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Ricorso per saltum: quando si converte in appello?

Un imputato, condannato a una pena pecuniaria per rissa, presenta un ricorso per saltum alla Corte di Cassazione, lamentando sia vizi di motivazione che violazione di legge. La Suprema Corte, rilevando che la sentenza era appellabile e che tra i motivi vi era il vizio di motivazione, ha convertito il ricorso in appello, trasmettendo gli atti alla Corte d’Appello competente. La decisione chiarisce i limiti del ricorso per saltum.

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Pubblicato il 14 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso per Saltum: La Cassazione chiarisce quando si trasforma in Appello

Il ricorso per saltum rappresenta uno strumento processuale peculiare, che consente di impugnare una sentenza di primo grado direttamente davanti alla Corte di Cassazione, saltando il grado d’appello. Tuttavia, il suo utilizzo è strettamente limitato a motivi di pura violazione di legge. Un’ordinanza recente della Suprema Corte (n. 34261/2024) ribadisce un principio fondamentale: se il ricorso, pur qualificato come per saltum, include censure relative a vizi di motivazione per una sentenza che sarebbe stata appellabile, esso deve essere convertito in appello. Analizziamo insieme il caso.

I Fatti del Caso: Dalla Condanna per Rissa all’Impugnazione

La vicenda trae origine da una sentenza del Tribunale in composizione monocratica, che riteneva un soggetto penalmente responsabile per il reato di rissa, condannandolo alla pena di 300,00 euro di multa. Insoddisfatto della decisione, l’imputato decideva di impugnare la sentenza proponendo un ricorso immediato per cassazione.

I motivi addotti dalla difesa erano due:
1. Vizio di motivazione: si lamentava un travisamento della prova, sostenendo che la partecipazione dell’imputato alla rissa non emergesse dalle deposizioni testimoniali citate in sentenza.
2. Violazione di legge e vizio di motivazione: si contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.p.), ritenendo che il giudice avesse erroneamente valutato la condotta dell’imputato senza considerare la sua effettiva tenuità complessiva.

Il Ricorso per Saltum e i Limiti Imposti dal Codice

La difesa ha scelto la via del ricorso per saltum, ma la Corte di Cassazione ha subito rilevato un ostacolo insormontabile. La sentenza impugnata condannava l’imputato alla pena della multa. Ai sensi dell’art. 593, comma 3, del codice di procedura penale, le sentenze che irrogano la sola pena della multa sono appellabili.

Il problema sorge perché entrambi i motivi di ricorso, il primo in via esclusiva e il secondo in modo concorrente, deducevano un vizio di motivazione, ovvero una censura che attiene alla ricostruzione dei fatti e alla logicità dell’argomentazione del giudice di primo grado.

Le Motivazioni della Conversione: Distinzione tra Legittimità e Merito

La Suprema Corte, con la sua ordinanza, ha applicato un principio consolidato in giurisprudenza. Il ricorso immediato per cassazione è un rimedio eccezionale, esperibile solo per denunciare violazioni di legge. Non può essere utilizzato per contestare l’apparato motivazionale della sentenza, cioè il modo in cui il giudice ha valutato le prove e ricostruito i fatti.

Quando, come nel caso di specie, la sentenza è appellabile e il ricorso presentato contiene censure relative al vizio di motivazione (previsto dall’art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.), il ricorso non può essere proposto ‘per saltum’. L’ordinamento prevede che le questioni di fatto e di valutazione probatoria siano devolute al giudice d’appello, che è un giudice del merito. La Corte di Cassazione, invece, è un giudice di legittimità, il cui compito è verificare la corretta applicazione della legge.

Pertanto, la Corte ha riqualificato l’impugnazione. Applicando l’art. 569, comma 3, del codice di procedura penale, ha convertito il ricorso per cassazione in un atto di appello e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d’Appello competente per territorio per la celebrazione del giudizio di secondo grado.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Strategia Difensiva

Questa decisione sottolinea l’importanza cruciale di una corretta scelta del mezzo di impugnazione. Tentare la strada del ricorso per saltum quando si intendono sollevare questioni sulla valutazione delle prove o sulla coerenza della motivazione di una sentenza appellabile è una scelta processualmente errata. L’esito non sarà l’inammissibilità, ma la conversione del ricorso in appello, con la conseguente trasmissione degli atti al giudice di secondo grado. Questa conversione, sebbene conservi gli effetti dell’impugnazione, evidenzia una strategia difensiva che non ha tenuto conto dei precisi confini tra giudizio di merito e giudizio di legittimità, ribadendo la necessità di un’attenta analisi dei presupposti di ogni strumento processuale.

È possibile presentare un “ricorso per saltum” alla Corte di Cassazione per un vizio di motivazione?
No. Se la sentenza è appellabile, un ricorso che lamenta un vizio di motivazione non può essere proposto “per saltum”, ma deve seguire la via dell’appello. Se viene erroneamente presentato come ricorso per cassazione, viene convertito in appello.

Quando una sentenza che condanna a una pena pecuniaria è appellabile?
Secondo la decisione, in linea con l’art. 593, comma 3, del codice di procedura penale, la sentenza è appellabile quando condanna alla pena della multa, a differenza di quella che condanna alla sola ammenda.

Cosa succede se si propone un ricorso per cassazione con motivi non consentiti per il “salto” del grado d’appello?
In base all’art. 569, comma 3, del codice di procedura penale, se un ricorso per cassazione, proposto contro una sentenza appellabile, contiene motivi non consentiti (come il vizio di motivazione), viene convertito nel mezzo di impugnazione corretto, in questo caso l’appello, e trasmesso al giudice competente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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