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Ricorso Penale Tardivo: Inammissibilità e Costi per il Ricorrente

Un Ricorrente ha presentato un ricorso contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato una misura cautelare reale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. Il ricorso era stato depositato oltre i 15 giorni previsti dalla legge dalla notifica dell’ordinanza. La Corte ha ribadito che la data che conta per la tempestività è quella in cui l’atto arriva all’ufficio giudiziario competente, non quella di spedizione. Il Ricorrente ha perso la causa e dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 21808 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 2 n. 21808/2022)

L’Inammissibilità del Ricorso Penale per Tardività: Un Caso Pratico

Nel mondo del diritto, i tempi sono cruciali. Ogni azione legale ha scadenze precise. La sentenza che analizziamo oggi mette in luce l’importanza di rispettare questi termini. Parliamo in particolare dell’inammissibilità ricorso penale per tardività, un principio che può determinare l’esito di un intero procedimento. Questo caso ci mostra come un errore nei tempi di deposito possa precludere ogni possibilità di difesa, con conseguenze significative per chi ricorre.

Il Contesto: Misure Cautelari Reali e il Ricorso

Un Cittadino, che chiameremo il Ricorrente, si è trovato coinvolto in un procedimento penale. Contro di lui era stata disposta una misura cautelare reale. Questo significa che il giudice aveva bloccato alcuni suoi beni per assicurarsi che non venissero dispersi. Il Ricorrente non era d’accordo con questa decisione. Ha quindi presentato un ricorso al Tribunale del Riesame. Il Tribunale del Riesame ha però confermato la misura cautelare. Il Ricorrente ha deciso di non arrendersi e ha presentato un ulteriore ricorso alla Corte di Cassazione.

La Questione Cruciale: La Tardività del Ricorso Penale

Il problema principale in questo caso è stato il rispetto dei tempi. La legge stabilisce scadenze precise per presentare i ricorsi. Se non si rispettano questi termini, il ricorso diventa “inammissibile”. Questo significa che il giudice non lo esaminerà nemmeno nel merito. È come presentare un compito a scuola dopo la data di consegna: l’insegnante non lo correggerà. Nel nostro caso, l’ordinanza del Tribunale del Riesame era stata notificata al Ricorrente in una certa data. Il ricorso alla Cassazione, però, è arrivato all’ufficio competente molto tempo dopo la scadenza di quindici giorni prevista dalla legge.

Come si Calcolano i Termini per il Ricorso Penale?

La Corte ha chiarito un punto fondamentale sul calcolo dei termini per l’inammissibilità ricorso penale per tardività. Non basta spedire il ricorso entro la scadenza. Ciò che conta è la data in cui il ricorso arriva fisicamente all’ufficio giudiziario competente. Se un Ricorrente spedisce un ricorso all’ufficio sbagliato, o se lo spedisce troppo tardi e questo arriva a destinazione dopo la scadenza, il ricorso sarà considerato tardivo. Questo principio è stato ribadito più volte dalla giurisprudenza, anche dalle Sezioni Unite della Cassazione. Il rischio di un deposito tardivo ricade interamente sul Ricorrente. Non è compito della cancelleria trasmettere gli atti all’ufficio corretto se l’errore è del cittadino.

Le Motivazioni della Sentenza sull’Inammissibilità del Ricorso Penale

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso e ha riscontrato che il ricorso del Ricorrente era stato depositato ben oltre il termine di quindici giorni dalla notifica dell’ordinanza del Tribunale del Riesame. L’ordinanza era stata notificata il 20 maggio 2021. Il termine per presentare il ricorso scadeva il 4 giugno. Il ricorso, invece, è pervenuto al Tribunale per il riesame solo l’11 giugno 2020. Questo ritardo ha reso il ricorso inammissibile. La Corte ha applicato il principio secondo cui la data di presentazione valida è quella di arrivo all’ufficio competente. Questo è un punto cruciale per evitare l’inammissibilità ricorso penale per tardività.

Le Conclusioni: Cosa Significa l’Inammissibilità per il Ricorrente

La decisione della Corte di Cassazione è stata chiara: il ricorso del Ricorrente è stato dichiarato inammissibile. Questo significa che la Corte non ha potuto esaminare le sue ragioni nel merito. La decisione del Tribunale del Riesame, che aveva confermato la misura cautelare reale, è diventata definitiva. Oltre a perdere la possibilità di far valere le proprie ragioni, il Ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali. Inoltre, dovrà versare una somma di 3000 euro alla Cassa delle ammende, un fondo statale. Questo caso sottolinea l’importanza fondamentale di conoscere e rispettare i termini processuali. Un piccolo errore di calcolo o un ritardo nel deposito possono avere conseguenze molto pesanti.

Cosa rende un ricorso penale inammissibile?
Un ricorso penale diventa inammissibile se non rispetta i requisiti formali o, come in questo caso, se viene presentato oltre i termini di tempo stabiliti dalla legge.

Quali sono le conseguenze di un ricorso tardivo?
Le conseguenze di un ricorso tardivo sono gravi: il giudice non esaminerà il merito del ricorso, la decisione impugnata diventerà definitiva e il ricorrente sarà condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.

Come si determina la data di presentazione di un ricorso?
La data che conta per la tempestività di un ricorso è quella in cui l’atto perviene fisicamente all’ufficio giudiziario competente, non la data di spedizione o di invio.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o temporali previsti dalla legge, impedendo al giudice di esaminarne il merito.
Tardività
Indica che un atto processuale è stato compiuto oltre i termini di tempo stabiliti dalla legge, rendendolo non valido.
Cassa delle ammende
Un fondo statale alimentato dalle sanzioni pecuniarie (multe) inflitte in sede penale, destinato a scopi di giustizia.
Contraddittorio scritto
Una modalità di svolgimento del processo in cui le parti si scambiano memorie e documenti scritti, senza la necessità di un'udienza orale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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