Ricorso per Cassazione Generico: Guida Pratica all’Inammissibilità
Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultima via percorribile nel sistema giudiziario penale, ma richiede un rigore formale e sostanziale imprescindibile. Un ricorso per Cassazione generico, ovvero privo di motivi specifici e dettagliati, è destinato a un esito infausto: l’inammissibilità. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come la mancanza di specificità possa precludere l’esame nel merito di un’impugnazione, con conseguenze significative per i ricorrenti.
I Fatti e il Percorso Giudiziario
Tre individui venivano condannati in primo grado dal Tribunale di Roma e successivamente dalla Corte d’Appello alla pena di sei mesi di reclusione e duecento euro di multa ciascuno per il reato di tentato furto aggravato in concorso. Ritenendo la sentenza d’appello viziata, gli imputati, tramite il loro difensore, decidevano di proporre ricorso per Cassazione, lamentando un vizio di motivazione.
Il Problema del Ricorso per Cassazione Generico
L’unico motivo di impugnazione sollevato dai ricorrenti riguardava l’asserita ‘illogicità e inadeguatezza’ del percorso argomentativo seguito dalla Corte d’Appello. Tuttavia, la critica si è rivelata del tutto generica. I ricorrenti, infatti, non hanno articolato la loro doglianza in modo sufficientemente dettagliato, né l’hanno collegata agli elementi specifici della fattispecie concreta. In pratica, si sono limitati a contestare la decisione senza fornire alla Suprema Corte le ragioni di diritto e i dati di fatto necessari per una verifica.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, evidenziando come la loro genericità rappresenti un ostacolo insormontabile. I giudici hanno chiarito che, per essere ammissibile, un ricorso non può limitarsi a una critica astratta della sentenza impugnata. È necessario, invece, indicare con precisione le carenze, le omissioni o le illogicità del ragionamento del giudice di merito, dimostrando come queste abbiano inciso negativamente sulla valutazione complessiva delle prove.
La Corte ha richiamato precedenti orientamenti giurisprudenziali, sottolineando che non è sufficiente lamentare l’omessa valutazione di una tesi difensiva alternativa. Il ricorrente ha l’onere di prospettare in modo chiaro e specifico le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che dovrebbero essere sottoposti a verifica. Un ricorso per Cassazione generico, che si limita a riproporre le argomentazioni già esaminate e respinte nei gradi di merito senza una critica puntuale, non soddisfa i requisiti di legge e, pertanto, non può essere accolto.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia
La decisione della Suprema Corte si traduce in conseguenze concrete e onerose per gli imputati. La dichiarazione di inammissibilità ha comportato non solo la condanna al pagamento delle spese processuali, ma anche il versamento di una somma di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende. Questo provvedimento ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: l’accesso al giudizio di legittimità è subordinato a un dovere di chiarezza e specificità. La redazione di un’impugnazione richiede un’analisi meticolosa della sentenza che si intende contestare, individuando con precisione i vizi e argomentandoli in modo puntuale e pertinente. In assenza di tale rigore, il ricorso è destinato a naufragare prima ancora di essere esaminato nel suo contenuto, con un inevitabile aggravio di costi per l’assistito.
Quando un ricorso per Cassazione viene considerato generico?
Un ricorso per Cassazione è considerato generico quando si limita a lamentare l’illogicità o l’inadeguatezza della motivazione della sentenza impugnata senza articolare la critica in termini sufficientemente dettagliati, senza collegarla alla fattispecie concreta e senza indicare precise carenze o omissioni argomentative.
Quali sono le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità di un ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, come previsto in questo caso, al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, non essendovi ragioni di esonero.
È sufficiente proporre una tesi difensiva alternativa per rendere un ricorso ammissibile?
No, non è sufficiente. La Corte ha ribadito che limitarsi a lamentare l’omessa valutazione di una tesi alternativa a quella accolta nella sentenza di condanna non rende il ricorso ammissibile se non vengono indicate precise carenze, omissioni o illogicità della motivazione che siano idonee a incidere sulla capacità dimostrativa delle prove.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 11882 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 11882 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 14/03/2024
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da:
COGNOME NOME NOME NOME FRASCATI il DATA_NASCITA
NOME NOME il DATA_NASCITA
COVACI NOME COGNOME NOME il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 27/10/2022 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Presidente NOME COGNOME;
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con la sentenza in epigrafe, la Corte di appello di Roma ha confermato la sentenza del Tribunale di Roma del 4 febbraio 2019, con cui COGNOME NOME, COGNOME NOME e COGNOME NOME erano stati condannati alla pena di mesi sei di reclusione ed euro duecento di multa ciascuno, in relazione al reato di cui agli artt. 110, 56, 624, 625, n. 5 e 61, n. 5 cod. pen.
Gli imputati, a mezzo del comune difensore di fiducia, ricorrono per Cassazione avverso la sentenza della Corte di appello, lamentando vizio di motivazione.
- I ricorsi sono generici.
In relazione all’unico motivo di impugnazione, va osservato che i ricorrenti si lamentano esclusivamente dell’illogicità e dell’inadeguatezza del percorso argomentativo della sentenza impugnata in ordine alla riproposizione delle argomentazioni fatte proprie dal Giudice di prime cure, senza articolare la doglianza in termini sufficientemente dettagliati e senza collegarla alla fattispecie concreta. L’asserito difetto di motivazione non emerge dal provvedimento impugNOME, stante anche l’assenza delle ragioni di diritto e dei dati di fatto a sostegno della richiesta.
Al riguardo, va rilevato che è inammissibile il ricorso per Cassazione i cui motivi si limitino genericamente a lamentare l’omessa valutazione di una tesi alternativa a quella accolta dalla sentenza di condanna impugnata, senza indicare precise carenze od omissioni argomentative ovvero illogicità della motivazione di questa, idonee ad incidere negativamente sulla capacità dimostrativa del compendio probatorio posto a fondamento della decisione di merito (Sez. 2, n. 30918 del 07/05/2015, Falbo, Rv. 264441). Il ricorso per Cassazione, infatti, deve contenere la precisa prospettazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto da sottoporre a verifica (Sez. 2, 13951 del 05/02/2014, Caruso, Rv. 259704).
Per le ragioni che precedono, i ricorsi vanno dichiarati inammissibili con conseguente condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e – non ricorrendo ragioni di esonero – al versamento della somma di euro tremila ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
4,
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle s processuali e della somma di euro tremila ciascuno alla Cassa delle ammende.