Ricorso per Cassazione: L’obbligo del difensore specializzato
Il ricorso per Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, un momento cruciale in cui si valuta la corretta applicazione delle norme di diritto. Proprio per la sua delicatezza e tecnicità, la legge impone requisiti formali molto stringenti. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda una regola fondamentale: il ricorso non può essere proposto personalmente dall’imputato, ma deve essere firmato da un avvocato abilitato, pena una declaratoria di inammissibilità con conseguenze economiche significative.
I Fatti di Causa
Il caso in esame ha origine da una sentenza della Corte di Appello di Milano, che aveva confermato la decisione di primo grado del Tribunale di Monza. Un uomo era stato ritenuto responsabile del delitto di ricettazione e condannato alla relativa pena. Non accettando la decisione dei giudici di merito, l’imputato decideva di presentare personalmente un ricorso per Cassazione, lamentando un’errata applicazione della legge penale.
La Questione Giuridica: Il Ricorso per Cassazione e la Difesa Tecnica
La questione centrale affrontata dalla Corte non riguarda il merito della condanna per ricettazione, ma un aspetto puramente procedurale: può un imputato, senza l’assistenza di un legale, presentare autonomamente un ricorso per Cassazione? La risposta della legge è netta. L’articolo 613 del codice di procedura penale, come modificato dalla legge n. 103 del 2017, stabilisce chiaramente che il ricorso deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell’albo speciale dei patrocinanti in Cassazione. Questa norma esclude categoricamente la facoltà per l’imputato di agire personalmente in questa sede.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte di Cassazione, nel dichiarare il ricorso inammissibile, ha ripercorso le ragioni a fondamento di questa regola procedurale. I giudici hanno richiamato un’importante pronuncia delle Sezioni Unite (sent. n. 8914/2017), che aveva già affrontato e respinto i dubbi di legittimità costituzionale della norma.
Il legislatore, si legge nell’ordinanza, ha il potere discrezionale di richiedere una rappresentanza tecnica qualificata per l’esercizio delle impugnazioni, specialmente in una sede complessa come quella di legittimità. L’obbligo di avvalersi di un avvocato cassazionista non limita il diritto di difesa, ma lo conforma alle esigenze tecniche del giudizio.
La Corte ha sottolineato che tale previsione non contrasta né con gli articoli 24 e 111 della Costituzione, né con l’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). L’elevato livello di qualificazione professionale richiesto per difendere davanti alla Cassazione giustifica pienamente l’esclusione della difesa personale. Questa scelta, inoltre, è resa ancor più ragionevole dalla presenza nell’ordinamento dell’istituto del patrocinio a spese dello Stato, che garantisce l’accesso alla difesa tecnica anche a chi non ha i mezzi economici per sostenerne i costi.
Le Conclusioni
In conclusione, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Tale decisione ha comportato due conseguenze dirette per il ricorrente: la condanna al pagamento delle spese processuali e il versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale. Questo provvedimento ribadisce un principio fondamentale: l’accesso alla giustizia di legittimità richiede il rispetto di regole procedurali precise, tra cui spicca l’imprescindibile patrocinio di un difensore specializzato. La difesa ‘fai-da-te’, in Cassazione, non è un’opzione percorribile e conduce inevitabilmente all’inammissibilità dell’impugnazione.
È possibile presentare personalmente un ricorso penale alla Corte di Cassazione?
No, non è possibile. L’art. 613 del codice di procedura penale stabilisce che il ricorso, a pena di inammissibilità, deve essere sottoscritto da un difensore iscritto nell’albo speciale dei patrocinanti davanti alle giurisdizioni superiori.
Quali sono le conseguenze se un ricorso viene dichiarato inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna della parte che ha proposto il ricorso al pagamento delle spese del procedimento e di una somma di denaro, stabilita dal giudice, in favore della Cassa delle Ammende.
La regola che vieta il ricorso personale in Cassazione è considerata legittima?
Sì. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione, anche a Sezioni Unite, questa regola è costituzionalmente legittima. Si ritiene che la richiesta di una difesa tecnica altamente qualificata sia una scelta ragionevole del legislatore, giustificata dalla complessità del giudizio di legittimità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 45672 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 2 Num. 45672 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 20/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME, nato a Napoli DATA_NASCITA,
contro
la sentenza della Corte di appello di Milano del 5.5.2023;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME
FATTO E DIRITTO
La Corte di appello di Milano ha confermato la sentenza con cui, in data 6.4.2021, il Tribunale di Monza aveva riconosciuto NOME COGNOME responsabile del delitto di ricettazione e lo aveva di conseguenza condannato alla pena stimata equa e di giustizia;
ricorre per cassazione NOME COGNOME deducendo inosservanza della legge penale con riferimento all’art. 129 cod. proc. pen..
Il ricorso è inammissibile in quanto proposto personalmente dal ricorrente: l’art. 613 cod. proc. pen., come modificato dalla legge n. 103 del 2017,
esclude la facoltà dell’imputato di proporre personalmente ricorso per RAGIONE_SOCIALEzione che, a pena di inammissibilità, deve essere sottoscritto da un difensore iscritto nell’albo speciale dei difensori abilitati a patrocinare di fronte alla Corte d RAGIONE_SOCIALEzione (cfr., per la portata della novella, Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017, Aiello, Rv. 272011 – 01).
Le SS.UU. hanno anche avuto modo di vagliare la questione di legittimità costituzionale della norma di cui hanno tuttavia ritenuto la manifesta infondatezza osservando che rientra nella discrezionalità del legislatore richiedere la rappresentanza tecnica per l’esercizio RAGIONE_SOCIALE impugnazioni in cassazione, senza che ciò determini alcuna limitazione RAGIONE_SOCIALE facoltà difensive aggiungendo che la previsione non contrasta né con gli artt. 24,, 111, comma 7, Cost. né con l’art. 6 CEDU, sottolineando, in motivazione, che l’elevato livello di qualificazione professionale richiesto dall’esercizio del diritto di difesa in cassazione rende ragionevole l’esclusione della difesa personale, tanto più in un sistema che ammette il patrocinio a spese dello Stato.
L’inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese processuali e, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., della somma – che si stima equa – di euro 3.000 da versare in favore della RAGIONE_SOCIALE.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese processuali e della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE.
Così deciso in Roma, il 20.9.2023