Ricorso per Cassazione: La Guida alla Corretta Formulazione per Evitare l’Inammissibilità
Presentare un ricorso per Cassazione rappresenta l’ultima via per contestare una sentenza di condanna, ma è un percorso irto di ostacoli procedurali. Un errore nella formulazione dei motivi può portare a una dichiarazione di inammissibilità, vanificando ogni sforzo difensivo. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio pratico dei requisiti di specificità che un ricorso deve possedere per essere esaminato nel merito.
Il Caso in Esame: Dalla Bancarotta all’Appello in Cassazione
La vicenda giudiziaria ha origine dalla condanna di un soggetto per il reato di bancarotta fraudolenta. La Corte di Appello, pur riformando parzialmente la sentenza di primo grado riducendo le pene accessorie, aveva confermato la responsabilità penale. L’imputato decideva quindi di presentare ricorso per Cassazione, affidandosi a quattro distinti motivi: l’avvenuta prescrizione del reato, la nullità della sentenza per un cambio nella composizione del collegio giudicante, un vizio di motivazione sul mancato proscioglimento e, infine, sulla mancata concessione delle attenuanti generiche.
L’Analisi della Corte sul Ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente i motivi proposti, giungendo a una conclusione netta: l’inammissibilità totale del ricorso. Vediamo nel dettaglio le ragioni di questa decisione.
Il Calcolo Errato della Prescrizione
Il primo motivo, relativo alla prescrizione, è stato liquidato come manifestamente infondato. La difesa sosteneva che il termine fosse di dieci anni, ma la Corte ha precisato che, ai sensi degli artt. 157 e 161 del codice penale, il termine corretto da considerare era di dodici anni e sei mesi. La prescrizione, quindi, non era ancora maturata, essendo prevista per gennaio 2025.
La Critica Decisiva: Motivi Aspecifici e Inammissibilità
Il cuore della decisione risiede nell’analisi degli altri tre motivi di ricorso. La Corte li ha giudicati ‘del tutto aspecifici’. L’imputato, infatti, si era limitato a enunciare principi teorici e astratti, senza però collegarli in modo concreto e puntuale alle specifiche argomentazioni contenute nella sentenza della Corte d’Appello. Questo approccio viola l’articolo 581 del codice di procedura penale, che richiede una correlazione diretta tra l’atto di impugnazione e il provvedimento impugnato. Un ricorso per Cassazione non può essere un trattato di diritto, ma deve essere una critica mirata alla decisione che si contesta.
Le Motivazioni della Decisione
La Suprema Corte, richiamando un consolidato principio espresso anche dalle Sezioni Unite (sentenza n. 8825/2017), ha ribadito un concetto fondamentale: i motivi di ricorso sono inammissibili non solo quando sono intrinsecamente indeterminati, ma anche quando manca la necessaria correlazione con le ragioni alla base del provvedimento impugnato. In altre parole, chi ricorre non può ignorare le motivazioni del giudice precedente. Deve, al contrario, confrontarsi con esse, evidenziandone gli errori di diritto o i vizi logici. Nel caso di specie, l’appellante ha seguito un ‘proprio approccio critico’ slegato dalla sentenza, omettendo di esplicitare il ragionamento per cui la decisione della Corte d’Appello sarebbe stata errata. Questa mancanza ha reso il ricorso inidoneo a raggiungere il suo scopo, portando alla dichiarazione di inammissibilità.
Conclusioni
Questa ordinanza è un monito importante sull’importanza della tecnica redazionale nel processo penale. Per presentare un ricorso per Cassazione efficace, non è sufficiente lamentare una generica violazione di legge o un vizio di motivazione. È indispensabile che ogni doglianza sia ancorata saldamente al testo della sentenza impugnata, dimostrando punto per punto dove e perché il giudice di merito avrebbe sbagliato. La specificità non è un mero formalismo, ma l’essenza stessa del diritto di impugnazione, garantendo che il giudizio di legittimità si concentri sul suo ruolo di controllo sulla corretta applicazione della legge.
Quando un motivo di ricorso per Cassazione è considerato ‘aspecifico’?
Un motivo di ricorso è considerato ‘aspecifico’ quando si limita a enunciare principi teorici o generiche lamentele senza stabilire una correlazione diretta e puntuale con le specifiche ragioni esposte nella motivazione della sentenza che si sta impugnando.
È sufficiente enunciare dei principi di diritto per presentare un ricorso valido in Cassazione?
No, non è sufficiente. L’ordinanza chiarisce che il ricorso deve creare una ‘necessaria correlazione’ tra le ragioni dell’impugnazione e quelle che fondano il provvedimento impugnato. L’atto di ricorso non può ignorare le ragioni della decisione che contesta.
Qual è la conseguenza di presentare un ricorso con motivi aspecifici?
La conseguenza è la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Questo significa che la Corte non entra nel merito della questione. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che nel caso specifico ammontava a tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15359 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 15359 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 27/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a MOLA DI BARI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 21/03/2023 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che l’imputato NOME COGNOME ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Bari che ha riformato la sentenza del Tribunale di Bari di condanna per il reato di bancaro fraudolenta, riducendo ad anni tre la durata delle pene accessorie di cui all’art. 216, ul comma, Legge Fallimentare;
Rilevato che il primo motivo di ricorso – con cui il ricorrente eccepisce la prescrizione reato – è manifestamente infondato in quanto la prescrizione maturerà il 18/01/2025, oltr eventuali sospensioni, tenuto conto che la prescrizione va calcolata ai sensi degli artt. 15 161 cod. pen., donde il termine cui fare riferimento è non già quello di anni dieci, ma que anni dodici e mesi sei;
Rilevato che il secondo motivo di ricorso (con cui il ricorrente lamenta violazione legge quanto al mancato riconoscimento della nullità della sentenza in seguito al mutamento della composizione del Collegio), il terzo motivo di ricorso (con cui il ricorrente lam violazione di legge e vizio di motivazione quanto al diniego all’assolLzione perché il fatto sussiste) e il quarto motivo di ricorso (con cui il ricorrente lamenta vizio di motivazione qu alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche) sono del tutto aspecifici i quanto il ricorrente ha mancato di adeguarsi all’attuale disposto di cui all’art. 581 cod. p pen., perché ha seguito un proprio approccio critico, fatto della mera enunciazione di princi teorici, omettendo, tuttavia, di esplicitare il ragionamento sulla cui base muoveva censure al decisione avversata. A questo riguardo, va altresì ricordato che Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017, Galtelli Rv. 268823, ha ribadito un principio già noto nel giurisprudenza di legittimità, secondo cui i motivi di ricorso per cassazione sono inammissib non solo quando risultino intrinsecamente indeterminati, ma altresì quando difettino dell necessaria correlazione con le ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato e che le ragioni di tale necessaria correlazione tra la decisione censurata e l’atto di impugnazio risiedono nel fatto che quest’ultimo non può ignorare le ragioni del provvedimento censurato;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, 27 marzo 2024.