di primo grado, illustrando un caso pratico di conversione in appello.

I Fatti del Caso: L’accusa di Evasione e la Sentenza di Primo Grado

Un soggetto veniva accusato del reato di evasione, previsto dall’art. 385 del codice penale. Il Tribunale di primo grado, pur ritenendo sussistente il fatto, lo ha assolto dichiarandolo non punibile ai sensi dell’art. 131-bis c.p., ovvero per la particolare tenuità del fatto.

Insoddisfatto della decisione, che comunque presupponeva un’affermazione di responsabilità, l’imputato decideva di impugnarla proponendo direttamente un ricorso per saltum alla Corte di Cassazione.

I Motivi del Ricorso dell’Imputato

La difesa ha articolato il ricorso su tre motivi principali:

1. Violazione Procedurale: Si lamentava la violazione dell’art. 415-bis c.p.p. per il mancato interrogatorio dell’indagato, richiesto ma poi revocato in modo ritenuto apodittico dal Pubblico Ministero, nonostante una legittima richiesta di rinvio per motivi di salute.
2. Vizio Cumulativo di Motivazione: La difesa evidenziava una contraddizione nel ragionamento del giudice. Da un lato, si riteneva sufficiente la mancata risposta al citofono per affermare la responsabilità; dall’altro, si ammetteva la verosimiglianza della versione dell’imputato, secondo cui si era profondamente addormentato e non aveva sentito né il citofono né il telefono.
3. Illogicità della Motivazione sull’Elemento Psicologico: Si contestava che l’intenzione di evadere (dolo) non potesse essere desunta unicamente dalla mancata risposta ai carabinieri, in assenza di prove concrete di un effettivo allontanamento dall’abitazione.

La Decisione della Corte di Cassazione sul ricorso per saltum

La Suprema Corte, analizzando l’impugnazione, ha rilevato una questione procedurale dirimente. Accanto a questioni di legittimità (come la presunta violazione dell’art. 415-bis c.p.p.), il ricorrente aveva sollevato censure chiaramente attinenti a vizi di motivazione della sentenza, come la contraddittorietà e l’illogicità del ragionamento del Tribunale.

Di conseguenza, la Corte ha qualificato il ricorso come appello e ha disposto la trasmissione di tutti gli atti alla Corte di Appello di Campobasso per il giudizio.

Le Motivazioni

La Corte ha spiegato che la legge processuale, in particolare l’art. 569, comma 3, del codice di procedura penale, è molto chiara. Il ricorso per saltum non è un’opzione percorribile quando si intende contestare la logicità o la coerenza della motivazione di una sentenza. Questo tipo di censura, definita come ‘vizio di motivazione’ dall’art. 606, comma 1, lettera e), c.p.p., è di competenza esclusiva della Corte d’Appello, quale giudice di merito.

Quando un ricorso per cassazione, anche se presentato ‘per saltum’, contiene motivi che riguardano il merito della decisione attraverso la critica alla sua motivazione, esso deve essere convertito in un appello. Questa conversione non è discrezionale, ma un obbligo di legge per garantire il corretto svolgimento dei gradi di giudizio e il rispetto delle rispettive competenze. La Cassazione ha citato un proprio precedente (Sez. 4, n. 1189/2019) a conferma di questo principio consolidato.

Le Conclusioni

Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale per chi opera nel diritto penale: la scelta del mezzo di impugnazione non è libera ma rigorosamente legata ai motivi che si intendono far valere. Chi intende contestare non solo la violazione di norme di legge, ma anche il modo in cui il giudice di primo grado ha ragionato e valutato le prove, non può utilizzare la scorciatoia del ricorso per saltum. In questi casi, la via corretta è quella dell’appello, altrimenti si rischia, come nel caso di specie, una conversione dell’atto con conseguente trasmissione al giudice di secondo grado, senza che la Cassazione entri nel merito delle questioni sollevate.

È possibile presentare un ricorso per saltum lamentando vizi di motivazione della sentenza?
No, il ricorso per saltum è proponibile solo per violazioni di legge e non per contestare vizi di motivazione, come la contraddittorietà o la manifesta illogicità del ragionamento del giudice.

Cosa succede se un ricorso per saltum contiene anche motivi relativi a vizi di motivazione?
In base all’art. 569, comma 3, c.p.p., la Corte di Cassazione deve convertire il ricorso in appello e trasmettere gli atti alla Corte di Appello competente per il giudizio di merito.

Qual era il punto centrale della decisione della Corte di Cassazione nel caso analizzato?
La Corte ha stabilito che, poiché il ricorso dell’imputato conteneva, oltre a questioni di legittimità, anche censure relative alla motivazione della sentenza di primo grado, l’impugnazione non poteva essere trattata come un ricorso per saltum e doveva essere convertita in appello.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati