Ricorso Inammissibile: Quando la Genericità Costa Cara
Presentare un ricorso in Cassazione non è un atto da prendere alla leggera. La Suprema Corte ha delle regole precise e una delle più importanti è la specificità dei motivi. Un recente provvedimento ha ribadito con forza questo principio, dichiarando un ricorso inammissibile perché si limitava a ripetere argomenti già esaminati e respinti. Analizziamo insieme questa decisione per capire perché un appello generico è destinato al fallimento.
I Fatti del Caso: Un Appello contro una Condanna
Il caso ha origine da una condanna emessa dalla Corte d’Appello di Milano. L’imputato, ritenuto responsabile di un reato, decide di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo unico motivo di doglianza si concentrava sulla presunta violazione di legge e sull’errata motivazione della sentenza di secondo grado.
La Corte d’Appello, nella sua decisione, aveva sottolineato come l’imputato fosse stato trovato in possesso di parte della refurtiva e fosse pienamente consapevole della sua provenienza illecita. La difesa, invece, contestava questa ricostruzione, ma senza portare elementi di critica specifici contro le argomentazioni dei giudici di merito.
L’Analisi della Corte di Cassazione e il ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, esaminando l’atto, ha immediatamente riscontrato una criticità fatale. Il ricorso non svolgeva la sua funzione tipica, ovvero quella di sottoporre alla Corte una critica argomentata e puntuale della sentenza impugnata. Al contrario, si risolveva in una “pedissequa reiterazione” dei motivi già presentati e puntualmente respinti dalla Corte d’Appello.
I giudici hanno chiarito che un ricorso di questo tipo è da considerarsi non specifico, ma solo apparente. In pratica, l’atto sembrava un ricorso, ma nella sostanza era vuoto, poiché non attaccava realmente le fondamenta logico-giuridiche della decisione di secondo grado. Per questo motivo, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile.
La Manifesta Infondatezza del Vizio di Motivazione
Oltre alla genericità, la Corte ha rilevato anche la manifesta infondatezza della censura relativa al vizio di motivazione. I giudici di legittimità hanno ritenuto l’argomentazione della Corte d’Appello (contenuta a pagina 4 della sentenza) corretta e priva di illogicità. La Corte territoriale aveva spiegato in modo chiaro perché le tesi difensive non potevano essere accolte, basandosi su elementi concreti come il possesso della refurtiva e la consapevolezza della sua origine delittuosa da parte dell’imputato.
Le Motivazioni della Decisione
La motivazione della Suprema Corte si basa su un principio cardine del processo penale: il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono riesaminare i fatti. È un giudizio di legittimità, dove si controlla la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. Un ricorso che si limita a ripetere le stesse argomentazioni già vagliate e respinte, senza individuare specifici vizi nella sentenza d’appello, non assolve a questa funzione e, pertanto, deve essere dichiarato inammissibile.
La Corte ha ritenuto che il ricorso non fosse altro che una riproposizione sterile delle medesime questioni, rendendolo di fatto un atto non idoneo a innescare il controllo di legittimità. La condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende è la diretta e inevitabile conseguenza di questa declaratoria.
Conclusioni: L’Importanza di un Ricorso Specifico
Questa ordinanza offre una lezione fondamentale per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. Non è sufficiente essere in disaccordo con una sentenza per poterla impugnare con successo. È indispensabile redigere un ricorso che analizzi criticamente la decisione, evidenziando in modo specifico e argomentato i vizi di legge o di motivazione. La semplice riproposizione di difese già sconfitte in appello non solo è inutile, ma comporta anche conseguenze economiche negative per il ricorrente. La specificità non è un mero formalismo, ma l’essenza stessa del ricorso di legittimità.
Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile se è generico, cioè se si limita a ripetere argomenti già presentati e respinti nei gradi precedenti senza muovere una critica specifica e argomentata contro la sentenza che si sta impugnando.
Cosa significa che un motivo di ricorso è una “pedissequa reiterazione”?
Significa che il motivo d’appello è una ripetizione quasi letterale di argomenti già sollevati in precedenza e disattesi dal giudice del merito, senza aggiungere nuovi e specifici elementi di critica contro la decisione impugnata.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La persona che ha presentato il ricorso viene condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro (in questo caso, tremila euro) in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 3099 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 3099 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 05/12/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a BERGAMO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 04/03/2025 della CORTE APPELLO di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME;
considerato che l’unico motivo di doglianza, con il quale il ricorrente contest la violazione di legge e la correttezza della motivazione in ordine al giudiz responsabilità per il delitto ascrittogli, è indeducibile poiché fondato su moti si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in app puntualmente disattesi dalla corte di merito, dovendosi gli stessi considerare specifici ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funz di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso;
che, altresì, manifestamente infondato, alla stregua della corretta e illogica argomentazione di cui a pag. 4 della sentenza impugnata (in cui la Co sottolinea come – contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa – il ricorr fosse stato ritrovato in possesso di parte della refurtiva ed avesse consapevolezza della delittuosa provenienza della medesima), è il denunciato vizi di motivazione;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma d euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento del spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa de ammende.
Così deciso, il 5 dicembre 2025.