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Ricorso inammissibile: testimonianza de relato

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per danneggiamento aggravato. Il ricorso è stato ritenuto privo di specificità e la Corte ha chiarito che l’eccezione sulla testimonianza de relato è infondata se la difesa non richiede di sentire la fonte diretta, confermando la condanna e le sanzioni pecuniarie.

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Pubblicato il 31 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: la Cassazione fa chiarezza sulla Testimonianza De Relato

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 25409 del 2024, offre importanti spunti di riflessione sulla corretta formulazione dei ricorsi e sulla gestione della prova testimoniale nel processo penale. Il caso ha portato a dichiarare un ricorso inammissibile per la genericità dei motivi, ribadendo principi fondamentali della procedura penale. La vicenda riguarda un detenuto condannato per danneggiamento aggravato ai danni di beni pubblici all’interno di un istituto penitenziario.

I Fatti di Causa

L’imputato era stato condannato in primo grado dal Tribunale e la sentenza era stata confermata dalla Corte di Appello. L’accusa era quella di danneggiamento aggravato, per aver rotto le luci di emergenza di una casa circondariale utilizzando il sostegno di un tavolo da ping-pong. La condanna si basava, tra l’altro, sulla testimonianza di un ispettore di polizia penitenziaria.

I Motivi del Ricorso e la questione del ricorso inammissibile

La difesa ha presentato ricorso per cassazione lamentando una violazione di legge e un vizio di motivazione. Il punto centrale del ricorso verteva sulla presunta inutilizzabilità della testimonianza dell’ispettore, in quanto considerata una testimonianza ‘de relato’, ovvero per sentito dire. Secondo la difesa, l’ispettore non aveva assistito direttamente ai fatti, ma li aveva appresi da un altro agente in servizio.

Inoltre, la difesa ha tentato di introdurre per la prima volta in Cassazione il tema dell’attenuante della provocazione, un motivo che non era stato sollevato nel precedente grado di giudizio.

La Decisione della Cassazione: Un Ricorso Inammissibile

La Suprema Corte ha respinto tutte le argomentazioni della difesa, dichiarando il ricorso inammissibile. Questa decisione si fonda su due pilastri principali: la mancanza di specificità dei motivi del ricorso e la corretta gestione processuale della testimonianza indiretta.

La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000,00 euro alla Cassa delle Ammende, come sanzione pecuniaria per aver presentato un ricorso inammissibile.

Le Motivazioni

Le motivazioni della Corte chiariscono in modo netto i requisiti di un ricorso e i doveri della difesa in tema di prova.

In primo luogo, il ricorso è stato giudicato generico e ripetitivo di censure già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello, violando così i requisiti di specificità richiesti dagli articoli 581 e 591 del codice di procedura penale. Un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere critiche precise e argomentate alla decisione impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse questioni.

In secondo luogo, riguardo alla testimonianza ‘de relato’, la Corte ha evidenziato che la motivazione della Corte d’Appello era esente da vizi. L’ispettore, infatti, aveva avuto cognizione diretta di elementi cruciali: lo stato di agitazione dell’imputato, il fatto che fosse l’unico soggetto fuori dalla cella e che avesse ancora in mano l’oggetto usato per il danneggiamento. La telefonata del collega era un aspetto secondario.

Soprattutto, la Cassazione ha sottolineato una grave omissione della difesa: per rendere inutilizzabile una testimonianza de relato, la parte interessata deve chiedere l’esame della persona dalla quale il testimone ha appreso la notizia (art. 195 c.p.p.). Non avendo formulato tale richiesta, la difesa ha perso la possibilità di contestare efficacemente la prova.

Infine, è stato ribadito il principio secondo cui motivi nuovi, come l’attenuante della provocazione, non possono essere introdotti per la prima volta in sede di legittimità se non sono stati oggetto del giudizio di appello.

Conclusioni

Questa sentenza è un monito sull’importanza della tecnica processuale. Per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile, è essenziale formulare motivi specifici, dettagliati e pertinenti, evitando la mera ripetizione di argomenti già vagliati. Inoltre, la gestione delle prove, come la testimonianza indiretta, richiede un’attenta strategia processuale: le eccezioni devono essere sollevate e coltivate nei modi e nei tempi previsti dalla legge, come la richiesta di esame della fonte diretta, altrimenti perdono di ogni efficacia.

Quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile?
Secondo la sentenza, un ricorso è inammissibile quando è presentato per motivi privi della specificità necessaria, come richiesto dagli artt. 581 e 591 del codice di procedura penale, limitandosi a reiterare censure già esaminate nei precedenti gradi di giudizio.

La testimonianza di un agente che riporta fatti riferitigli da un collega è sempre inutilizzabile?
No. La Corte chiarisce che tale testimonianza non è inutilizzabile se la difesa non esercita il proprio diritto di chiedere l’esame della fonte diretta (il collega che ha riferito i fatti), conformemente all’art. 195 del codice di procedura penale. Inoltre, la testimonianza resta valida per i fatti percepiti direttamente dal testimone.

È possibile introdurre un nuovo motivo di ricorso, come la richiesta di un’attenuante, per la prima volta in Cassazione?
No. La sentenza ribadisce che un motivo non devoluto in appello, cioè non discusso davanti alla Corte di Appello, non può essere proposto per la prima volta con il ricorso per cassazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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