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Ricorso per cassazione inammissibile e spese negate

L’Imputato è stato condannato in appello per reati di truffa e falsità materiale, dopo la prescrizione di altre imputazioni. Contro la condanna ha presentato un ricorso per cassazione inammissibile, proponendo motivi generici e chiedendo un riesame delle prove non consentito in sede di legittimità. La Suprema Corte ha confermato la condanna, sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle Ammende. La Corte ha inoltre respinto la domanda di rimborso spese della Parte Civile, giacché quest’ultima ha presentato una richiesta generica senza offrire un reale contributo argomentativo.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19387 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 19387/2022)

Il contesto della vicenda giudiziaria

La vicenda trae origine da una complessa contestazione penale a carico de L’Imputato, accusato di diversi illeciti tra cui truffa e falsità materiale. La Corte d’Appello aveva parzialmente riformato la pronuncia di primo grado, dichiarando l’estinzione per prescrizione (ossia il decorso del tempo massimo previsto dalla legge per punire il reato) di numerose imputazioni e rideterminando la pena per i residui illeciti accertati. Insoddisfatto della decisione, L’Imputato ha presentato un ricorso per cassazione inammissibile tramite il proprio difensore, lamentando presunti difetti nella struttura motivazionale della sentenza impugnata e sollecitando un riesame delle risultanze istruttorie.

I vizi del ricorso per cassazione inammissibile

Nel presentare le proprie doglianze dinanzi ai giudici di legittimità, la difesa de L’Imputato ha commesso un errore procedurale decisivo. L’atto ha denunciato contemporaneamente ed in modo indistinto i vizi di mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione. La giurisprudenza consolidata stabilisce che i vizi del provvedimento non possono essere dedotti in forma alternativa o cumulativa. Il ricorrente ha l’onere preciso di specificare la natura della censura, senza delegare alla Corte il compito di selezionare il vizio applicabile. Tale genericità trasforma la richiesta in un ricorso per cassazione inammissibile, precludendo ogni approfondimento nel merito della causa.

Il ruolo attivo della parte civile per il rimborso spese

Un aspetto centrale della decisione riguarda la posizione assunta da L’Ente Pubblico, costituitosi come parte civile per richiedere il risarcimento dei danni e la rifusione delle spese del grado di giudizio. La Suprema Corte ha disatteso la richiesta di liquidazione degli onorari formulata da L’Ente Pubblico. I giudici hanno chiarito che il diritto al rimborso delle spese processuali spetta alla parte civile soltanto quando questa svolge un’attività difensiva concreta ed utile al processo. Nel caso specifico, la parte civile si è limitata ad avanzare una generica richiesta di conferma della sentenza d’appello, senza integrare memorie scritte contenenti argomentazioni idonee a contrastare la tesi avversaria.

Le motivazioni: i motivi del ricorso per cassazione inammissibile

Nelle motivazioni della sentenza, la Corte di Cassazione ha evidenziato come le argomentazioni della difesa cercassero di sollecitare un improponibile sindacato sulle scelte valutative compiute dai giudici di merito. Il giudizio di legittimità non costituisce un terzo grado di merito in cui riaprire l’analisi delle prove o proporre una ricostruzione alternativa dei fatti. Le determinazioni dei giudici d’appello sono insindacabili quando risultano sorrette da una motivazione congrua, esauriente ed esente da vizi logici. Avendo L’Imputato proposto mere contestazioni fattuali anziché evidenziare reali violazioni di legge, la Corte ha rilevato la manifesta infondatezza dell’atto impugnativo.

Le conclusioni: l’esito finale e le sanzioni economiche

La Corte Suprema ha concluso il procedimento dichiarando l’inammissibilità del ricorso proposto da L’Imputato. Questa decisione ha determinato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Riscontrando profili di colpa nella presentazione di un ricorso manifestamente infondato, i giudici hanno altresì sanzionato L’Imputato con il pagamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Contemporaneamente, la Corte ha respinto la domanda di rifusione delle spese avanzata da L’Ente Pubblico a causa della mancanza di un contributo argomentativo rilevante, confermando in via definitiva la validità della sentenza d’appello.

Cosa accade se le contestazioni nel ricorso sono generiche?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.

La parte civile ha sempre diritto al rimborso delle spese nel giudizio di legittimità?
No, il rimborso viene riconosciuto solo se la parte civile offre un contributo argomentativo concreto ed utile al processo mediante apposite memorie.

La Corte di Cassazione può riesaminare le prove del processo?
No, la Cassazione controlla soltanto il rispetto delle norme di legge e la coerenza logica della motivazione, senza poter rivalutare i fatti della causa.

Termini giuridici

Inammissibilità
Rigetto di un'impugnazione o ricorso per mancanza dei requisiti di legge o difetto di specificità dei motivi.
Vizio di motivazione
Difetto strutturale o logico nella spiegazione fornita dal giudice a supporto della propria decisione.
Giudizio di legittimità
Esame svolto dalla Corte di Cassazione che verifica il rispetto delle leggi senza riesaminare i fatti di causa.
Prescrizione del reato
Causa di estinzione dell'illecito penale dovuta al decorso del tempo stabilito dalla legge.
Cassa delle Ammende
Ente statale verso cui confluiscono le sanzioni pecuniarie derivanti da ricorsi giudiziari inammissibili.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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