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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto. Il motivo è che l’impugnazione si limitava a riproporre le stesse censure sulla recidiva, già correttamente esaminate e respinte dalla Corte d’Appello. La decisione sottolinea come un ricorso meramente ripetitivo manchi dei requisiti di legge, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile in Cassazione: Il Pericolo di Ripetere le Stesse Argomentazioni

Nel processo penale, l’impugnazione di una sentenza è un diritto fondamentale, ma deve seguire regole precise per essere efficace. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale: presentare un ricorso inammissibile, che si limita a ripetere argomenti già discussi e respinti nei gradi precedenti, non solo è inutile, ma comporta anche conseguenze economiche. Analizziamo l’ordinanza n. 24708/2024 per capire perché.

I Fatti del Caso in Analisi

La vicenda processuale ha origine da una condanna per il reato di furto, confermata dalla Corte d’Appello di Palermo. L’imputata, non accettando la decisione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, il ricorso si basava su un unico motivo: una presunta errata valutazione, da parte dei giudici d’appello, della recidiva. L’imputata sosteneva che la motivazione della sentenza impugnata fosse viziata su questo specifico punto.

La Decisione della Corte di Cassazione e il concetto di ricorso inammissibile

La Suprema Corte ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. La ragione di questa decisione è netta e istruttiva. I giudici hanno rilevato che il motivo presentato non introduceva nuovi elementi di critica alla sentenza d’appello, ma era ‘meramente riproduttivo’ di censure già sollevate in precedenza. In altre parole, la difesa si era limitata a ripresentare le stesse argomentazioni già adeguatamente vagliate e motivatamente respinte dalla Corte d’Appello. Questo comportamento rende il ricorso inammissibile, poiché non svolge la sua funzione, che è quella di criticare specificamente le ragioni della decisione impugnata, non di chiedere un terzo riesame del medesimo punto.

Le Motivazioni

La motivazione della Corte di Cassazione si fonda su un principio consolidato della procedura penale. Il giudizio di legittimità, quale è quello della Cassazione, non è un terzo grado di merito. Il suo scopo non è rivalutare i fatti, ma controllare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata.

Quando un ricorso si limita a copiare e incollare i motivi d’appello, senza confrontarsi criticamente con le argomentazioni contenute nella sentenza di secondo grado, esso manca di specificità. La Corte ha sottolineato che il giudice di merito aveva già risposto alle doglianze con ‘corretti argomenti giuridici’. Riproporle identiche in Cassazione significa ignorare la decisione d’appello, trasformando il ricorso in un atto sterile e non conforme alla sua funzione processuale. Per questo motivo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Le Conclusioni

Le conseguenze pratiche di questa decisione sono severe per la ricorrente. La declaratoria di inammissibilità comporta non solo che la condanna per furto diventi definitiva, ma anche l’obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Questa ordinanza offre una lezione importante: un ricorso per cassazione deve essere un atto tecnico e mirato, che individui e contesti specificamente i vizi della sentenza impugnata. La semplice riproposizione di vecchie argomentazioni è una strategia destinata al fallimento, che conduce a un esito prevedibile e a sanzioni economiche. È un monito per gli avvocati a redigere atti di impugnazione che dialoghino criticamente con la decisione che intendono contestare, pena l’inevitabile inammissibilità.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni sulla recidiva che erano già state adeguatamente valutate e respinte con corretti argomenti giuridici dalla Corte d’Appello.

Qual era l’unico motivo del ricorso presentato alla Corte di Cassazione?
L’unico motivo del ricorso era un presunto vizio di motivazione della sentenza d’appello in merito al riconoscimento della recidiva a carico dell’imputata.

Quali sono state le conseguenze economiche per la ricorrente?
In seguito alla dichiarazione di inammissibilità, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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