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Ricorso inammissibile: quando l’appello è una copia

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La sentenza sottolinea che un’impugnazione deve contenere una critica argomentata alla decisione precedente, non limitarsi a riproporre le stesse doglianze. La ricorrente, condannata per reati di evasione e stupefacenti, è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 14 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sottolinea l’Importanza della Critica Argomentata

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale del diritto processuale penale: un’impugnazione deve essere una critica specifica e ragionata della sentenza che si contesta, non una semplice riproposizione dei motivi già esaminati. Quando ciò non avviene, la conseguenza è un ricorso inammissibile. Analizziamo insieme questa decisione per capire le sue implicazioni pratiche.

I Fatti del Processo

Il caso ha origine da una condanna emessa dal Tribunale e parzialmente riformata dalla Corte d’Appello. L’imputata era stata giudicata colpevole per reati legati agli stupefacenti (secondo l’ipotesi lieve dell’art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990) e per il reato di evasione (art. 385 c.p.). La Corte d’Appello aveva rideterminato la pena in un anno e sei mesi di reclusione, oltre a una multa.

Contro questa decisione, la difesa ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, affidandosi a due principali motivi di doglianza.

I Motivi del Ricorso e la loro Genericità

Il ricorso dell’imputata si basava essenzialmente su due punti:
1. Una presunta mancanza, contraddittorietà e illogicità della motivazione riguardo alla configurabilità del delitto di evasione.
2. Una critica analoga per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

Tuttavia, come evidenziato dalla Suprema Corte, questi motivi non rappresentavano una novità nel processo. Erano, di fatto, la stessa linea difensiva già presentata nell’atto di appello avverso la sentenza di primo grado.

La Decisione della Corte: perché il Ricorso è Inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile senza entrare nel merito delle questioni sollevate. La ragione di questa decisione risiede in un principio consolidato: la funzione tipica dell’impugnazione è quella di una critica argomentata avverso il provvedimento cui si riferisce. L’atto di ricorso deve confrontarsi puntualmente con le argomentazioni della sentenza impugnata, indicando le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che ne contestano la validità.

Se il ricorso, come nel caso di specie, si limita a riproporre le medesime considerazioni critiche già espresse nel precedente grado di giudizio, senza confrontarsi con la motivazione resa dal giudice d’appello, esso perde la sua funzione essenziale. In pratica, diventa un atto sterile che non porta avanti il dibattito processuale, destinato quindi all’inammissibilità.

Le Motivazioni della Suprema Corte

Nelle sue motivazioni, la Corte ha chiarito che i motivi di ricorso devono, a pena di inammissibilità (artt. 581 e 591 c.p.p.), indicare specificamente le ragioni che sorreggono la richiesta. Il confronto puntuale con le argomentazioni del provvedimento contestato è un contenuto essenziale e indefettibile dell’atto. In questo caso, i motivi proposti non si confrontavano affatto con la motivazione della sentenza d’appello, risultando quindi privi della loro funzione primaria.

La Corte ha citato numerosi precedenti conformi, sottolineando come sia inammissibile il ricorso per cassazione che “riproduce e reitera gli stessi motivi prospettati con l’atto di appello e motivatamente respinti in secondo grado, senza confrontarsi criticamente con gli argomenti utilizzati nel provvedimento impugnato”.

Conclusioni: L’Importanza di un Appello Ben Formulato

Questa ordinanza offre una lezione importante per chi opera nel diritto: un’impugnazione non può essere un semplice ‘copia e incolla’ di atti precedenti. Ogni grado di giudizio richiede un approccio critico e specifico alla decisione che si intende contestare. È necessario analizzare a fondo la motivazione del giudice e costruire argomentazioni nuove o, quantomeno, adattate a confutare specificamente quel ragionamento. In caso contrario, il rischio concreto è quello di veder dichiarata l’inammissibilità del proprio ricorso, con la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione a favore della Cassa delle ammende, come avvenuto nel caso in esame.

Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera reiterazione di quelli già discussi e respinti nel giudizio di appello, senza contenere una critica specifica e argomentata contro le motivazioni della sentenza impugnata.

Qual è la funzione tipica di un’impugnazione secondo la Corte?
Secondo la Corte, la funzione tipica dell’impugnazione è quella della critica argomentata avverso il provvedimento cui si riferisce. L’atto deve indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che fondano il dissenso, confrontandosi puntualmente con le argomentazioni della decisione contestata.

Quali sono le conseguenze per la ricorrente della dichiarazione di inammissibilità?
In seguito alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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