Ricorso Inammissibile: L’Importanza della Specificità nell’Appello Penale
Quando si impugna una sentenza, non è sufficiente esprimere un generico dissenso. È necessario formulare critiche precise e puntuali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce questo principio fondamentale, dichiarando un ricorso inammissibile proprio per la sua genericità e condannando il ricorrente a pesanti sanzioni economiche. Analizziamo questa decisione per capire perché un appello vago è destinato a fallire.
I Fatti del Caso: Dalla Falsa Testimonianza al Ricorso in Cassazione
La vicenda giudiziaria trae origine da una condanna per il reato di falsa testimonianza, previsto dall’articolo 372 del codice penale. Un soggetto, dopo aver reso delle dichiarazioni spontanee, aveva fornito in giudizio una deposizione testimoniale reticente. La Corte d’Appello, nel confermare la condanna, aveva spiegato dettagliatamente perché le prime dichiarazioni fossero da ritenere veritiere rispetto alla successiva testimonianza.
Contro questa sentenza, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione. Tuttavia, l’atto di impugnazione non ha superato il vaglio preliminare di ammissibilità.
La Decisione della Corte: Un Ricorso Inammissibile per Genericità
La Suprema Corte ha stroncato sul nascere le doglianze del ricorrente, etichettando il ricorso come ‘generico’. Questo significa che l’atto ometteva di confrontarsi in modo diretto e specifico con le argomentazioni sviluppate nella sentenza di secondo grado.
In pratica, l’imputato non ha spiegato perché il ragionamento dei giudici d’appello fosse errato, illogico o contraddittorio. Si è limitato a una critica superficiale, senza entrare nel merito delle motivazioni che avevano portato alla sua condanna.
Le Motivazioni della Corte
La Cassazione ha sottolineato che il compito di chi impugna una sentenza non è semplicemente quello di riproporre la propria versione dei fatti, ma di demolire, punto per punto, il percorso logico-giuridico seguito dal giudice precedente. Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione specifica sulla credibilità delle diverse dichiarazioni rese dall’imputato.
Il ricorrente avrebbe dovuto attaccare quella specifica motivazione, evidenziandone eventuali vizi logici o contraddizioni manifeste. Non avendolo fatto, il suo ricorso è risultato privo della necessaria specificità richiesta dalla legge, trasformandosi in un tentativo inefficace di ottenere una nuova valutazione del merito della vicenda, compito che non spetta alla Corte di Cassazione. La genericità dell’impugnazione ha quindi reso inevitabile una pronuncia di ricorso inammissibile.
Conclusioni e Implicazioni Pratiche
La decisione si conclude con due conseguenze negative per il ricorrente. In primo luogo, la dichiarazione di inammissibilità rende definitiva la condanna per falsa testimonianza. In secondo luogo, viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Questa ordinanza è un monito importante: la redazione di un ricorso, specialmente in Cassazione, richiede un’analisi tecnica e approfondita della sentenza impugnata. Non basta dissentire; bisogna dimostrare, con argomenti pertinenti e specifici, dove e perché il giudice precedente ha sbagliato. Un appello generico non solo è inutile, ma espone anche a significative sanzioni economiche.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
È stato dichiarato inammissibile perché ritenuto ‘generico’, ovvero non contestava in modo specifico le argomentazioni contenute nella sentenza della Corte d’Appello, omettendo di confrontarsi con le motivazioni della decisione impugnata.
Qual era il reato al centro della vicenda?
Il reato per cui l’imputato era stato condannato in appello era quello di falsa testimonianza, previsto dall’art. 372 del codice penale.
Quali sono state le conseguenze per il ricorrente?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Inoltre, la dichiarazione di inammissibilità ha reso definitiva la sua condanna.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 46588 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 46588 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 27/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME NOME NOME a MESSINA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 27/02/2023 della CORTE APPELLO di MESSINA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
OSSERVA
letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso la sentenza in epigrafe indicata;
ritenuto che il ricorso è generico posto che omette di confrontarsi con le argomentazioni contenute nella sentenza di appello in ordine al motivo per cui le spontanee dichiarazioni dovevano ritenersi veritiere rispetto alla reticente deposizione testimoniale resa nel giudizio nel quale è stato commesso il reato di cui all’art. 372 cod.pen.; si tratta di argomentazioni specifiche e che non presentano profili di manifesta illogicità o contraddittorietà
ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 27 ottobre 2023
Il Consigliere estensore
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