Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41633 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 41633 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 28/10/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 21/05/2024 del TRIBUNALE di BOLOGNA
Gi GLYPH ate -,3 3 ~ititt a-Re parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminati i motivi del ricorso di NOME; udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME
Ritenuto che il ricorso – con il quale si eccepisce, in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti in relazione al reato di cui all’art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, la mancata assoluzione ex art. 129 cod. proc. pen., la mancata riqualificazione dei fatti contestati nella fattispecie di cui al comma 5 dell’art. 73 cit. e l’omessa applicazione a favore dell’imputato della circostanza attenuante dell’art. 114 cod. pen. – deve essere dichiarato inammissibile, con procedura de plano, perché i motivi propongono censure non consentite.
Invero, va ribadito che, in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti, ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., l’accordo intervenuto esonera l’accusa dall’onere della prova e comporta che la sentenza che recepisce l’accordo fra le parti sia da considerare sufficientemente motivata con una succinta descrizione del fatto (anche deducibile dal capo d’imputazione), con l’affermazione della correttezza della sua qualificazione giuridica e della congruità della pena “patteggiata” (ai fini e nei limiti di cui all’art. 27 Cost.: tra tante, Sez. 4, n. 34 del 13/07/2006, Pkoumya, Rv. 234824). Inoltre, questa Corte ha già chiarito che «in tema di applicazione della pena su richiesta delle parti, la possibilità di ricorrere per cassazione deducendo, ai sensi dell’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., l’erronea qualificazione giuridica del fatto contenuto in sentenza è limitata ai soli casi di errore manifesto, configurabile quando tale qualificazione risulti, con indiscussa immediatezza e senza margini di opinabilità, palesemente eccentrica rispetto al contenuto del capo di imputazione, sicché è inammissibile l’impugnazione che denunci, in modo aspecifico e non autosufficiente, una violazione di legge non immediatamente evincibile dal tenore dei capi di imputazione e dalla motivazione della sentenza» (così, da ultimo, Sez. 4, n. 13479 del 23/03/2022, AVV_NOTAIO , Rv. 283023 – 01). Nella specie, la sentenza impugnata si è attenuta a tali principi avendo il Tribunale evidenziato che dall’esame degli atti di indagine (relazione dell’operante, verbale di arresto) non emergeva alcuna causa di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen. e che la complessiva detenzione di stupefacente oggetto dell’imputazione per la quale è intervenuto il patteggiamento ha ad oggetto anche una quantità non modesta di droga (103 gra .mmi di cocaina). Corte di Cassazione – copia non ufficiale
Anche il secondo motivo risulta manifestamente infondato. Invero, in tema di patteggiamento, è inammissibile, ai sensi dell’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., il ricorso per cassazione con cui si deduca l’omessa applicazione
di circostanze attenuanti non menzionate nella richiesta di applicazione di pena (Sez. 5, n. 17982 del 18/05/2020, NOME COGNOME, Rv. 279117 – 01).
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma giudicata congrua – di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in data 28/10/2024
Il Preside e