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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un’ordinanza di demolizione. La ricorrente contestava il superamento dei limiti volumetrici per il condono, ma il ricorso è stato giudicato generico e privo di censure specifiche contro la perizia tecnica, portando alla conferma della decisione e alla condanna alle spese.

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Pubblicato il 7 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Specificità dei Motivi è Cruciale

Quando si impugna un provvedimento giudiziario, la forma e la sostanza del ricorso sono tanto importanti quanto le ragioni di merito. Un ricorso generico, privo di critiche puntuali e dettagliate, rischia di essere dichiarato inammissibile, precludendo ogni possibilità di revisione della decisione. La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 15633/2024 offre un chiaro esempio di come la mancanza di specificità possa portare a un ricorso inammissibile, specialmente in materia di abusi edilizi e ordini di demolizione.

I Fatti del Caso: La Richiesta di Sospensione della Demolizione

Una cittadina si era opposta a un’ordinanza di demolizione emessa dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli, chiedendone la sospensione. L’ordinanza riguardava un immobile che, secondo l’accusa, superava i limiti volumetrici massimi previsti dalla legge per poter beneficiare del condono edilizio. La Corte di Appello, in qualità di giudice dell’esecuzione, aveva rigettato la richiesta di sospensione, basando la propria decisione su una consulenza tecnica (CT) che attestava un volume dell’immobile di 750 metri cubi, ben oltre la soglia consentita.

La ricorrente, non accettando tale decisione, ha proposto ricorso per cassazione, lamentando un vizio di motivazione. Sosteneva che i giudici avessero erroneamente valorizzato solo la consulenza tecnica della pubblica accusa, ignorando altre perizie e accertamenti di uffici pubblici che sarebbero stati favorevoli al rilascio del condono. A suo dire, la valutazione del consulente tecnico era errata perché includeva parti dell’opera non calcolabili ai fini volumetrici.

La Decisione della Corte: Un Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione ha respinto le argomentazioni della ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità. I giudici supremi hanno sottolineato che il motivo di ricorso si limitava a contrapporre genericamente pareri favorevoli di altri uffici pubblici, senza però affrontare e smontare nel dettaglio le conclusioni tecniche della consulenza che era alla base della decisione impugnata.

La Corte ha inoltre osservato che i pareri citati dalla difesa non erano pertinenti allo specifico punto in discussione (il superamento del limite volumetrico), ma riguardavano altri aspetti, come l’incidenza paesaggistica dell’opera o erano semplici atti interlocutori del Comune. La ricorrente, quindi, non ha mai spiegato in modo chiaro e preciso perché il calcolo del volume fosse sbagliato, rendendo di fatto impossibile per la Corte esercitare il proprio sindacato.

Le Motivazioni dietro un Ricorso Inammissibile

La motivazione della Corte si fonda su un principio cardine del processo penale: il requisito della specificità dei motivi di ricorso. Come ribadito in diverse sentenze, chi impugna un provvedimento non può limitarsi a una critica generica, ma deve:

1. Individuare i punti specifici della decisione che intende contestare.
2. Indicare in modo chiaro e preciso gli elementi (di fatto e di diritto) che sono alla base delle censure.
3. Consentire al giudice dell’impugnazione di comprendere immediatamente quali sono i rilievi mossi.

Nel caso di specie, la difesa non ha adempiuto a questo onere. Non ha fornito elementi concreti per dimostrare l’errore nel calcolo del volume, né ha spiegato perché la consulenza tecnica fosse da ritenere inattendibile. L’evocazione di “ulteriori approfondimenti” è stata considerata altrettanto generica, poiché rientra nella piena discrezionalità del giudice decidere se siano necessari o meno, soprattutto in assenza di rilievi specifici.

Conclusioni

La sentenza conferma che la presentazione di un ricorso in Cassazione richiede un’argomentazione rigorosa e puntuale. Non è sufficiente manifestare un generico dissenso con la decisione del giudice precedente, ma è necessario articolare critiche specifiche, supportate da elementi concreti, che mettano in discussione la logicità e la correttezza giuridica della motivazione. L’esito di questo caso è un monito: un ricorso inammissibile non solo chiude la porta a una revisione del caso, ma comporta anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come avvenuto per la ricorrente, condannata a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto generico e manifestamente infondato. La ricorrente non ha specificato in modo chiaro e preciso le ragioni per cui il calcolo del volume dell’immobile, effettuato dal consulente tecnico, sarebbe stato errato, limitandosi a menzionare pareri di altri uffici pubblici non pertinenti alla questione specifica.

Qual era l’argomento principale della ricorrente?
L’argomento principale era che i giudici avessero dato peso esclusivamente a una consulenza tecnica che attestava il superamento del limite volumetrico di 750 mc per il condono, ignorando altri accertamenti di uffici pubblici che, a suo dire, erano favorevoli al rilascio del provvedimento di sanatoria.

Cosa succede quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, la parte ricorrente viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e, se non emergono ragioni di esonero, anche al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende. In questo caso, la sanzione è stata fissata in 3.000 euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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