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Ricorso per Cassazione generico: la condanna da tremila euro

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro una sentenza della Corte di Appello di Bologna. L’imputato lamentava una generica violazione di legge e la mancanza di motivazione della decisione precedente. I giudici di legittimità hanno stabilito che un Ricorso per Cassazione generico, privo di un confronto diretto e specifico con le singole argomentazioni della sentenza impugnata, non può essere esaminato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto l’impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 34650 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 34650/2023)

Il caso del Ricorso per Cassazione generico

La Suprema Corte di Cassazione ha affrontato una questione fondamentale riguardante i requisiti di ammissibilità delle impugnazioni penali. Un cittadino ha proposto ricorso contro la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Bologna. Il ricorrente ha lamentato una generica violazione della legge penale e processuale. Egli ha sostenuto che la decisione di secondo grado fosse priva di una reale motivazione. Tuttavia, l’atto di impugnazione non conteneva critiche puntuali e dettagliate contro i singoli passaggi della sentenza impugnata. Questo comportamento processuale ha configurato un evidente caso di Ricorso per Cassazione generico. La Suprema Corte ha dovuto valutare se un atto formulato in termini così vaghi potesse essere ammesso all’esame di merito. I giudici hanno ricordato che la legge impone regole precise per la redazione dei motivi di ricorso. Non è sufficiente manifestare un generico disaccordo con la decisione del giudice precedente. Occorre invece indicare con assoluta precisione i punti della sentenza che si ritengono errati. Il ricorrente deve spiegare chiaramente le ragioni di fatto e di diritto che giustificano la riforma del provvedimento.

L’importanza della specificità nei motivi di impugnazione

Il sistema processuale penale italiano si fonda sul principio di specificità dei motivi di impugnazione. Questo principio richiede una correlazione diretta tra le argomentazioni della sentenza impugnata e le censure sollevate dalla difesa. L’atto di ricorso non può ignorare le affermazioni contenute nel provvedimento del giudice di appello. Chi presenta il ricorso deve confrontarsi in modo critico e costruttivo con la motivazione della sentenza precedente. La semplice ripetizione di formule astratte o la mera evocazione di vizi di legge rende l’atto del tutto inutile. I giudici di legittimità non possono integrare d’ufficio le lacune argomentative della difesa. La specificità costituisce quindi un requisito di ammissibilità insuperabile. La mancanza di questo elemento determina la sanzione dell’inammissibilità (la perdita del diritto a ottenere una decisione nel merito). Questo meccanismo serve a evitare che la Corte di Cassazione venga investita di ricorsi puramente dilatori o privi di reale fondamento giuridico. La difesa deve quindi svolgere un lavoro di analisi estremamente rigoroso prima di depositare l’atto.

Le motivazioni della sentenza sul Ricorso per Cassazione generico

I giudici della settima sezione penale hanno basato la loro decisione su un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. La Corte ha rilevato che il motivo di ricorso era del tutto generico. L’atto si limitava a denunciare la violazione di legge senza formulare una effettiva censura nei confronti della decisione impugnata. I giudici hanno sottolineato che il ricorso è inammissibile per genericità dei motivi quando manca ogni indicazione della correlazione tra le ragioni della decisione e quelle poste a fondamento dell’impugnazione. L’atto di parte non può ignorare le affermazioni del provvedimento censurato senza cadere nel vizio di aspecificità (la mancanza di un legame logico e critico con la sentenza). La Corte ha citato i propri precedenti storici per confermare questa linea interpretativa rigorosa. Il ricorrente ha omesso di contestare in modo mirato i passaggi logici della Corte di Appello di Bologna. Questa omissione ha reso impossibile per la Cassazione l’esame dei motivi nel merito. La genericità dell’atto ha quindi precluso qualsiasi spazio di discussione giuridica.

Le conclusioni della Cassazione e le sanzioni pecuniarie

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal cittadino. Questa decisione comporta conseguenze pratiche immediate e severe per la parte ricorrente. La dichiarazione di inammissibilità impedisce la riforma della sentenza di appello, che diventa così definitiva. Inoltre, la legge prevede una sanzione economica per chi presenta ricorsi manifestamente infondati o generici. I giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. La Corte ha anche imposto il versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria risponde a una logica di deterrenza contro l’abuso del processo. Il pagamento di tale importo rappresenta la diretta conseguenza della condotta processuale negligente del ricorrente. La pronuncia riafferma con forza la necessità di una difesa tecnica qualificata e attenta ai requisiti formali e sostanziali previsti dal codice di procedura penale.

Quando un ricorso per Cassazione viene considerato generico?
Un ricorso viene considerato generico quando non contesta in modo specifico e mirato i singoli passaggi logici e giuridici della sentenza che si intende impugnare.

Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
L’inammissibilità comporta il rigetto del ricorso senza esame del merito, il passaggio in giudicato della sentenza impugnata e la condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.

Cos’è la Cassa delle ammende e perché si deve pagare?
Si tratta di un fondo del Ministero della Giustizia. Chi presenta un ricorso inammissibile viene condannato a pagare una somma a questo fondo come sanzione per aver avviato una causa infondata.

Termini giuridici

Inammissibilità
La condizione per cui un atto giudiziario non può essere esaminato nel merito dal giudice perché privo dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Genericità dei motivi
La mancanza di precisione e di argomenti specifici all'interno di un atto di impugnazione, che non contesta direttamente i punti della decisione impugnata.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico gestito dal Ministero della Giustizia in cui confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme versate da chi perde i ricorsi inammissibili.
Aspecificità
Il difetto di un atto difensivo che non si confronta in modo mirato e dettagliato con le reali motivazioni della sentenza che si intende contestare.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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