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Ricorso per cassazione per abnormità: no al rinvio d’udienza

Il Tribunale di Roma ha disposto, fuori udienza, il rinvio del processo su richiesta della Procura. L’Imputato ha proposto un ricorso per cassazione per abnormità, sostenendo che la decisione fosse illegittima perché presa senza consultare la difesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l’ordinanza di rinvio è un provvedimento puramente ordinatorio, volto a gestire i tempi del processo, e non ha natura decisoria. Di conseguenza, non è impugnabile direttamente né può considerarsi abnorme, poiché non determina alcuna paralisi del procedimento. L’Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

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Pubblicato il 11 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 2110 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 2110/2022)

Il caso del rinvio d’udienza e il ricorso per cassazione per abnormità

Il corretto svolgimento del processo penale richiede il rispetto di regole precise per garantire l’equilibrio tra le parti. Spesso i cittadini e i difensori cercano di impugnare ogni decisione del giudice che ritengono ingiusta. Tuttavia, la legge stabilisce limiti rigidi sulla scelta dei provvedimenti che si possono contestare davanti alla Suprema Corte. Un caso emblematico riguarda il tentativo di proporre un ricorso per cassazione per abnormità contro una semplice ordinanza di rinvio dell’udienza.

La vicenda nasce quando un Tribunale decide di accogliere, fuori dall’udienza e senza interpellare la difesa, la richiesta di rinvio formulata dall’ufficio della Procura. L’Imputato, ritenendo leso il proprio diritto al contraddittorio, decide di rivolgersi direttamente alla Corte di Cassazione. L’Imputato qualifica il provvedimento del giudice come abnorme, cioè totalmente al di fuori delle regole del sistema processuale.

Che cos’è un provvedimento ordinatorio nel processo penale

Nel corso di una causa penale, il giudice adotta diverse tipologie di atti. Alcuni di questi atti decidono il merito della vicenda, come le sentenze di condanna o di assoluzione. Altri atti, invece, servono unicamente a regolare lo svolgimento pratico del processo e la scansione dei tempi delle udienze. Questi ultimi prendono il nome di provvedimenti ordinatori.

L’ordinanza che dispone il rinvio di un’udienza appartiene proprio a questa seconda categoria. Essa non stabilisce chi ha ragione e chi ha torto, né applica una pena. Il suo unico scopo è quello di riorganizzare il calendario del processo per consentire il regolare svolgimento delle attività future. Per questa ragione, la legge non prevede la possibilità di impugnare autonomamente questi provvedimenti ordinatori. Essi non sono idonei a passare in cosa giudicata.

Le motivazioni della sentenza sul ricorso per cassazione per abnormità

La Corte di Cassazione ha respinto fermamente le tesi difensive dell’Imputato, spiegando i motivi tecnici di questa decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che il ricorso per cassazione per abnormità è uno strumento eccezionale. Questo strumento si può utilizzare solo quando un provvedimento del giudice è talmente strano e singolare da risultare completamente estraneo all’intero ordinamento giuridico, oppure quando determina una paralisi totale del processo.

Nel caso specifico, l’ordinanza di rinvio emessa dal Tribunale rispetta pienamente il modello legale previsto dal codice di procedura penale. Il giudice del dibattimento ha il potere specifico di gestire i tempi del processo e di disporre il rinvio delle udienze. Inoltre, questo rinvio non ha creato alcuna stasi processuale, cioè non ha bloccato il corso della giustizia. Di conseguenza, la decisione del Tribunale non può essere considerata abnorme né sotto il profilo della sua struttura, né sotto quello della sua funzione pratica. L’assenza della difesa al momento della decisione non basta a rendere l’atto impugnabile.

Le conclusioni della sentenza e le conseguenze per il ricorrente

La Suprema Corte ha concluso il giudizio dichiarando l’inammissibilità del ricorso presentato dall’Imputato. Questa decisione comporta conseguenze finanziarie immediate e severe per la parte che ha promosso l’azione legale infondata. Oltre al rigetto dei motivi di ricorso, i giudici hanno condannato l’Imputato al pagamento delle spese del procedimento.

In aggiunta, la Corte ha rilevato una colpa nella presentazione di un ricorso chiaramente non consentito dalla legge. Per questo motivo, i giudici hanno applicato una sanzione pecuniaria aggiuntiva. L’Imputato deve quindi versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa pronuncia riafferma un principio fondamentale: l’uso degli strumenti di impugnazione deve essere attento e coerente con le regole del codice, per evitare di sovraccaricare inutilmente la giustizia penale con ricorsi inammissibili.

Si può impugnare in Cassazione un’ordinanza di rinvio dell’udienza?
No, l’ordinanza di rinvio è un provvedimento ordinatorio che serve solo a regolare i tempi del processo e non può essere impugnata direttamente.

Che cosa si intende per provvedimento abnorme nel processo penale?
Si tratta di un atto del giudice totalmente estraneo all’ordinamento o che provoca una paralisi insuperabile del processo.

Quali sono le conseguenze se si presenta un ricorso inammissibile?
La Corte di Cassazione respinge il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Inaudita altera parte
Decisione presa dal giudice senza convocare o sentire preventivamente l'altra parte interessata.
Abnormità
Caratteristica di un provvedimento giudiziario che, per la sua singolarità, risulta totalmente estraneo all'ordinamento o produce una paralisi del processo.
Provvedimento ordinatorio
Atto del giudice finalizzato esclusivamente a regolare lo svolgimento pratico e i tempi del processo, senza decidere sul merito della causa.
Cosa giudicata
Condizione di definitività di un provvedimento giurisdizionale che non può più essere modificato o impugnato con i mezzi ordinari.
Inammissibilità
Causa di rigetto di una domanda o di un ricorso dovuta al mancato rispetto dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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